mercoledì 7 settembre 2016

Seoul (prima parte)

19-22 luglio e 4-8 agosto 2016
L'enorme, poliedrica, vivace, eterogenea e cosmopolita capitale della Corea del Sud è una meta di primaria importanza e grandissimo interesse grazie alla perfetta fusione tra un gran numero di notevoli siti storici ottimamente conservati, che testimoniano la cultura millenaria della nazione, la modernità più esasperata e tecnologica, di cui i tanti grattacieli e le zone ricche di luci e colori sono le evidenze più immediate, e l'attitudine al commercio in ogni sua forma tipico delle popolazioni asiatiche che viene evidenziata dai tanti mercati e vie dello shopping presenti in città.
gwanghwamun seoul
gwanghwamun
sejongno seoul
sejongno
La superficie urbana di Seoul è davvero vasta, per non parlare poi della sua area metropolitana che comprende anche parecchie altre città, alcune molto grandi come Incheon, Suwon o Seongnam, ed è di fatto una delle più grandi e abitate del pianeta; tuttavia questo enorme agglomerato si gira in maniera sorprendentemente semplice e in tempi relativamente ristretti grazie ad una rete che conta ben 19 tra linee di metropolitana e treni leggeri, oltre a una capillare rete di autobus urbani. 

gyeongbokgung
gyeongbokgung seoul
gyeongbokgung
Una di queste linee collega l'aeroporto internazionale, che si trova proprio a Incheon ed è sempre ai primi posti nelle classifiche degli aeroporti più belli e funzionali del mondo, con la stazione centrale della megalopoli facendo un numero di fermate intermedie ristretto (tra le quali il Gimpo International Airport, il secondo scalo della capitale coreana, e la zona universitaria di Hongdae) e impiegando quindi meno di un'ora.

gyeongbokgung
gyeongbokgung
gyeongbokgung
gyeongbokgung seoul
gyeongbokgung
gyeongbokgung
gyeongbokgung

Dato che visitando la città si finisce per fare molti viaggi in metro e sui mezzi pubblici in generale, una buona idea per non dover sempre armeggiare con gli spiccioli per fare i biglietti è quella di comprare (ci sono i distributori nelle stazioni della metro) la carta T-Money CityPass: costa un paio di euro, può essere ricaricata oltre che nelle macchinette automatiche nella metro anche i tutti i convenience store (7-eleven o altri) del paese, funziona su tutti i mezzi pubblici in tutta la Corea del Sud, cosa che la rende estremamente pratica, e infine può essere anche usata per pagare gli acquisti nei convenience store stessi. 
national folk museum
national folk museum seoul
national folk museum
Benché insieme alla carta vi vengano dati dei coupon per ottenere sconti sugli ingressi a varie attrazioni e per lo shopping, oltre che a una tariffa di poco più bassa sui mezzi pubblici rispetto all'acquisto volta per volta sui mezzi pubblici, non c'è però la possibilità (o almeno io non l'ho trovata) di acquistare un'abbonamento giornaliero alla metro, per cui, anche se la singola corsa è piuttosto economica, alla fine della giornata la spesa per i mezzi pubblici sarà sicuramente consistente.
Anche se il turismo di massa occidentale, pur presente con discrete quantità di persone, sembra non averla ancora scoperta, Seoul è invece una meta gettonatissima tra i turisti provenienti da tutta l'Asia e presenta quindi un'offerta di alloggi e servizi imponente e diversificata, per tutti gusti e tutte le tasche.
bukchon village seoul
casa tradizionale nel bukchon village
bukchon hanok village
Io nei due periodi passati in città ho alloggiato rispettivamente nei due ostelli Chingu Guesthouse Hongdae e Yakorea, entrambi molto economici. Se il primo però si è rivelato una buona sistemazione, semplice ma accogliente, con discreti servizi e in un'ottima posizione nel quartiere universitario di Hongdae, molto vivace e pieno di locali e ristoranti, il secondo invece ha lasciato parecchio a desiderare: innanzi tutto la camerata era ospitata nello scantinato e parecchio squallida, con poca luce e i rumori degli scarichi, con un solo bagno-doccia e inoltre con i posti migliori occupati da gente che lì ci viveva proprio, la zona comune era poi molto ristretta e infine, pur se situato in zona molto centrale non lontano da Dongdaemun, a due passi dalla stazione della metro, a piedi non si raggiungeva comodamente nessuna delle zone con più movimento serale e quindi anche per cenare bisognava spostarsi con i mezzi pubblici; lo staff però in compenso era gentile e simpatico.

bukchon village
panorama dal bukchon village
bukchon village seoul
bukchon hanok village
giardino del changgyeonggung
changdeokgung seoul
changdeokgung
changdeokgung seoul
changdeokgung

L'area urbana di Seoul è tagliata a metà dal fiume Han, la cui larghezza è impressionante, ma la gran parte dei siti storici più importanti si trova sulla sponda settentrionale, mentre i quartieri più moderni e tecnologici si trovano invece su quella meridionale.
serra del changgyeonggung seoul
serra del changgyeonggung
changgyeonggung seoul
changgyeonggung
La zona storicamente e culturalmente più rilevante della città, quella che anticamente era racchiusa in una lunga cinta muraria ancora visibile in diversi punti, comprende i quartieri di Jongno-gu e Jung-gu e si trova qualche chilometro a nord del fiume, oltre il monte Namsan, ed è qui che infatti sorgono la maggior parte delle attrazioni più importanti. Seoul può vantare ben 5 palazzi reali e l'ideale punto di partenza per la visita della città è proprio piazza Gwanghwamun, dominata dall'omonima monumentale porta di accesso al primo di questi, cui si accede tramite un largo viale, il Sejongno, con i monumenti a due imperatori al centro e che si lascia alle spalle i grattacieli della zona del municipio.
changgyeonggung seoul
changgyeonggung
changdeokgung seoul
zone residenziali del changdeokgung
Il Gyeongbokgung è appunto il più antico e più grande dei palazzi imperiali, anche se ha una storia piuttosto travagliata che l'ha portato più volte ad essere abbandonato. L'area su cui sorge è molto vasta e vi sorgono parecchi maestosi padiglioni, palazzi signorili, antichi complessi residenziali, giardini e stagni con fiori di loto;  la struttura generale ricorda un po' la Città Proibita di Pechino. Nella parte orientale del complesso, la pagoda più alta e i giardini circostanti ospitano anche il National Folk Museum, il cui ingresso è gratuito, utile per farsi un'idea dell'evoluzione della vita rurale nella penisola coreana ma soprattutto per rifocillarsi con l'aria condizionata visto che in estate il caldo e l'umidità possono essere davvero opprimenti.
zone residenziali del changdeokgung
giardino segreto del changdeokgung seoul
giardino segreto del changdeokgung
Usciti dal palazzo e dirigendosi verso est per raggiungere la zona dove ne sorgono altri due, bisogna per forza attraversare la pittoresca area del Bukchon Hanok Village, con le sue stradine, i negozietti, i  piccoli musei, locali e ristoranti. Conviene spendere quindi un po' di tempo godendosi l'aria rilassata ed esplorando l'area alla ricerca degli affascinanti insiemi di case tradizionali (comunque, lungo le vie principali del quartiere vi sono diversi uffici informazioni che vi potranno fornire una cartina in inglese e dare qualche consiglio sull'itinerario più interessante da seguire) e magari, visto che il quartiere è rialzato rispetto alle zone circostanti, beneficiare anche di qualche bella veduta panoramica sulla città.

jeongjeon dello jongmyo seoul
jeongjeon
jongmyo
giardino segreto del changdeokgung seoul
giardino segreto del changdeokgung
deoksugung seoul
deoksugung
city hall seoul
municipio
yenongnyeongjeon dello jongmyo seoul
yenongnyeongjeon

Il palazzo Changdeokgung e il Changgyeonggun sorgono appaiati subito ad est del villaggio Hanok e sono quelli che mantengono meglio l'aspetto originale. Il primo dei due in particolare è anche patrimonio UNESCO e oltre ai soliti portali maestosi, padiglioni grandiosi e colorati e gruppi di residenze labirintici può vantare la presenza del giardino segreto dell'imperatore, dove immersi in un basco ci sono stagni con fiori di loto e altri piccoli padiglioni.
deoksugung seoul
deoksugung
deoksugung seoul
deoksugung
L'accesso al giardino segreto è possibile solo con una visita guidata (ve ne sono anche in inglese) ad orari prestabiliti e probabilmente vi capiterà di dover aspettare un po', ma in questo caso si può andare a visitare il secondo dei due palazzi, di cui risultano apprezzabili lo scenografico cortile centrale e il giardino in stile occidentale con il laghetto artificiale dominato dalla presenza di una grande serra che ospitava il giardino botanico reale. Poco a sud dei due palazzi sorge inoltre lo Jongmyo, il tempio reale, anch'esso patrimonio UNESCO e accessibile solo con visite guidate. Qui immersi in un bosco recintato si trovano due santuari, chiamati Jeongjeon e Yenongnyeongjeon, dove venivano (e vengono ancora, anche se non ovviamente dal re, visto che ormai la Corea del Sud è una repubblica) praticati i riti ancestrali confuciani da parte della famiglia reale.
deoksugung seoul
deoksugung
deoksugung seoul
cambio della guardia al deoksugung
Gli ultimi due palazzi reali sono il Deoksugung, che si trova accanto al municipio, e il Gyeonghuigung, che invece si trova circa un chilometro e mezzo a nord-ovest di quest'ultimo, su una piccola altura alla base della quale sorge anche il gradevole (e ad accesso gratuito) Museo di Storia di Seoul. Il Deoksugung è il più piccolo dei cinque, ma è ugualmente interessante oltre che per i classici padiglioni, per la presenza di due palazzi in pietra in stile occidentale, uno dei quali ospita il Museo d'Arte, intorno a una fontana con giardino annesso e per il fatto che tre volte al giorno si tiene davanti al portale di ingresso la cerimonia del cambio della guardia in costume.
deoksugung seoul
deoksugung
cheonggye seoul
cheonggye
L'ultimo palazzo invece è il più recente e il più recentemente ricostruito, e veniva utilizzato prevalentemente come palazzo secondario in cui i re si ritiravano durante le emergenze. Anche se viene puntualmente trascurato dalla maggior parte dei turisti, e non è infatti richiesto un biglietto di ingresso,  il complesso con il suo ampio cortile centrale interamente recintato è invece molto scenografico e affascinante grazie anche alla quiete dovuta al fatto che potreste addirittura essere gli unici visitatori. Da segnalare che è invece disponibile un biglietto cumulativo (io l'ho preso ai botteghini del Gyeongbokgung) che permette di accedere a tutti gli altri palazzi reali e al tempio Jongmyo risparmiando un po'.

museo di storia
gyeonghuigung seoul
gyeonghuigung
gyeonghuigung seoul
gyeonghuigung
insadong seoul
bottega artigiana di insadong
jogyesa
jogyesa seoul
jogyesa

Oltre ai palazzi reali, questa zona di Seoul offre anche molti altri motivi di interesse. Il quartiere subito a sud del villaggio Bukchon per esempio ospita il tempio Jogyesa, il centro del buddismo zen coreano dove, capitando durante qualche funzione religiosa, è facile trovarsi davanti a centinaia di persone intente a pregare, non lontano dal quale sorge anche il padiglione di legno colorato dentro al quale è conservata la grande campana Bosingak, che ha scandito i momenti più importanti della giornata durante l'impero per secoli.
insadong seoul
vicolo di insadong
ssamziegil
Sempre in zona si trova anche le residenza reale Unhyeongung, che ha ospitato varie importanti personalità ed è molto interessante perché permette di farsi un'idea di come fossero le case dei nobili di rango più elevato e della vita che conducevano; tuttavia l'attrazione maggiore del quartiere consiste nella via che lo taglia in due diagonalmente: Insadong Gil. Questa strada pedonale e i vicoli intorno ad essa sono una meta molto popolare sia tra i turisti che tra i coreani, che possono passeggiare ammirando le botteghe artigiane e le gallerie, facendo shopping o fermandosi in uno dei ristorantini o sale da tè ospitati nelle case tradizionali. Un posto particolare lungo la via è il Ssamziegil, un colorato complesso commerciale su più piani dove si susseguono piccoli negozi che vendono vestiti, accessori e souvenir di ogni tipo.
ssamziegil insadong seoul
ssamziegil
insadong seoul
insadong gil
Circa a metà strada tra Gwanghwamun e il municipio, nel pieno del quartiere finanziario dunque, inizia infine una delle attrazioni più apprezzate della città, il Cheonggye. Trattasi di un piccolo canale artificiale che taglia orizzontalmente la zona settentrionale della metropoli, passando in mezzo a una selva di grattacieli e accanto a vari mercati e zone commerciali per poi curvare e immettersi in un altro canale più largo e nel fiume Han; la sua particolarità sta però nel fatto di essere modellato a immagine di un ruscello di montagna, con vegetazione ai lati, sassi che formano dei guadi e piccole sorgenti (artificiali ovviamente), tra le quali la cascatella che dà inizio al tutto. L'acqua poi è fresca e pulita ed è infatti molto frequente vedere gente sostare all'ombra dei ponti con i piedi a mollo, un vero toccasana durante le caldissime giornate estive. Vista la lunghezza di diversi chilometri, la stretta fascia col canale al centro non è mai troppo affollata, ma è comunque un posto molto piacevole dove passeggiare sia di giorno che di sera o sostare godendosi una parvenza di pace.

(continua nella seconda parte)


bosingak
insadong seoul
insadong gil
unhyeongung seoul
unhyeongung
cheonggye seoul
cheonggye
cheongye di notte
cheonggye seoul
cheonggye

Nessun commento:

Posta un commento

Lasciate un commento, sarà un piacere per me leggerlo e rispondere il prima possibile.