venerdì 20 febbraio 2015

Sukhothai

30-31 dicembre 2014
Dopo una prima parte di viaggio dedicata Bangkok e alle province ad essa limitrofe, era arrivato il momento di andare ad esplorare il nord del paese, e una tappa fondamentale, sia per la sua importanza storico-archeologica che per spezzare il lungo viaggio fino a Chiang Mai, è rappresentata da quella che viene considerata dai thailandesi come la prima capitale del regno del Siam (dico così perché anche prima c'erano dei regni in quelle zone con le proprie capitali, ma a quanto sembra questo è il primo che loro considerano come Siam unito e "moderno"): Sukhothai.
wat mahatat
paesaggio dal bus lungo la strada
La sua zona archeologica, patrimonio UNESCO, è la più estesa e importante della nazione e, insieme a quella di Ayuthaya (che è in effetti è stata la seconda capitale thailandese, seguita a ruota da Thonburi e infine da Bangkok), più vicina alla capitale e visitata due anni fa, rappresenta il fiore all'occhiello, pur non essendo paragonabile alla cambogiana Angkor, della storia antica thailandese.
nuova sukhothai
torre dell'orologio nella città nuova
Sukhotai si raggiunge comodamente in 6-7 ore di autobus dalla stazione Mo Chit di Bangkok (la città è inoltre servita da un piccolo ma comodissimo aeroporto, per il quale si trovano anche buone offerte); la stazione dei bus di arrivo si trova invece nella parte nord-occidentale della città nuova, leggermente fuori dal centro, ma gli scooter o i tuk-tuk per farsi portare alla guesthouse non mancano.

wat mahatat
wat mahatat
wat mahatat

In effetti la città vecchia, ovvero l'area archeologica, e la città nuova distano tra loro una dozzina di chilometri abbondanti; la Nuova Sukhothai è a tutti gli effetti nient'altro che il centro servizi della zona antica ed è di aspetto moderno e tutt'altro che accattivante: a differenza di altre cittadine moderne che sono risultate comunque piuttosto piacevoli, questa è realmente un po' bruttina.
wat mahatat
wat si sawai
Sparsi tuttavia tra le sue stradine vi sono un altissimo numero di hotel di livello vario e di guesthouse molto graziose e a prezzi altamente competitivi; in particolare un vicolo che si dipana dalla Th Jarot Withitong, la via principale del centro, negli immediati pressi dell'unico ponte sul fiume Mae Nam Yom del centro urbano (ponte e fiume che però non regalano vedute particolarmente suggestive) e che poi diventa una sorta di stretto lungofiume, è caratterizzato da una fila ininterrotta di guesthouse caratteristiche tutte con giardino interno e piuttosto a buon mercato. La scelta tra queste è ricaduta sulla Ban Thai Guesthouse, situata nella parte del vicolo che dà già sul fiume, che ha alcuni graziosi bungalow in mezzo a un giardino e un piccolo padiglione con delle stanze tutte in legno molto economiche (con ventilatore, ma la notte in questo periodo l'aria condizionata non era necessaria, e bagno in comune).
wat si sawai
zona centrale
La sera non c'è molto da fare, ma proprio in corrispondenza dell'incrocio tra il vicolo in questione e Th Jarot Withitong vi sono un paio di bar dove bere qualcosa e alcuni ristorantini. Da segnalare poi che lungo tutta la strada principale, sia a ovest del fiume che a est, dove si trovano il tempio principale del centro, subito a ridosso del ponte, un parchetto e la rotatoria con la torre dell'orologio, si possono trovare un gran numero dei consueti chioschi con tavoli dove cenare assaggiando le pietanze tipiche della zona a prezzi decisamente stracciati.
Sempre nelle vicinanze del suddetto incrocio poi, già dalla mattina stazionano i sorng-taa-ou per la città vecchia (che spesso fanno anche tappa alla stazione dei bus), e nelle stradine di fronte a questi, sull'altro lato della via principale, si tiene anche il mercato.

zona centrale
zona centrale
wat thapangngern

re ramkhamhaeng
wat sa si
wat sa si

Per raggiungere la zona archeologica una possibilità è quella di affittare uno scooter (basta chiedere alle varie guesthouse), ma il modo più bello di girare la città vecchia e i suoi dintorni è in bicicletta, per assaporare con calma la quiete e l'atmosfera bucolica (certo, dovete essere un minimo in forma perché finirete per pedalare per svariati chilometri) e quindi conviene usufruire di uno dei suddetti sorng-taa-ou per coprire i chilometri che separano le due zone, tutti piuttosto urbanizzati da un susseguirsi di costruzioni varie (scuole, ospedali, negozi, ristoranti, resort e guesthouse) che lasciano però spazio anche a panorami sulla campagna.
wat mai
chedi nella zona nord
In tutto ciò, solo la visione di qualche chedi appartenente a templi secondari suggerisce di essere arrivati all'antica Sukhothai, e quasi non ci accorge di aver varcato le porte della cinta muraria (di cui in effetti è rimasto ben poco)  fino a quando non ci si ritrova in un'ampia rotatoria caratterizzata dalla presenza del Ramkhamhaeng National Museum, con reperti e manufatti provenienti dagli scavi, e dai negozi che affittano le biciclette (io l'ho presa da Or Shop, che mi era stato raccomandato dai gestori della guesthouse), oltre che dalla recinzione che delimita la zona a pagamento.
zona settentrionale
wat phra phai luang
Il parco storico di Sukhothai è sparso su una superficie molto vasta (varie decine di km quadrati) e consta di 5 zone differenti di cui quella centrale, situata nell'antico rettangolo fortificato di circa 1,8x1,4 km (ma solo la parte più centrale è ulteriormente recintata e a pagamento), quella settentrionale e quella occidentale possono essere visitate pagando tre biglietti separatamente, mentre quelle meridionale e orientale, che ospitano siti meno interessanti, sono libere.

il buddha del wat si chum
wat phra phai luang
wat phra phai luang
wat saphan in
wat saphan in
wat si chum

L'area centrale è quella più ricca di siti interessanti ed è oltretutto caratterizzata dalla presenza di alcuni grandi stagni che impreziosiscono il colpo d'occhio. Appena varcati i cancelli del recinto ci si ritrova in mezzo a una moltitudine di bancarelle e chioschi per la ristorazione e di souvenir, ma ben presto la vista si apre  sul complesso di templi a ridosso dell'acqua, in particolare proprio davanti al tempio più importante dell'intera area archeologica: il Wat Mahatat.
panorama dal wat saphan in
templi nella zona occidentale
Questo complesso, pur non raggiungendo la magnificenza dei grandi templi di Angkor, è piuttosto grande e consta di decine di chedi, varie statue di Buddha e diversi padiglioni e colonnati. Un buon itinerario in bici è quello che, uscendo dal Wat Mahatat percorre il perimetro degli stagni in senso orario toccando gli altri templi minori, tra cui il Wat Si Sawai e il Wat Sa Si (che sorge proprio in mezzo al sistema di stagni) e ritrovarsi così vicini al punto di partenza ma davanti al monumento al Re Ramkhamhaeng, nei pressi del quale si può uscire dal recinto e imboccare la strada che attraversa la porta settentrionale delle mura antiche e raggiungere così la zona nord.
templi nella zona occidentale
wat mangkorn
In questa zona, oltre pochi templi minori di cui rimane assai poco, vi sono due delle attrazioni maggiori dell'intera area. La prima è il Wat Phra Pai Luang, che per grandezza è il secondo assoluto e uno dei più antichi, che oltretutto è anche molto poco frequentato dai turisti (al mio arrivo nel complesso, ero l'unica persona presente) e regala suggestivi attimi di silenzio assoluto; i turisti infatti si dirigono quasi tutti direttamente al Wat Si Chum, oggetto delle foto più  inflazionate di tutta Sukhothai perché sede della famosa ed enorme statua di Buddha (alta 15 metri) circondata da uno stretto padiglione che ne lascia intravedere da fuori solo una piccola fascia.

zona occidentale
zona occidentale
zona occidentale

wat chetupon
porta meridionale
resti di mura e fossato

















Raggiungere la zona occidentale richiede un po' di gamba perché bisogna pedalare per qualche chilometro in falsopiano, lungo la strada per Tak, e inoltre si potrebbe pensare che sia inutile pagare un altro biglietto (il biglietto per ognuna delle zone comunque è di meno di 4 euro) per vedere altri templi quando i più importanti si sono già visti. Tuttavia questa zona è molto particolare perché si trova a ridosso di alcune basse montagne ed è immersa nella foresta.
wat chedi si hong
zona meridionale
Dalla strada principale, una stradina semisterrata (con la barriera dei biglietti all'inizio) costeggia le propaggini delle alture fino al Wat Saphan In, il tempio più importante di questa zona, che si trova in cima alla collina raggiungibile con una curiosa (e faticosa) scalinata in pietra; il tempio non è niente di che, ma il panorama dalla cima ripaga dello sforzo. Poi la strada si inoltra nel bosco passando davanti ad altri piccoli templi tra gli alberi e in cima a piccole alture, per poi ripiegare verso la zona centrale in corrispondenza del Wat Mangkorn e passare in un tratta di aperta e verde campagna in mezzo al quale si incrociano altri templi minori, prima di rientrare nella zona tra le mura.
La zona meridionale non offre molto, ma un paio di templi interessanti comunque ci sono: il Wat Chetupon e il Wat Chedi Si Hong, ma soprattutto è molto piacevole pedalare in questa zona di campagna osservando le abitazioni in legno su palafitte e la tranquilla vita agreste che vi si svolge.
Come detto infine, la zona orientale è quella più "commerciale" e urbanizzata, con negozi, caffè  e chioschi-ristorante, ma comunque anche qui vi sono numerosi piccoli templi sparsi; da segnalare il Wat Tha Phang Thon (visibile anche dal pulmino durante il viaggio da/per la città nuova) che si trova al centro di un laghetto alle spalle del Museo Nazionale, e il Wat Chang Lom, con un grande chedi con il basamento circondato da sculture di elefanti.
zona meridionale
zona meridionale
Anche partendo di buon ora la mattina, una visita abbastanza accurata dell'area vi tratterrà almeno fino a metà pomeriggio; per fermarsi a mangiare qualcosa, oltre alla strada principale che arriva appunto dalla città nuova e alla zona all'interno del recinto centrale davanti al Wat Mahatat (quella che più assomiglia a una trappola per turisti, anche se i prezzi, benché leggermente più alti, e il servizio sono comunque più che accettabili), i locali migliori secondo me sono quelli che si trovano lungo la strada che dal Museo Nazionale costeggia la recinzione centrale  e si dirige verso la zona settentrionale: sono meno battuti dai turisti e più economici.

th jarot withithong
ponte e tempio nella città nuova
vicolo delle guesthouse città nuova











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