martedì 28 aprile 2015

Istantanee: Thailandia

Da quando mi sono smart-fonizzato e netbook-izzato è diventato molto facile interagire con i social network anche durante i viaggi, e ho preso così l'abitudine di scrivere, ogni sera o quasi, su FB le mie riflessioni a caldo sulla giornata di viaggio appena trascorsa. In realtà all'inizio era più che altro un modo per informare mia madre della situazione in cui mi trovavo, ma poi mi sono accorto che in molti leggevano con piacere quello che scrivevo. Sotto l'etichetta Istantanee ho pensato dunque di raccogliere quei post, viaggio per viaggio, nazione per nazione, e di pubblicare l'insieme sul blog; ne viene così fuori uno scritto forse meno utile a livello di informazioni, ma molto più spontaneo e ruspante degli articoli ragionati su cui ho sempre basato i contenuti del blog stesso.

THAILANDIA (21/12/2014 – 11/01/2015)
Eccoci di nuovo in viaggio! Arrivare al Cairo col buio fa abbastanza impressione: un mare di luci così esteso che una volta che ci sei dentro nemmeno dall'aereo in quota se ne vede la fine.
Che sia questa la città più grande che il mio occhio abbia mai osservato (o forse Pechino)?
Comunque, ora un lungo scalo e poi si rivola verso la mia seconda volta a Bangkok!
Una curiosità: sembra che Bangkok sia la capitale dalla temperatura media annua più alta del pianeta...quindi sono stato in entrambi gli estremi (poiché Ulan Bator, seguita da Astana, hanno il record di capitali più fredde).


Quello che colpisce di Bangkok quando uno ci ritorna è che, bè, si, a distanza di due anni è sempre enorme, incasinata, inquinata e trafficata, ma allo stesso tempo mantiene quel suo essere sorprendentemente e inaspettatamente ospitale e. soprattutto, "facile"! Si, Bangkok è una città facile da vivere, dove è facile capire come si fanno le cose, dove ci si sposta senza problemi di sorta (magari pigiati nello skytrain come le sardine, però senza mai aver la sensazione di non sapere dove andare), dove alla fine ti ritrovi a pensare che forse era solo l'altro ieri quando stavi lì la volta precedente, e invece sono passati due anni, e che sicuramente tanto prima o poi ci rimetterai ancora piede e che quando sarà avrai di nuovo la sensazione di esserci appena stato...eppure la città è in evoluzione...misteri della fede (buddista)!
Comunque dopo una prima toccata e fuga, cui ne seguiranno varie altre, domani si parte subito per un posto più "particolare": Kanchanaburi e il ponte sul fiume Kwai, che l'esplorazione abbia inizio!
Kanchanburi è una graziosa cittadina della Thailandia centrale affacciata su un bel fiume che porta il nome di Kwai (la guida LP dice che si pronuncia all'inglese "quei" altrimenti vuol dire "bufalo" e i thailandesi si tagliano dal ridere). La sua notevole fama turistica viene però da un fatto piuttosto triste, fu infatti qui che i giapponesi durante la seconda guerra mondiale diedero il via ai lavori di costruzione di una ferrovia che causarono decine di migliaia di morti per la fatica, gli stenti e i maltrattamenti (che diedero alla tratta il bel poco lusinghiero nome di "ferrovia della morte", e infatti il ponte ferroviario sul fiume Kwai è molto famoso e compare anche in un celeberrimo film.
Tale ponte è l'attrazione principale della zona, e visto che il treno ci passa solo 4 volte al giorno (e una alle sei di mattina), e anche pieno di turisti che ci passeggiano sopra e si fanno i selfie sdraiati sui binari.
La cittadina è molto gradevole, e a parte musei e cimiteri di guerra ci sono molti punti interessanti e suggestivi.
Oggi è successo un fatto curioso: ero in una stradina pedonale che il pomeriggio si riempie di bancarelle che vendono cibo crudo e cotto, quando all'improvviso da alcuni altoparlanti è uscita una musichetta e improvvisamente tutta la fiumana di gente si è fermata e si è messa sull'attenti fino alla fine delle note...all'inizio non me ne ero neanche accorto perché ero concentrato sui banchi, ma poi alzando la testa mi sono reso conto che ero l'unica persona che camminava e si muoveva...è stato anche simpatico vedere gli sguardi divertiti della gente che vedeva la mia faccia sorpresa (se fossi stato un fumetto ci sarebbe stato il classico punto interrogativo sopra la mia testa).
Chiudo con una constatazione e una domanda:
1- il giorno che quando parto ricorderò di mettere in valigia una penna sarà festa nazionale (meno male che esistono i 7eleven, salvezza dell'umanità sia autoctona che turistica);
2- perché le cartine della LP fanno sempre inevitabilmente e irrimediabilmente CAGARE?

La provincia di Kanchanaburi è una miniera di scoperte per chi ha voglia di girare un po': parchi nazionali, cascate, laghi e fiumi, e vari siti sempre collegati alla ferrovia della morte. Il più facile da raggiungere, basta un'oretta di bus, è la cascata di Sai Yok Noi, dove in uno scenario silvestre ci sono varie pozze d'acqua alla base di un piccolo ma scenografico salto, proprio nelle vicinanze della fine della famigerata ferrovia (prima era tutto collegato col tratto che portava fino in Myanmar superando il passo delle tre pagode, ma gli inglesi ne smantellarono una parte) dove c'è una stazioncina in mezzo alla foresta. Certo il piazzale sulla strada statale è pieno di negozi per turisti e tra gli alberi nei pressi delle cascate i thailandesi amano andare a fare dei pic nic, ma il posto merita.
Ma ora basta con le foreste (per ora), in pieno stile "natale in spiaggia" ho pensato bene di venire a Koh Si Chang, un'isoletta vicina a Bangkok, dove i thailandesi (stranamente snobbata dagli stranieri) amano venire a rilassarsi e a mangiare pesce...buon natale a me!

Koh Si Chang è meravigliosa, veramente il posto ideale dove passare natale e santo stefano: è assolutamente "autentica", c'è una quiete quasi irreale, non ci sono quasi macchine (giusto quelle "istituzionali", come la polizia, il camioncino dell' immondizia, e simili) ma in compenso è pieno di motorini perché le strade sono poche e strette e l'isola è piuttosto piccolina e in scooter si gira da dio, non ci sono grandi resort turistici, i turisti sono pochi e pochissimi sono stranieri (sul battello all'andata occidentali eravamo in 3)...insomma, ma com'è che i turisti preferiscono altre isole più celebrate, tanto più che questa è anche parecchio vicina a Bangkok?...vabbè, turisti andate nelle isole celebrate che in piccoli paradisi come questo ce vado io!
L'unica cosa da capire è cosa cazzo ci stava a fare quella fila di decine di enormi navi mercantili (liberiane o maltesi...mah) circondate da chiatte varie tutte alla fonda a metà strada tra l'isola e la cittadina di Si Ratcha (da dove parte il battellino), ma tanto le spiaggette belle stanno sull'altro lato dell'isola [NdA: poi l'ho scoperto, sulla costa si trova la città di Laem Chabang, che è il porto commerciale più grande del paese].
Un'altra considerazione: quant'è bello frequentare la rete, conoscere gente e scambiarsi culture e opinioni sulle proprie passioni (senza aver letto i validissimi blog che seguo normalmente non avrei mai saputo dell'esistenza di Koh Si Chang), e poi se si riescono a incontrare persone conosciute in rete si scopre quanta gente fantastica esiste...e anche che il mondo è pieno di donne meravigliose (a cominciare dalle mie amiche dei Castelli ^_^), che quando le saluti dopo aver passato un po' di tempo insieme, dopo magari averci parlato per mesi davanti allo schermo di un pc, pensi: beato chi se le pija (mia nonna, mia madre, e Diana Dietrich direbbero: pijatele te!...quando te sposi? Daje 'mpò che sei vecchio!)...o forse sono solo stato sempre fortunato!


Forse talvolta vi sarà capitato di imbattervi in un filmato dove si vede un mercato che si tiene su dei binari del treno e quando quest'ultimo arriva si vedono i venditori che si affrettano a spostare la merce per evitare che venga travolta dal treno stesso...bene, quel mercato si trova a Samut Songkhram, detta anche Mae Klong, a solo un'ora di minibus d Bangkok, e si tiene solo nel week end, così domenica non mi sono lasciato sfuggire l'occasione! La cittadina è piccola e oltre a questo curiosissimo mercato non offre altro, ma l'esperienza è davvero fichissima. Poi, in soli 10 minuti di sorng taa ou (una specie di furgoncino col cassone aperto e due panche dove sedersi) si raggiunge anche il mercato galleggiante di Amphawa, forse il più turistico, ma realmente imperdibile, dove mi sono anche fatto un pranzetto a base di grosse conchiglie e gamberoni alla piastra (con un bicchierone di tè ghiacciato ho raggiunto l'astronomica cifra di 4,25 euro)...insomma, una domenica ben spesa direi.
Il lunedì invece è passato pigramente in giro per Bangkok, però, come detto, è bello conoscere e passare le giornate con persone con culture e concezioni completamente diverse da te e che prima si erano conosciute solo tramite chiacchiere su internet. 
Oggi, dopo un viaggio di oltre 7 ore in bus sono approdato a Sukhotai, la città nuova non sembra granché a dire la verità, ma tanto è la città vecchia, il parco storico-archeologico più importante del paese, quello che spinge la gente a venire fin qui...a domani dunque.
Altre cose da segnalare:
1- un tizio alle nove di mattina al Victory Monument, c'erano già 28 gradi e lui stava col piumino!
2- una vicina di posto sul bus, giovane e carina tra l'altro, che quel poco d'inglese che sapeva lo voleva mettere in pratica e alla domanda su come si chiamava ha risposto Loo (ci ho messo venti minuti a capire che la prima lettera era una R e non una L...e solo dopo averglielo fatto scrivere...si chiamava Rost).
3- le cozze hanno un colore che più che al nero si avvicina al verde.
4- sui minibus ci sono dei disegni con divieti e permessi...alcuni sono piuttosto curiosi, devo fare una foto e pubblicarla!

qualcuno mi spiega la quarta?
Sukhotai è stata la prima capitale del Siam (seguita a ruota da Ayuthaya, Thonburi e infine Bangkok...le mie conoscenze con gente del posto generano sapere), e ancora adesso è il suo sito archeologico più importante e, benché non sia neanche lontanamente paragonabile ad Angkor, è un posto molto interessante e il titolo UNESCO ci sta tutto.
L'area è parecchio estesa, ma sapete bene che quando mi si dà la possibilità di esplorare un posto in bicicletta mi trasformo nella perfetta sintesi tra Marco Polo e il buon Miguel Indurain dei tempi d'oro; quindi oltre ai classici "must see" (che insieme a "topfive", "brainstorming", "governance" e "apericena" sono le mie parole di uso comune preferite...peste vi colga) come il Wat Mahatat e il buddone del Wat Si Chum, mi sono riuscito a infilare anche in altri posticini gradevoli come la zona boscosa a ovest, con tanti tempietti tra gli alberi sulle collinette, o il Wat Phra Pai Luang, che si, è uno di quelli con più roba, però viene abbastanza snobbato a favore di quello col buddone che è là vicino, e quindi quando ci sono arrivato ero completamente solo (poi qualcuno è arrivato, ma la sensazione iniziale è stata da paura!). Insomma, un'altra giornata proficua.
Ma veniamo alla domanda: che fate a capodanno? Io, amante della vita mondana, ho deciso di passarlo nella grande metropoli, dalla famigerata e sfrenata vita notturna, che corrisponde al nome di Lampang (d'altronde anche l'anno scorso a San Silvestro ero nella caotica e affollata città di Saranda, nel sud dell'Albania, dove a mezzanotte per strada c'ero solo io...gli abitanti erano tutti sui terrazzi a sparare talmente tanti botti che sembrava di stare in guerra; mentre due anni fa...vabbè, due anni fa la gente era tanta per davvero: ero a Siem Reap!), che è grande circa come Albano e oltre alle macchine ci sono un sacco di carretti trainati da cavalli.
Vediamo un po' cosa mi offre per la notte di festa!
Ah, oggi ho scoperto che le banane fritte sò bone (erano fatte a fette...in pieno stile "osteria numero sette").

Certe volte le cose te le senti nello stomaco, e lo stomaco mi diceva che prima di tornare nella mia amata Chiang Mai avrei dovuto fare tappa a Lampang, e allo stomaco bisogna dare retta!
Lampang è autentica, interessante, rilassante, gioviale come i suoi abitanti...in breve è CARINA DA MORIRE!
Si, ci sono alcune città che durante un viaggio ti colpiscono al cuore, ce ne sono state varie in passato, e ora ce n'è una in più.
Ok, Lampang non è poi così piccola (avevo scritto come Albano, ma in effetti forse raggiunge anche le ragguardevoli dimensioni di Velletri), e non così sperduta e disabitata...però i carretti trainati da cavalli ci sono per davvero!
Sembrava che tutto concorresse a farmela piacere (tranne l'autista del tuk tuk che non trovava la mia guesthouse, non sapeva dove fosse), ma l'ostello era graziosissimo e con gestori simpatici e gentili; poi era ora di cena, la notte di capodanno ed era ora di uscire.
La guesthouse si trova sulla riva nord del fiume, non vicinissima al centro, ma il quartiere è incantevole, con tutte casette di legno a due piani (come la guesthouse stessa del resto), e lì e anche sull'altra sponda, dove c'è la zona più caratteristica della città (altra zona deliziosa, con casette di legno o coloniali) non sembrava ci fosse molto movimento, solo famiglie che cenavano all'aperto, vicino alla strada, e cantavano al karaoke, e al mio passaggio mi salutavano tutti calorosamente e mi facevano gli auguri.
Poi ho anche trovato un fantastico ristorantino (LP, per una volta ci hai preso eccome!) tipico dove un piatto di anguilla fritta con salsetta piccante, del maiale al vapore con verza, dei morninglory (verdura tipica di queste parti che ha il ruolo che da noi potrebbe avere la cicoria...l'aglio e il ripassaggio in padella, wok, c'erano!) e un bel bottiglione da 66 di birra Chang mi sono costati in totale 4 euro!
E poi sono arrivato nella zona nuova, dove intorno alla torre dell'orologio c'erano centinaia di persone, e alberi addobbati con tante luci colorate, e un palco con la musica dal vivo, e tantissime bancarelle di ogni tipo, e io ero l'unico straniero e tutti mi sorridevano (forse pensavano: ma come diamine c'è finito questo qui?), e a mezzanotte i botti...insomma, ero si da solo, ma sfido chiunque a dire di essere stato meglio di me a capodanno (a meno che non abbiate fatto sesso tutta la notte con Scarlett Johansson...in quel caso alzo le mani!).

Chiang Mai sembra una città fatta per accogliere! Tantissime guesthouse e alberghetti dai prezzi bassi ma dalla qualità più che decente, un'infinità di ristorantini, banchi di cibo da strada, caffetterie e locali per bere e stare con gli amici magari connettendosi su internet, una moltitudine di mercati di ogni tipo e ad ogni orario, mattino pomeriggio o sera, dai prezzi stracciati, il tutto inserito in una rete di pittoreschi vicoli dai quali magari spunta fuori dal nulla un tempio suggestivo, o un mercatino, o qualcosa di interessante da vedere e da fare. In più ha tutti i vantaggi che può avere una grande città, senza però essere caotica (molto frequentata si, però super incasinata come Bangkok no)...e pure il clima è ottimo, caldo ma non umidissimo e ampiamente sopportabile, anzi, direi gradevole. 
Non sorprende dunque che moltissimi viaggiatori scelgano di viverci per mesi (lo farei anche io se potessi), e che non ci sia bisogno di una scusa per ritornarci. 
In tutto ciò, io avevo anche la scusa: visitare il parco sul monte Doi Suthep/Doi Pui che domina la città. Così, dopo aver girato ancora un po' per Lampang scoprendo le sue altre meraviglie, ed essere nel pomeriggio approdato a Chiang Mai per questa mia tanto attesa seconda volta, stamattina abbastanza presto, armato di motorino (un mezzo catorcio a dire il vero, ma è servito allo scopo) mi sono avventurato sui tornanti che portano agli oltre 1800 metri di quota di queste due montagne. L'esperienza è splendida e da fare assolutamente perché anche se i turisti sono moltissimi e si generano alcuni ingorghi (santo motorino) il tempio in cima al Doi Suthep è spettacolare, le varie cascate sparse tra i boschi sono incantevoli, il palazzo reale sulla montagna è interessante e ha dei bellissimi giardini (mi ha ricordato un po' i Glover Garden di Nagasaki...quelli però sono più belli), e percorrere la strada tortuosa e strettissima in mezzo ai boschi per arrivare ai due villaggi Mong è una sensazione che non si dimentica (e oltretutto i villaggi sono anche suggestivi...anche quello completamente invaso di turisti e bancarelle)...che dire? Sono felice e soddisfatto!
Il mio amore per questa città cresce sempre più: o Chiang Mai Chiang Mai, perché sei tu Chiang Mai?
Vabbè, ora per festeggiare vado a fare una cenetta con livello di fantasia pari a zero: Pad Thai e Papaya Salad (chi ha un minimo di nozioni di cucina thailandese sa cosa intendo).

Tra i miei obiettivi di questo mio secondo viaggio in terra simese, uno dei più importanti era di spingermi fino nella regione di Chiang Rai, la più settentrionale del paese, per esplorarla arrivando fino al confine col Myanmar e al luogo sul fiume Mekong famoso (o famigerato?) come “triangolo d'oro” dove si incontrano in confini di Thailandia, Myanmar e Laos.
Ma anche il capoluogo di questa regione, che gli dà il nome, è titolare di uno dei siti che non volevo assolutamente perdere: il Wat Rong Khun, un tempio tutto bianco e scintillante che si trova 13 km a sud del centro della cittadina. Eccomi dunque di nuovo in sella a uno scooter (che tra l'altro userò anche domani per l'esplorazione della regione, lo fanno in molti) a girare in un luogo sconosciuto.
Il tempio bianco merita assolutamente una visita, anche se è pieno di turisti e nell'aria non vi aleggia un'aria magica o antica (la costruzione è in effetti moderna) ma il colpo d'occhio che offre è davvero unico anche per lo standard dei templi tailandesi.
Anche le città di Chiang Rai è molto gradevole, e in effetti si gira bene anche a piedi; oltre a un altro paio di templi importanti (c'è anche una moschea e una chiesa) e una torre dell'orologio kitschissima (si può dire?) si segnala per i mercati: quello del mattino è molto grosso e sta vicino alla mia guesthouse, quello serale sarà testato sicuramente, ma inoltre oggi che è sabato la principale via della città si anima di un sontuoso mercato di strada con centinaia di bancarelle fino alle 10 di sera...e io che ho già visto che stavano preparando il tutto ora me ne vado proprio a fare un giretto con shopping annesso!!
Ah, sembra che la città sia anche famosa per il caffè, non sono un amante ma testerò per voi.
Che bello andare in giro in scooter...però in Thailandia al semaforo ce diventi vecchio (ieri a Chiang Mai il rosso è durato 6 minuti e 40 secondi mortacci loro)...e a Chiang Rai invece i sensi unici stanno messi davvero a cazzo!!!

Il mercato di strada del sabato di Chiang Rai consiste in un paio di chilometri di bancarelle, ma la merce in vendita è abbastanza comune, niente di particolarmente speciale (ma i prezzi erano davvero bassi, anche se qui non saprei che farmene di un giacchetto con questo caldo, però costava 2,5 euro!), a parte il cibo; infatti da mangiare e da bere si trova di tutto, in piena tradizione thailandese...c'erano anche insetti e larve fritti (si, li ho provati, non sono disgustosi né particolarmente buoni...diciamo che fanno massa; alla fine però mi sono buttato su degli ottimi tortellini, perché chiamarli in modo differente non avrebbe senso, erano tortellini, poi dei pesci fritti e una zuppa con pasta, verdure, pollo, uova e fegato).
Però ho il dubbio che quello di questo sabato fosse un mercato speciale (in fondo era il primo mercato dell'anno) perché, a parte che la gente era tantissima, ma nella parte centrale, in corrispondenza di un parchetto, c'erano delle installazioni floreali e le aiuole erano colme di decine di migliaia di fiori di ogni tipo e colore: gigli, tulipani, ortensie, rose, peonie e tanti altri (com'è che riconosco le peonie ancora devo spiegarmelo) che davano un colpo d'occhio e un profumo notevolissimo; e poi c'era un concerto di un gruppo che credo fosse abbastanza conosciuto, il palco era piccolo ma la gente a vederlo suonare era tanta e molti cantavano le loro canzoni. Un'altra bella esperienza da mettere nel carniere.
Ma oggi invece era quella che nelle mie aspettative sarebbe stata (è lo è stata) la giornata più interessante e importante del mio viaggio.
Sempre in sella al mio fido scooter infatti ho fatto una volata di un'oretta circa fino a Mae Sai, la città più settentrionale della Thailandia e sono arrivato fino al confine con il Myanmar che si raggiunge a mezzo di un piccolo ponte che attraversa uno stretto fiume. Da un tempio sulla collinetta lì vicino si hanno anche dei bei panorami sul fiume e su Tachilek, la città birmana subito al di là del confine.
In effetti si può anche lasciare il passaporto al posto di controllo al confine, attraversare il ponte e farsi un giretto di qualche ora nella cittadina del Myanmar, purtroppo proprio davanti al confine mi sono ricordato che il mio passaporto ce l'avevano quelli che mi avevano affittato lo scooter...vi lascio immaginare i santi che sono caduti!!!
Oltre alle nazioni che ho visitato nella mia vita c'è un gruppetto di paesi con i quali ci siamo sfiorati, annusati, guardati, forse anche piaciuti a pelle, ma purtroppo non siamo riusciti a toccarci per problemi di tempo, o di burocrazia, o di possibilità; è il caso dell'Uruguay (visto al di là del fiume omonimo dal bus per le cascate Iguazu), di Brasile e Paraguay (visti dal sito delle tre frontiere a Puerto Iguazu, sulle sponde opposte dei fiumi Paranà e Iguazu), della Macedonia (osservata sulla sponda opposta del meraviglioso lago di Ocrida), della Bielorussia (avevo anche il visto di transito, ma l'aereo da Astana ha fatto ritardo e lo scalo è diventato troppo corto per uscire dall'aeroporto di Minsk), dell'Egitto due settimane fa (perché al Cairo il traffico è un fattore troppo aleatorio per stare sicuri col tempo, e poi 35 euro per uscire fare una fotto a piazza Tahrir e tornare mi sembrano troppi), e ora il Myanmar...ci sono arrivato a 50 metri, era lì, lo guardavo e non potevo raggiungerlo...me misero!
MA...solo un'oretta dopo sono arrivato alla cittadina di Sop Ruak, dove il piccolo fiume di cui prima si unisce al maestoso Mekong e dove c'è il famoso sito conosciuto come “Triangolo D'Oro” dove si incontrano le frontiere di Thailandia, Myanmar e Laos e dove ho scoperto che si può fare una gita in barca e pagando un piccolo supplemento di 130 bath (3,25 euro) anche senza passaporto si può sbarcare sulla sponda opposta del Mekong, in territorio laotiano e stare una mezz'oretta a girare per bancarelle...quindi a sorpresa è il Laos il 49-esimo paese dove metto piede (sono felice, sono tanto allegro...ma per il Myanmar sto ancora a rosicà come na famija de scoiattoli, dannazione!).
Oggi ho proprio macinato chilometri con lo scooter...vabbè, domani si torna a Chiang Mai, che dopodomani un aereo mi porta al mare.
Ah, la repubblica di Uzupis a Vilnius non è compresa tra i 49.

La Thailandia, diciamocelo, è un po' inflazionata. Tutti vanno in Thailandia (e te credo!) e le mete più famose sono anche sempre piene di turisti e sembra che non ci sia niente di nuovo da scoprire; bene o male anche tutte le mie tappe sono state abbastanza comuni (tranne Koh Si Chang forse, ma lì i turisti thailandesi comunque ci vanno). Eppure una piccola scoperta sono riuscito a farla: una cittadina poco meno di 30 km a sud di Chiang Mai, a portata di scooter dunque, di cui non si parla molto, ma quel poco che si dice un pochino attira...si chiama Lamphun.
In effetti se sulle guide, che trascurano tantissime cittadine che magari sono anche graziose, un trafiletto se lo ritaglia, vuol dire che quei tre quarti d'ora di scooter per raggiungerla sono spesi bene; ed effettivamente Lamphun ha tutto ciò che deve avere una cittadina thailandese per piacere: un centro storico circondato da un piccolo canale con i resti (pochi) delle mura, come Chiang Mai stessa, un tempio bello e importante al centro (che è poco famoso ma devo dire che è bello davvero, forse uno dei più interessanti in assoluto che ho visto) più altri più piccoli sparsi dentro e fuori la città vecchia alcuni dei quali esibiscono degli antichi chedi in mattoni classificabili come “resti archeologici”, un po' di casette di legno tradizionali, un fiume solcato da un ponte pedonale coperto e adibito a mercato dell'artigianato, un museo nazionale, un ampio e colorato mercato coperto...ho anche parcheggiato davanti a un ristorantino familiare dove mi sono fatto un sontuoso piatto di agnolotti in brodo con polpa di granchio e verdure...ma insomma, che cosa deve fare Lamphun per convincervi ad essere visitata? Mettersi una scopa di dietro e spazzarvi casa? 
P.S. Sto scrivendo questo paragrafo sull'aereo che mi sta portando a Phuket (e pubblicandolo dall'hotel), a farmi un po' di mare prima di tornare a casa, però devo dire che anche se sono curioso e impaziente di raggiungere quest'altra tappa, un po' mi dispiace lasciare Chiang Mai, credo che sia davvero una delle città dove mi piace di più in assoluto stare, la capisco proprio la gente che ci si ferma per dei mesi...credo proprio che io e Chiang Mai ci rivedremo ancora! 
P.P.S. bello fare il primo bagno al mare dell'anno il 6 gennaio! 
P.P.P.S. in effetti è stato bello anche fare l'ultimo bagno in mare dell'anno il 26 dicembre

Phi Phi Don e Phi Phi Leh...CAZZO QUANTO SONO BELLE!!!!!!
Non si può venire a Phuket e non fare almeno un'escursione a queste due meravigliose isole (l'ideale sarebbe fermarsi la notte al villaggio dell'isola maggiore), anche un'escursione organizzata. E poi a Maya Bay, c'è chi dice di andarci di mattina che sennò c'è troppa gente, andarci di pomeriggio che sennò c'è troppa gente, andarci di notte che sennò c'è troppa gente...la verità è che ci vai quando ti ci portano (è parco e non ci si può andre per conto proprio...in effetti di notte non ci dovrebbe essere nessuno suppongo), e anche con troppa gente è uno splendore clamoroso!
Comunque, dopo st'escursione fatta ieri, oggi invece mi sono noleggiato uno scooter e sono partito alla scoperta di quasi tutte le principali baie e spiaggette dell'isola di Phuket, ce n'è per tutti i gusti; grandi, piccole, belle...e più belle ancora; e poi ci sono anche svariate cose da vedere, tipo un buddone enorme in cima a una montagna da cui vedere un panorama che abbraccia tutta la metà meridionale dell'isola e anche di più, oppure farsi un giretto a Phuket Town che è piuttosto carina, con un po' di casette coloniali.
Alla fine c'è da dire che Phuket forse non è da inserire in una vacanza in Thailandia, ma E' una vacanza in Thailandia, un viaggio a sé stante che necessiterebbe svariati giorni...io invece sempre tutto di fretta...vabbè, qui il viaggio è quasi finito...ma non ancora!

E dunque, domani è l'ultimo giorno di questo mio viaggio, però passerà tra il volo da Phuket a Bangkok e un po' di cazzeggio nella capitale nell'attesa del volo in notturna che mi riporterà prima al Cairo e poi a Roma; quindi l'ultimo vero giorno dove c'era qualcosa da scoprire era oggi...però è stato un finale col botto!
L'escursione al parco nazionale della baia di Phangngan è qualcosa di meraviglioso; certe volte ti accorgi che la natura è un architetto che raggiunge vette che nemmeno Calatrava, Foster o, si, anche Bernini, si sognano la notte! La parte finale del golfo di Phangngan è costellata di isolette dalle pareti rocciose altissime e caratterizzata da una serie di strette insenature che si infilano in una sterminata foresta di mangrovie. In questo tripudio di sfumature di verde (gli alberi, l'acqua e le pareti rocciose ricoperte di bassa vegetazione), tra le centinaia di isolette si fanno notare un villaggio musulmano interamente costruito su palafitte e l'isola diventata famosa per il film di 007 "L'uomo dalla pistola d'oro". 
Insomma, questo dovrebbe essere l'ultimo post scritto durante il viaggio, però sto ancora con gli occhi che mi sbrilluccicano!
P.S. Ma quant'è bello svicolare in motorino per il traffico di Patong Beach cantando a squarciagola “er traffico de Roma” dei Radici nel Cemento? (che tanto ar traffico de Roma quello de Patong je fa 'n baffo, qua non sanno guidare, anzi si, ma sono mooooooolto prudenti, e io svicolo a Roma figurate se noo faccio a Patonza bbicch)!


4 commenti:

Lasciate un commento, sarà un piacere per me leggerlo e rispondere il prima possibile.