martedì 30 dicembre 2014

Istantanee: Kazakhstan e Kyrghizstan

Da quando mi sono smart-fonizzato e netbook-izzato è diventato molto facile interagire con i social network anche durante i viaggi, e ho preso così l'abitudine di scrivere, ogni sera o quasi, su FB le mie riflessioni a caldo sulla giornata di viaggio appena trascorsa. In realtà all'inizio era più che altro un modo per informare mia madre della situazione in cui mi trovavo, ma poi mi sono accorto che in molti leggevano con piacere quello che scrivevo. Sotto l'etichetta Istantanee ho pensato dunque di raccogliere quei post, viaggio per viaggio, nazione per nazione, e di pubblicare l'insieme sul blog; ne viene così fuori uno scritto forse meno utile a livello di informazioni, ma molto più spontaneo e ruspante degli articoli ragionati su cui ho sempre basato i contenuti del blog stesso. Questo racconto è il seguito di Istantanee: Uzbekistan e comincia dall'attraversamento della frontiera tra i due paesi.


KAZAKHSTAN – KYRGHIZSTAN (10/8/2014-27/8/2014)
Uscire dall'Uzbekistan è quasi più laborioso che entrarci, ti fanno passare tre diversi punti di controllo e devi pure portarti appresso tutti i foglietti di registrazione che ti hanno dato gli hotel; comunque dopo un paio d'ore, compresa una fila abbastanza incasinata al controllo passaporti in ingresso, la frontiera è passata, e dopo un'altra oretta su una mercedes con aria condizionata (un po' di comodità ogni tanto ci vuole) sono arrivato nella terza città del Kazakhstan: Shymkent.
combustibile per stufe?
La città, pur non brillando per la presenza di particolari attrazioni, è abbastanza piacevole e vivibile, con un bazar grandissimo (le carote sono tornate ad essere arancioni), e sembra anche essere piuttosto vivace...ora che esco a cena vedrò di verificare per bene!!!
Comunque non è la città in sé l'obiettivo, ma è una buona base di partenza per alcune gite giornaliere che farò nei prossimi 2 giorni e che dovrebbero essere abbastanza interessanti...staremo a vedere!!
La famosa birra che porta il nome della città stessa però la devo ancora assaggiare

A circa 14 km da Shymkent si trova Sayram, una cittadina che ha da poco festeggiato i suoi 3000 anni di esistenza, peccato che della fiorente stazione sulla via della seta ora rimanga nient'altro che un paio di mausolei, un piccolo minareto e poche rovine (al tempio di Diana al lago di Nemi c'è molta più roba) inseriti in un gruppo di case con un paio di bazar che si allargano intorno a un incrocio. A conti fatti lo sforzo fatto per arrivarci (sforzo di comprensione visto che, contrariamente alle città dell'Uzbekistan, dove l'inglese lo parlano almeno un pochetto quasi tutti, a Shymkent sembra che quasi nessuno lo parli) non è stato granché ripagato...però fa fico dire di essere stati in una delle città più antiche del mondo no?

Poi un po' di passeggio per Shymkent, che non è male, almeno (inglese a parte) si ha la sensazione di essere in mezzo alla civiltà, in particolare nel Mega centro commerciale (mega di nome, di fatto non era grandissimo) in puro stile occidentale dove c'era l'aria condizionata e al piano terra una piccola pista di pattinaggio su ghiaccio con bambini che facevano evoluzioni seguiti da un maestro.
Domani Turkistan, dovrebbe essere piuttosto interessante...speriamo!

Non raggiunge il livello delle tre perle dell'Uzbekistan, però la città kazaka di Turkistan, e in particolare il santuario-mausoleo di tal Yasaui (uno dei santi più venerati dell'islam a quanto pare) è un bel posto, molto interessante, e il titolo di patrimonio UNESCO se lo merita. Purtroppo dell'antica città murata che lo circondava non è rimasto niente, altrimenti si parlava di posto strepitoso, e la città nuova è abbastanza anonima. Comunque valeva la pena fare un paio di ore di minibus (sia all'andata che al ritorno) per vederla.
Fatto curioso, durante il viaggio di ritorno, partiti da poco, c'erano dei rallentamenti sull'autostrada a causa di alcuni cammelli (anzi, dromedari) che camminavano sul ciglio della strada e sembrava volessero attraversare!!

Una constatazione poi: ormai mi comincio a orientare bene a Shymkent, perché al ritorno mi hanno scaricato in un'autostazione diversa da quella della partenza, in periferia e vicino a una grossa moschea moderna (uno di quei posti che dici: "e mò 'ndo cazzo stò?"), ma senza battere ciglio ho evitato i tassisti, ho raggiunto la fermata dei mezzi pubblici poco distante e ho riconosciuto il 12b che tante volte avevo visto passare ieri cercando di capire come cazzo si andava a Sayram, da cui poi sono sceso in pieno centro appena questo ha svoltato su Cazzibec (non si scrive così ovviamente, ma giuro che se leggi la scritta in cirillico questo è il suono che esce), una delle vie principali del centro che taglia il "corso" proprio vicino al mio albergo...Shymkent, non hai più segreti per me!!
Domani ci si muove verso oriente, verso le montagne, in attesa di sconfinare ancora dopodomani, e anche verso temperature più gradevoli, perché anche qui, pur se non si raggiungono i picchi terribili di Bukhara, il sole "spigne"!!!!

Aggiornamento: io sono genzanese, e visto che a Genzano fanno il pane più buono dell'universo (e se non siete d'accordo con tale affermazione i casi sono 2: o non avete mai assaggiato il pane di Genzano o non capite un'emerita ceppa!!), io sul pane rompo il cazzo (anche su tante altre cose lo so, e non necessariamente collegate al fatto che io sia genzanese). Stasera a cena, insieme ad un bello spiedone (perché chiamarlo spiedino suona alquanto riduttivo) di ovino e a un koriatiki (io non parlo russo, ma il cirillico lo leggo, e se leggendo vedo scritta una parola che assomiglia a quella là il pensiero non può che andarmi ad una bella insalata greca) e a due pinte di birra (costo totale della cena: 11 euro), mi hanno portato una bella ruota di pane calda calda, sottile e scrocchiarella al centro, più alta, morbida e fragrante, simile a una nostra focaccia, all'esterno, che da sola l'avresti presa a mozzichi come un piranha a dieta da una settimana!!!
Insomma: menzione d'onore per il pane in questa zona del mondo, forse come in nessun altro posto in cui mi sia capitato di fare il ramingo!!

La strada che da Shymkent va a Taraz fa veramente schifo, la peggiore di questo viaggio finora, mi sembrava di essere in uno shacker invece che in un minibus.
Taraz poi è una città che di interessante ha assolutamente nulla; in effetti non è che sia brutta, è molto verde, ci sono tanti bei viali alberati e giardini e parchi e una bella piazzona. La cosa più bella (a parte quelle due deliziose ventenni che mi sedevano accanto sulla panchina mentre aspettavo il bus che mi riportava in hotel dopo aver cenato) l'ho vista dal minibus mentre arrivavo in città, ovvero una grossa moschea, nuova ma imponente e colorata, che però è abbastanza lontana dal centro e non sapevo come fare a raggiungerla successivamente coi mezzi (ah, l'inglese, questo sconosciuto...no no, non da me, da loro!! me lo sono detto tante volte che devo imparare il russo!).
Poi c'è da dire che gli hotel sono pochi e messi pure in punti scomodi da raggiungere, online si prenotano solo quelli costosi così con una ricerca su internet me ne ero segnato qualcuno dove andare a chiedere.

Il primo sembrava il più centrale, invece era in culonia e per giunta anche inesistente, così mi sono diretto (meno male che ho capito già da Shymkent come funzionano i mezzi pubblici) verso la stazione dei treni dove ce ne erano un paio vicini (la stazione dei bus e quella dei treni si trovano entrambe in culo alla luna, in due parti opposte della città, che non è piccola, ha circa 350000 abitanti, e vista la conformazione che hanno le città da queste parti ha circa l'estensione di Parigi...quindi per 2 hotel vicini si intende a 1km l'uno dall'altro) e alla fine ho trovato una buona sistemazione.
Ma perché venire qui se già sapevo tutto ciò? Taraz è l'ideale e la più importante tappa intermedia per chi viaggia da Tashkent verso Almaty oppure verso Bishkek e il Kyrghizstan, e quindi ottima per spezzare quello che altrimenti sarebbe un lunghissimo trasferimento.
Alla fine la passeggiata qui è andata bene, come detto la città non è affatto brutta, solo che non c'è niente di interessante...vabbè, domani si sconfina un'altra volta, si va a Bishkek, la capitale del Kyrghizstan (aiutino: si pronuncia Kir-ghi-stan)...e che dio ce la mandi bona (come quelle due alla fermata del bus)!!

E così eccoci arrivati in Kyrghizstan, il 48-esimo paese in cui metto piede.
Da segnalare per quello che riguarda il viaggio:
la strada era buona;
per la prima volta in questo mio viaggio ho visto delle nuvole in cielo, anzi nel pomeriggio il cielo era proprio coperto;
finalmente si vedeva una catena montuosa dalla strada (mi mancava un po' la terza dimensione);
ho passato il confine durante una bufera di vento che alzava una marea di polvere e quindi praticamente a occhi chiusi;
la guardia in uscita dal Kazakistan mi chiamava "Don Corleone";
la guardia del controllo passaporti in entrata al Kyrghizstan mi ha dato la mano, mi ha chiesto se ero in auto e mi ha timbrato il passaporto al volo, senza visti e senza dover compilare niente (a conti fatti è più facile e veloce per un italiano entrare in Kyrghizstan che passare il controllo di uno degli aeroporti di Londra);
le signore nel minibus insieme a me (da quello che ho capito, perché nessuna parlava inglese) sono rimaste stupite di ritrovarmi nel minibus dopo la frontiera perché pensavano che avei avuto problemi e io ho cercato di spiegargli che con un passaporto italiano fondamentalmente vai dove ti pare senza che nessuno ti rompa le scatole, anzi...perché, checché ne crediate, nel 99% del mondo siamo un popolo molto ben visto e benvoluto (e, potete anche non crederci, ma ce lo meritiamo anche...anticampanilisti del cazzo!!!).

Bishkek, la capitale del Kyrgizstan, è una città di aspetto moderno tecnologico e occidentale, di stampo sovietico, ma sovietico europeo, e a sud è dominata dai monti Alatau, dalle cime innevate (visto che alcune superano i 5000m, in città però fa caldo...molto caldo, non mi serve il giacchetto mamma!!).
Camminare per Chuy Prospekt, il "corso", ti dà la sensazione di essere in una qualsiasi delle metropoli (ha 1 milione di abitanti, quindi la parola è giustificata) est-europee, con caffetterie, ristoranti, centri commerciali e fast-food, e, dopo settimane di polverose città islam-style, vi dico che la cosa non mi è affatto dispiaciuta. Solo non c'è niente di antico, però ci sono alcuni grandiosi edifici sovietici, una piazzona monumentale con un bandierone enorme che sventola, tanti parchi con tante statue e sculture, nonché una delle poche statue del compagno Vladimir Ilic scampate alla perestrojka (e pure una enorme a cavallo del compagno Mikhail Frunze).
Città piacevole e viva, si si!

Ferragosto! A casa normalmente andrei al lago! E quindi visto che sto in Kyrghizstan sono andato...al lago!
L' Issik Kull è il secondo lago alpino più grande del mondo, dopo il Titicaca off course (è più grande del Molise e sta a 1600 metri di quota), la sua particolarità è che per una certa attività termale e un certo gradi di salinità, per quanto basso, non gela mai, nemmeno durante i rigidi inverni di queste parti...infatti mi sono fatto anche un ricco bagno.

Cholpon Ata è la cittadina principale (cittadina sul lago, non equivocate, è solo un esteso mucchio di case abbastanza lontane fra loro) e una frequentata località turistica con belle spiagge e alcuni petroglifi in mezzo a una sassaia, si sta davvero bene. Ho anche finito per passare la serata con la ragazza dell'ostello, kirghisa, e una giapponese, a chiacchiere e vodka! Tutta vita...è ferragosto...è già mezzanotte, buonanotte!!!

Karakol non è una città particolarmente bella, la Lonely Planet dice che però un fotografo con un certo occhio può fartela apparire meravigliosa...e sostanzialmente è vero!!
L'abitato è in realtà una griglia di strade alberate (qualcuna in stato più che pessimo) su cui si affacciano casette quasi tutte ad un solo piano, parecchie delle quali in stile coloniale e carine, ognuna col suo giardino intorno; insomma: invece di una città sembra una classica zona residenziale con le villette (magari le zone residenziali hanno le strade messe un po' meglio e mancano dei palazzoni soviet style). Da segnalare sono la chiesa ortodossa e la moschea, entrambe in legno, un museo civico carino ospitato in una delle costruzioni coloniali di cui sopra, e una curiosissima piazza centrale, dedicata a Lenin, che in realtà è un'abetaia! Quest'ultimo fatto fa sorridere quando poi si va a vedere il parco pubblico, dedicato a Pushkin, che è nient'altro che qualche rettangolo della griglia dove però mancano le case (per il resto è uguale al resto della città)...che ci vai a fare al parco quando tutte le strade e le case sono piene di alberi e la piazza è un'abetaia?
Ma cos'è che fa di questa cittadina il principale polo turistico del Kyrghizstan? La vicinanza del lago Issik Kull certo, ma più che altro Karakol è un'importante stazione di sport invernali (relativamente alla zona ovviamente) e la base di partenza per le escursioni alle montagne della catena del Tian Shan (le "montagne celesti"...che bel nome!). E io in effetti sono arrivato fino a qui per cercare di scorgere, anche in lontananza, anche piccole piccole, anche con una breve escursione di un pomeriggio se necessario, le cime dei due giganti che dominano questa catena montuosa: il Khan Tengri (7010 m) e il Pik Pobedy (7438 m)...e invece col cazzo!! Non so se in effetti queste due cime si riescano a scorgere dalla città o dalle sue vicinanze, però oggi il tempo è stato veramente pessimo, ha piovuto tutto il giorno e le nuvole hanno coperto anche le montagne più vicine...non si vedeva praticamente niente!! Sono anche dovuto stare in maniche lunghe per la prima volta in questo viaggio...e per tutto il giorno! La verità è che si viene qui per starci qualche giorno e fare trekking, non una misera giornata...vabbè, io ci ho provato, volevo vedere dei settemila...ma tanto ci riproverò da Almaty!!
Domani si torna a Bishkek...civiltà e tecnologia, a me!!!

Sono caduto in un tombino, come nei cartoni animati! A Bishkek, stavo camminando guardando la mappa per vedere dove dovevo girare e improvvisamente mi sono ritrovato coi gomiti per terra: c'era un tombino aperto, profondo un paio di metri, senza nessuna protezione intorno!! Fortunatamente me la sono cavata solo con qualche graffio sulla gamba sinistra, e quindi ci si può scherzare sopra, però la situazione è molto pericolosa, di quelle da rompersi una gamba come niente.
La giornata a Karakol non era cominciata male, il tempo era brutto, ma almeno non pioveva e le nuvole erano alte, così la catena montuosa del Tian Shan si vedeva abbastanza bene, ho anche scorto un paio di mostri in lontananza, ma non so se erano i due settemila di cui ieri.
dannazione
Poi il viaggio abbastanza lungo fino a Bishkek, dove è avvenuto il fattaccio del tombino...però non mi sono scoraggiato e sono andato a vedere l'Osh Bazar, uno dei più colorati e fotogenici di questo viaggio, con la gamba sanguinante. Volevo fare acquisti e alla fine ho comprato...un muffin!! Si, perché, banchi dei fabbri, idraulici, cacciatori e per andare a cavallo a parte, la roba era tutta quella dei negozi dei cinesi da noi; oppure erano colorati banchi di frutta e verdure, frutta secca e granaglie, ruote di pane o spezie. C'erano anche alcuni negozietti di souvenir, ma di una piccola riproduzione di una yurta in lana grezza (carina per carità) non saprei proprio che farmene. Poi, visto che il graffio sulla gamba continuava a sanguinare e mi stava macchiando i calzoni ho pensato bene di tornare in ostello a disinfettarlo...e per consolarmi sono andato a cena in uno dei migliori ristoranti della città, fatto tutto a patii e fontane, con i camerieri in tiro...e infatti è stato il pasto più costoso del viaggio (14 euro), però la cena era ottima.
Domani si torna in Kazakistan; addio Kyrghizstan, è stato breve ma intenso!

Stamattina a Bishkek c'era il sole, ne ho approfittato per fare un'ultima passeggiata (senza finire nei tombini stavolta) godendo del cielo azzurro e della vista dei monti Alatau innevati che la incorniciano a sud.
C'è da dire che in questo lunedì mattina si è presentata (piacere, sono Bishkek!) come una città sonnolenta, che solo dopo le 10 cominciava a mostrare una vita più pulsante, al contrario di Tashkent che alle 8 era già in pieno fermento (sarà il caldo?).
Però oggi, con la buona giornata, il megabandierone in piazza Ala-Too non sventolava, era mogio mogio; giovedì col vento che c'era era tutto teso e faceva un rumore della madonna, pareva tuonasse!
Dopodiché si riparte, un'altra frontiera, passata velocemente e senza problemi, ed eccomi di nuovo in Kazakistan.
c'è scritto "pizzeria"
Alma Ata (o Almaty che dir si voglia), l'ex capitale, la città più grande, anche lei incorniciata a sud dai monti Alatau, proprio poco prima che questi si riuniscano al Tian Shan di cui sono una propaggine, solo molto più vicini, tanto che tutto il centro è in leggera discesa costante verso nord.
Ad un primo giro, per andare a cena, il suo aspetto sembra quello di una città europea, molto piacevole e curata, e la sua vocazione europeista è evidente (qui la gente parla anche un po' di inglese!!!! wow!! posso comunicare!); le guide dicono anche che sia piuttosto bella...staremo a vedere, io sono pronto!

Si, Almaty è bella! Sembra la sorella ben messa di Bishkek (non ci sono tombini aperti qui), ha l'aspetto di una qualsiasi città mitteleuropea con qualche inserto asiatico e sovietico, tipo il green market, che ho proprio davanti all'hotel o la moschea lì vicino, o la cattedrale ortodossa, o qualche palazzone neoclassico, o i bei parchi.
Il suo problema è però quello di essere poco fotogenica, infatti tutti i viali della griglia ortogonale che la contraddistingue hanno la strada al centro, una fila di aiuole (una delle poche parole italiane con tutte e cinque le vocali :-p) con una fila di alberi, il marciapiede, un'altra fila di alberi e poi i palazzi; tradotto: fai una foto e si vedono solo alberi!!
Tutti i viali che corrono da sud a nord (cioè in leggera discesa, come già detto), TUTTI, hanno dei canali con acqua fresca che scorre (in discesa ovviamente). Questa cosa dei canali qui in Asia centrale è molto frequente, evidentemente l'acqua non manca, nemmeno vicino ai deserti, tanto le città stanno nelle oasi.
Grandi cose da vedere per ora non le ho notate, però si sta bene qui, un europeo potrebbe anche viverci comodamente. Sintomatico il fatto che dopo l'Uzbekistan, molto turistico, solo qui ho di nuovo sentito parlare italiano per strada. Si, Almaty è città grande, importante e internazionale...e se non la conoscete vuol dire che siete ignoranti!

Almaty, ovvero la città dove ogni volta che pensi che potresti fare una foto fica poi ti ritrovi con un albero in mezzo alle balle che ti impedisce di farla!!! C'è una piccola altura sopra la città, dove c'è anche una maestosa torre della televisione (cui non ci si può arrivare troppo vicino) con una funivia per arrivare in cima...bè, le uniche foto belle della torre con dietro le alte montagne con le cime innevate le puoi fare dalla cabina (se hai cura di prendere quella che volge a occidente, sennò hai le funi in mezzo ai maroni) perché arrivato in cima c'è tutto un percorso con negozietti, giochi, un monumento coi 4 beatles, bar e ristorantini...tutto in mezzo agli alberi...e quella cintura di splendide e altissime montagne che avresti davanti te la sogni, è tutto coperto dagli alberi...ma vaff...ma lasciatecelo un punto panoramico sulla catena montuosa no, stronzi!!!!
with the beatles
Meno male che almeno hanno pensato di approntare un paio di balconi panoramici sulla città senza fronde sugli zibidei.
Comunque, strano detto da me, il posto più interessante della città è il museo storico nazionale: superba è la sezione paleontologica e archeologica (nel seminterrato), molto carina è quella etnografica, trascurabile è quella riguardante il Kazakistan indipendente, perché è tutta dedicata a quanto ce l'ha grosso Nazarbaev!!
Curiosità, l'ingresso a questo bellissimo museo costa 100 Tengue (ovvero 41 centesimi di euro), mentre per fare foto, solo nell'androne (dove però campeggia una copia fedele dell' "uomo d'oro" ritrovato proprio da queste parti (l'originale dovrebbe essere ad Astana in un caveau, non lo può vedere nessuno...solo Nazarbaev) e non alle sale espositive, ce ne vogliono 200 (82 centesimi)...stranezze kazake.
Vabbè, è quasi ora di cena: shashlik shashlik!!!!!

Tra le gite di una giornata che si possono fare da Almaty, o verso le montagne con le loro stazioni sciistiche, oppure verso alcuni siti archeologici, dato che in una era coinvolto un lago, dove volete che sono andato a finire??
Il lago di Kapchagay si trova a poco più di un'ora di minibus, è artificiale (formato da una diga sul fiume Ili) e parecchio grosso, in particolare non molto largo ma lungo 140 km, tanto che la fine si vedeva solo perché in lontananza molto sbiadita c'era una montagnola; molto a sud invece, grandiose come sempre, si stagliavano le altissime montagne dalle cime innevate sopra Amaty. Che dire, questo posto è una popolare meta per il week end dalla città e vi sono sorti anche dei casinò...però non è proprio eccezionale: la cittadina sta a un paio di chilometri dall'acqua (i casinò un paio di chilometri più a nord), l'arenile era immenso, largo varie centinaia di metri, però l'acqua, di un celeste intenso, aveva un po' di schiuma in superficie (anche perché la riva ovest, quella dove sta la cittadina è proprio dove si accumula perché poco più in là c'è la diga...spostandosi di qualche chilometro probabilmente la situazione era molto meglio) e poi dopo 50 metri ti arrivava ancora alla vita...insomma...meglio il lago di Nemi!! Però un bel bagnetto c'è uscito comunque
Domani si comincia a puntare decisi verso nord, per avvicinarsi ad Astana, dove ho l'aereo del ritorno!


Andarsene da Almaty non è stata cosa semplice, pare che 'sti cosacchi il week end vanno in giro, perché non c'era un posto libero in treno diretto a nord fino al 25, l'unico posto sul bus diretto a Balkhash c'era in piena notte (ed essendo arrivato io in autostazione alle 8:30 di mattino ciò mi rendeva impraticabile la tappa). Poi, mentre già cercavo una connessione internet per scaricarmi il calendario pensando che sarei rimasto a vegetare nell'ex capitale fino al momento di andare nella nuova capitale a prendere l'aereo per il ritorno, con il fatto che viaggiavo da solo (poi dite perché non voglio mai nessuno con me!) è magicamente uscito un posto sul bus del primo pomeriggio per Astana, così mi sono sciroppato 19 ore di bus più altre 3 in minibus che mi hanno portato a quella che era la mia penultima tappa programmata: Karaganda.
Certo, anche così la tappa sul lago Balkhash è andata a farsi fottere, peccato, ci tenevo, da quando l'Aral non esiste più il Balkhash è il secondo lago più grande a est del Caspio (domanda: qual è, senza apostrofo, il primo?). Certo, sono riuscito a vederne le propaggini passandoci al crepuscolo con il bus, in uno scenario veramente minimalista, nel paesaggio tutto piatto e giallo si insinuano i bordi frastagliati di questo gigante d'acqua (è grande come il Lazio), dalla forma a rivoltella, che piano piano si allargano fino a mostrare punti dove lo specchio arriva fino all'orizzonte, e poi ho visto le luci della città omonima che si stagliavano sulle sue rive (c'erano anche dei fuochi d'artificio, chissà cosa festeggiavano) di notte (era mezzanotte e mezzo quando siamo passati a Balkhash city...dal crepuscolo che vedevo le propaggini, immaginate quanto è grande)...però avrei voluto passare una giornatina sulla sue rive e magari immergermici.
l'astronauta
Karaganda invece è un nome conosciuto per due cose: le miniere di carbone e i campi di lavoro di staliniana memoria (due cose collegate ovviamente), ma ora è una città poco turistica ma molto piacevole, di aspetto sovietico ma moderno, con un lungo viale che l'attraversa pieno di centri commerciali, fast food e palazzi di vetro e cemento. Nel bel museo civico, oltre alla solita paleontologia, archeologia, etnografia, e a quanto è bello e bravo Nazarbaev, ci sono anche reperti e testimonianze sulle miniere e sui pogrom, e anche una sala dedicata ad un astronauta nato qui...tutto in russo ovviamente. C'è anche un grande e bellissimo parco proprio al centro della città, con un lago piuttosto grande, tanti alberi e gente a passeggio.
Domani si va ad Astana.

Astana: il nome e la storia di questa città cominciano a non essere più così sconosciuti. Se avete un vecchio atlante geografico è inutile che la cerchiate, troverete solo una piccola insignificante città di nome Akmola, che Kruscev aveva fatto il centro di una politica di coltivazione di cereali.

Poi nel 1998 un tale di nome N. Nazarbaev, presidente e padrone del grande paese, decise che il righello con cui se lo misurava era tarato male e che quindi avrebbe spostato la capitale dalla storica Alma Ata a questa cittadina, cambiandole nome in Astana (che in kazako significa appunto "capitale"), e che avrebbe investito una buona fetta dei lauti guadagni dello stato (forse non tutti sanno che il Kazakistan è un paese ricchissimo: petrolio, gas e metalli preziosi sono abbondanti qui) per farne quella che al momento è la città architettonicamente parlando più moderna...anzi, futuristica, del mondo; nonché la seconda capitale (per temperature medie annuali) più fredda del mondo (la prima è Ulan Bator...devo scoprire qual è la terza e andare anche lì prima o poi...qualcuno dirà: si, però se t'aregge ce devi anda' pure d'inverno; ma io so' Ramingo, mica stronzo!!).
Della vecchia Akmola, a nord del fiume, non è rimasto praticamente nulla, ora è tutto un fiorire di grattacieli, vialoni e palazzi modernissimi, ma ad un primo giro si è rivelata bella e piacevole, e il lungofiume veramente godurioso, c'è pure una statua di Gengis Khan a cavallo.
La parte più interessante è però quella a sud del fiume, la città nuovissima, quella che prima non c'era, quella che ospita tutte le istituzioni e quindi le costruzioni più ardite e famose...ma per ora l'ho vista solo in lontananza dal ponte sul fiume (si, perché in puro stile di queste parti, anche se l'aspetto è occidentalissimo, la città ha 800mila abitanti, ma è estesa come se ne avesse 4 milioni!), la esplorerò per benino domani!

Diciamoci la verità: a parte quelle tre meravigliose e uniche città dell'Uzbekistan (continuo a sottolineare il fatto che tra le 7 nuove meraviglie ce sta' il cristo di Rio...e Angkor? e il Kinkaku Ji a Kyoto? e la medina di Fez? e l'Acropoli? e il Registan? e una cifra de altre cose?...sta cosa proprio non me va giù!) l'unica altra cosa che vale davvero la fatica di un viaggio fino in Asia centrale è Astana!

Astana non è bella, non suscita meraviglia o ammirazione; Astana è fatta solo per impressionare (e magari farti dire: ammazza che coatto 'sto Nazarbaev), e ci riesce benissimo!!
I miei svariati amici architetti starebbero con gli occhi sgranati e lucidi vedendo cosa i loro esimi colleghi hanno creato; oltre a un enorme centro commerciale fatto a tendone e a una torre a pistillo di fiore c'è anche una piramide alta 62 metri (sarò forse noioso, ma la guida che conduceva la visita nella piramide, e che tanto gentilmente traduceva in inglese solo per me che ero l'unico non russofono, è una delle ragazze più carine che abbia mai visto, con lineamenti delicatissimi e due splendidi occhioni a mandorla!). E anche di notte bisogna andare nella parte nuova per vedere l'illuminazione, c'è un intero grattacielo che si trasforma totalmente in megaschermo!! E la città è ancora work in progress per l'expo del 2017.
Domani ultimo giretto per vedere ciò che ancora mi manca, poi in serata all'aeroporto, che a notte fonda si parte per Minsk, dove dopo un lungo scalo si proseguirà per Roma...si torna a casa!!
PS: il campanello dell'ostello qui ad Astana fa la musica di Oh Susanna!!




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