lunedì 5 giugno 2017

Yangon

4-6 gennaio 2017
Per molti la grande ex capitale del Myanmar è solo una porta di ingresso al paese da cui fuggire a gambe levate subito dopo aver visitato la pagoda Shwedagon, eppure Yangon, lungi dall'essere una città storica o particolarmente piacevole o pittoresca, è comunque un'interessante specchio della società birmana e di come questa si stia evolvendo in tempi di democrazia, oltre a ospitare in ogni caso un notevole numero di scenografiche attrazioni.
yangon
mahabandoola road e sule paya
yangon
kheng hok keong
L'aeroporto di Yangon si trova circa 18 km a nord del centro cittadino e i collegamenti con questo sono rappresentati principalmente dai taxi, benché esistano sicuramente anche diverse linee di bus che lo raggiungono ma non sono così facili da prendere per gli stranieri, e anche per chi come il sottoscritto ha scelto la metropoli come punto di arrivo di un viaggio nel paese sud-est-asiatico invece che di partenza, i bus provenienti dal nord (a Bago basta fermarsi al lato della Main Road nella zona centrale e montare sul primo mezzo che si ferma) scaricano i passeggeri poco dopo aver passato l'aeroporto stesso e quindi bisogna necessariamente montare su un taxi per farsi portare in hotel.

kheng hok keong
yangon
il fiume yangon
La città è vastissima, contando circa 5 milioni di abitanti, ma il centro vero e proprio si trova all'estremità meridionale dell'agglomerato, a ridosso della confluenza tra i fiumi Yangon e Bago, entrambi larghi un chilometro abbondante. Questa è probabilmente anche la zona migliore per alloggiare in quanto c'è più movimento e si possono trovare tutti i servizi migliori; l'offerta è molto varia e la scelta è difficoltosa ma una buona soluzione è l'Hotel Bond, situato in una costruzione moderna in una delle stradine a ovest di Chinatown, cioè in posizione abbastanza centrale, con camere pulite, buoni servizi e uno staff gentile e disponibile che parla inglese.

yangon
tempio indiano
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chinatown
sinagoga

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chinatown
chinatown
yangon
mahabandoola road

La rete di trasporti pubblici non è molto utile visto che in pratica consiste della sola Circular Line, un treno di superficie che compie un percorso ad anello attraversando i quartieri popolari più periferici, o quelli a ridosso del fiume Yangon oppure intorno al terzo fiume coinvolto nella confluenza, il piccolo Pazundaung, sul quale ci sono molti moli da dove partono i battelli, che possono anche risultare interessanti per la loro autenticità ma in effetti non ospitano nessuna delle attrazioni più importanti, oppure delle molte linee di scassati bus in cui anche il numero è scritto in caratteri incomprensibili agli stranieri.
stradine di yangon
botataung paya yangon
botataung paya
Oltre a ciò, non sembra esserci in centro alcun punto dove poter affittare bici o scooter (alla reception dell'hotel mi hanno detto che uno di questi si trova dalle parti del lago Inya), quindi per esplorare la città bisogna farsi forza e mettere in conto lunghe camminate integrate da spostamenti in taxi, che sono molti ed economici, per i tragitti più lunghi. Fortunatamente la maggior parte dei punti di interesse si trova nella downtown dai chiari rimandi coloniali inglesi, formata da una rete ortogonale formata da quattro viali ampi e lunghissimi con una marea di stretti vicoli numerati brulicanti di vita che spesso si trasformano in piccoli mercati, food court con cucine all'aperto, tavoli e ombrelloni oppure campi da gioco per bambini e ragazzi visto che in questi il traffico è molto ridotto e lentissimo.
botataung paya yangon
botataung paya
botataung paya yangon
botataung paya
Tra i grandi viali particolare rilevanza l'hanno lo Strand, il lungofiume sul quale si affacciano alcune notevoli architetture e dal quale si accede ai moli, e Mahabandoola Road, la via più importante dal punto di vista commerciale e della vitalità. A metà percorso di quest'ultima, a segnare un po' il centro di tutta la downtown, si erge la Sule Paya, un tempio vecchio di 2000 anni con uno stupa dorato alto 50 metri e tanti altari e padiglioni secondari intorno, oltre al consueto carosello di banchetti di souvenir che riempiono le varie gallerie di accesso.


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moli vicino alla botataung paya
botataung paya yangon
botataung paya
botataung paya yangon
botataung paya

yangon
stradine - campi da gioco
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altro tempio indu
fiume yangon alla confluenza

Subito a sud-est della pagoda si trova il piacevole Mahabandoola Park, l'unico spazio verde di questa parte della città, al centro del quale si innalza l'obelisco bianco del Monumento all'Indipendenza.
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cattedrale cattolica
yangon
cattedrale cattolica
Nel tardo pomeriggio questo parco è incredibilmente vivace e sono moltissimi gli abitanti che vi si riuniscono per passare del tempo assieme stesi sul prato o attorno alle fontane; tutt'intorno alla spianata sorgono poi alcune costruzioni coloniali dall'aspetto accattivante come la Corte Regionale di Giustizia, la Chiesa Battista e l'orientaleggiante Municipio. Nella metà occidentale della downtown si trova la Chinatown, che di cinese ormai non ha moltissimo a parte la grande attitudine al commercio, ma comunque i negozietti, i mercati e le bancarelle di cibo la rendono una delle zone più piacevoli per passeggiare.
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ministers office
yangon
palazzi di yangon
Attorno a questa, sia più vicino al fiume che più verso l'interno, si possono incontrare varie costruzioni interessanti, soprattutto di estrazione religiosa ma non solo, come il Kheng Hok Keong, ovvero il maggiore tempio cinese della città, la bellissima sinagoga Musmeah Yeshua dai sontuosi interni, la Moschea Sciita, uno scenografico tempio indiano e la sorprendentemente affascinante Cattedrale Anglicana della Trinità, una costruzione in mattoni rossi con un alto campanile e il tetto a capriata. Proprio a fianco di quest'ultima infine si trova il Bogyoke Aung San Market, un mercato coperto dove trovare prodotti di artigianato di qualità, gioielli, tessuti e capi d'abbigliamento abbinati anche a laboratori di sartoria: una delle punte di diamante dello shopping a Yangon.
pansondan street
corte regionale
Più a nord, oltre il tragitto della Circular Line, è zona di ville e giardini, tra le quali spicca la fatiscente ma affascinante costruzione in teak che una volta ospitava il Pegu Club, e infatti è qui che si trovano anche molte ambasciate (che sono tutte rimaste a Yangon anche dopo il trasferimento della capitale a Naypyidaw nel 2005); la maggiore attrazione di questa zona è però rappresentata dal Museo Nazionale, con all'interno una vasta esposizione che svaria dalla preistoria ai tratti culturali più moderni e che può vantare alcuni pezzi di notevole interesse e impatto capeggiati dal magnifico Trono del Leone, appartenuto all'ultimo re di Birmania, interamente dorato e incastonato di gioielli.

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mahabandoola park
yangon
mahabandoola park
yangon
mahabandoola park

yangon
moschea sciita
sule paya

Nella zona orientale della downtown invece, e in particolare nella parte finale di Pansondan Street e negli immediati dintorni, ci sono molti edifici storici dal classico aspetto coloniale inglese di fine ottocento - inizio novecento come la sede storica dell'Autorità Portuale o l'elegante Strand Hotel.
uffici a yangon
19th street
Più verso l'interno sorgono invece, entrambi in mattoni rossi, l'enorme e spettacolare, anche se abbandonato e fatiscente, palazzo che ospitava il governo coloniale e la prima Assemblea Nazionale birmana (chiamato ora Ministers Office) e la Cattedrale Cattolica di St. Mary, anche questa dall'aspetto inaspettatamente grandioso e affascinante, con due alte torri campanarie ai lati della facciata e degli interni indiscutibilmente armoniosi. Vicino al fiume ma più a est, in corrispondenza di altri moli che nel pomeriggio prendono sempre vita, sorge infine uno dei santuari più importanti di tutto il paese: il Botataung Paya.
cattedrale anglicana
cattedrale anglicana
Questo complesso antichissimo, ma ricostruito dopo gli ingenti danni subiti nella seconda guerra mondiale, è stato per secoli il custode di moltissime reliquie buddiste e ancora adesso all'interno del suo grosso chedi dorato (uno dei pochissimi scavati al suo interno e accessibili), nelle stanze interamente rivestite di foglia d'oro, se ne possono ammirare diverse tra le quali spicca uno dei capelli di Buddha stesso, e infatti per entrare bisogna passare alcuni controlli di sicurezza (ti fanno anche il biglietto di ingresso personalizzato con la foto). Vari padiglioni e statue e uno stagno con le tartarughe completano l'area del tempio.
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chinatown
pegu club
Il sito religioso per eccellenza di Yangon (dovrebbe contenere reliquie di tutte le 4 incarnazioni di Buddha), la star assoluta della città e forse il luogo dalla maggiore rilevanza spirituale di tutto il Myanmar, si trova però circa 2,5 chilometri a nord della downtown, in una zona dove i palazzi sono più radi e gli spazi verdi imperano. La Shwedagon Paya si erge dalla cima di una collinetta col suo stupa di 98 metri di altezza ricoperto di foglia d'oro e gemme il cui colpo d'occhio domina la scena anche dalle grandi distanze. 
bogyoke aung san market
bogyoke aung san ,arket
La bellezza e l'espressività del complesso però sono date anche dalle decine di padiglioni, statue, altari, stupa minori e altre costruzioni che circondano quella centrale, dalle 4 enormi scalinate coperte con una coppia di chinthe guardiani alla base che permettono l'accesso all'area sacra e che ogni giorno si trasformano in mercato e infine dall'emozione che si legge sulla faccia dei credenti (e non) al cospetto di tanto splendore e della profonda spiritualità che pervade l'atmosfera all'interno del santuario.

bogyoke aung san market
yangon
bogyoke aung san market
yangon
bogyoke aung san market

shwedagon paya
scalinata della shwedagon paya
shwedagon paya

Il complesso si spande per ben 46 ettari e può capitare di restare per ore al suo interno rapiti e incuriositi, esplorandone ogni dettaglio approfittando magari per aspettare il tramonto, ma questa zona della città offre comunque diversi altri spunti interessanti.
maha wizaya zedi
shwedagon paya yangon
shwedagon paya
Subito a ovest della pagoda si apre infatti il bel Parco del Popolo, un'area con stagni, giardini fioriti e strutture ricreative molto frequentata dagli abitanti e dalla quale si aprono delle affascinanti vedute sulla Shwedagon Paya stessa. Uscendo dal lato nord del santuario invece ci si ritrova vicino al Mausoleo dei Martiri e coprendo (magari in taxi) circa due chilometri verso nord-est si arriva invece alla Chaukhtatgyi Paya, un enorme padiglione che custodisce un mastodontico Buddha sdraiato lungo 65 metri. Sul lato opposto dal viale poi, un' altra scalinata coperta porta alla Ngahtatgyi Paya, un tempio buddista con una ragguardevole statua in legno di Buddha seduto alta 46 metri.
shwedagon paya yangon
shwedagon paya
shwedagon paya yangon
shwedagon paya
A est e sud-est della Shwedagon Paya infine si incontrano il Maha Wizaya Zedi, un altro grosso stupa dorato, e soprattutto il lago Kandawgyi. Questo ampio bacino artificiale è circondato da un parco boscoso e percorso da passerelle di legno che passano sopra l'acqua ed è molto piacevole passeggiarci soprattutto a ridosso del tramonto. Ormeggiato all'estremità orientale del bacino spicca il Karaweik Palace, una scenografica (per non dire pacchiana) ma fedele replica di una chiatta reale in cui vengono tenuti spettacoli in costume tradizionale.

shwedagon paya yangon
chinthe guardiani
shwedagon paya yangon
shwedagon paya
shwedagon paya yangon
shwedagon paya

shwedagon paya yangon
shwedagon paya dal parco
parco del popolo
parco del popolo

A metà strada circa tra il centro città e l'aeroporto vale la pena fare una sosta sulle coste del lago Inya, un altro bacino artificiale ben 5 volte più grande del precedente.
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trono del leone
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ngahtatgyi paya
Anche qui, le sponde sono arricchite da parchi e percorsi nel verde ma intorno allo specchio d'acqua si trovano anche molti servizi turistici come ristoranti, bar, hotel e resort vari, oltre alle sontuose ville appartenenti ai capi dell'esercito e alle personalità politiche più importanti e fu proprio in una di queste che fu confinata per anni Aung San Suu Kyi dalla giunta militare che reggeva il paese col pugno di ferro fino a pochi anni fa. Agli angoli sud-occidentale e nord-occidentale dell'area del lago sorgono infine anche i campus dell'università di Yangon.
kandawgyi yangon
karaweik palace
kandawgyi yangon
lago kandawgyi
Come detto, la maggior parte della vita serale e notturna della città si svolge nella downtown: ristoranti e fast food sono sparsi un po' ovunque in quest'ultima, in particolare nella zona a nord della Sule Paya, ma è a Chinatown che la confusione  e profusione di banchi di cibo da strada e localetti vari raggiunge il suo apice. Il posto migliore per cenare è sicuramente la 19th street, che ospita una fila ininterrotta di ottimi ristorantini di barbecue con tavoli all'aperto e anche qualche bar-ristorante meno spartano dova magari fermarsi anche dopo cena. Lungo la vicina Shwedagon Road invece si può anche fare un po' di vita mondana più alla moda.
kandawgyi yangon
lago kandawgyi
kandawgyi yangon
lago kandawgyi
Durante il giorno, postazioni di cibo da strada si trovano un po' ovunque, in particolare a ridosso dei mercati; dentro l'area del Bogyoke Aung San però oltre a queste si trova anche il Lotaya, un semplice ma gradevole ristorante con un ampio menu che va dai piatti tradizionali dello Shan a quelli cinesi e che propone anche spremute e frullati freschi. Yangon è una città molto sicura e anche girare da soli e di sera non dà mai cattive sensazioni; con due giorni interi infine si possono visitare con soddisfazione tutti i punti di interesse più importanti, ma potendo contare su un giorno o due in più si potrebbero esplorare anche i sobborghi con la Circular Line o attraversare il fiume Yangon in ferry per girare la zona rurale di Dalah oppure godere meglio del lago Inya e dei suoi dintorni.

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chaukhtatgyi paya dalla naghtatgyi
yangon
ngahtatgyi paya
yangon
chaukhtatgyi paya

intorno al lago inya
inya yangon
lago inya
sinagoga

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