mercoledì 5 novembre 2014

Silkstan parte 8: Bishkek

14 e 17-18 agosto 2014
verso bishkek
una via di bishkek
Se passare la frontiera tra Uzbekistan e Kazakhstan è piuttosto faticoso, sconfinare da quest'ultimo in Kyrghizstan è invece relativamente semplice. Il piccolo e montagnosissimo paese centro-asiatico infatti sta attuando da alcuni anni una politica volta a favorire il turismo internazionale, e ai cittadini di molti paesi occidentali (Italia compresa) è consentito entrare senza visto, e i controlli alla frontiera sono minimi. 
Dalla stazione dei bus di Taraz partono regolarmente dei furgoni che attraversano la frontiera e arrivano direttamente a Bishkek, la capitale kyrghisa, e il viaggio è agevole e piacevole, grazie al bel panorama offerto dalla catena montuosa degli Alatau (una costola del Tian-Shan, con cime che arrivano a sfiorare i 5000 metri) che si erge maestosa a sud.

chuy prospektesi
piazza ala-too e chuy prospektesi
La principale stazione dei bus di Bishkek, la stazione ovest, si trova all'estremità nord-occidentale della città, che è parecchio estesa, ma da davanti ad essa partono molti marshrutka che percorrono Jibek Jolu Prospektesi, il viale che che taglia la zona nord della città in direzione est-ovest.
Proprio su Jibek Jolu, o nei suoi immediati dintorni, sorgono molte piccole semplici guesthouse e vari hotel; tra queste la Bishkek Guesthouse 1, è una sistemazione piuttosto spartana, ma in una buona posizione e super-economica.

frunze e la bandiera
piazza ala-too
fontane di piazza ala-too

La capitale del Kyrghizstan (il cui nome deriva da un recipiente utilizzato per produrre il kumis, latte di giumenta fermentato che è la bevanda nazionale; in Mongolia una cosa molto simile la chiamano airaag) è una piacevolissima città situata a circa 800 metri di quota e consistente in una griglia ortogonale di viali alberati dominati a sud dalle alte montagne Alatau; pur non ospitando attrazioni di altissimo livello è però piena di scorci monumentali e piccole interessanti chicche.
parlamento
lenin e teatro
Il bel viale Chuy Prospektesi taglia tutto il centro in direzione est-ovest ed è tutto un susseguirsi di negozi, aiuole e palazzi sovietici dalle facciate neoclassiche, mentre sulla sua parallela Kiev Pr. si affacciano vari centri commerciali. Le direttrici principali in direzione nord-sud sono invece Molodaya Gvardia, con larghi giardini alberati in mezzo, Soviet (detta anche Abdrakhmanov) ed Erkindik Prospektesi, anche essa con giardini al centro, che porta fino alla stazione dei treni.
parco dubovy
parco dubovy
Il luogo più rappresentativo della città, nei pressi del quale si trovano anche la quasi totalità delle attrazioni, è Piazza Ala-Too, un vastissimo spazio che si allarga su entrambi i lati di Chuy Prospektesi.
La parte meridionale della piazza ospita un sistema di grandi fontane monumentali che in estate, al tramonto, sono anche protagoniste di uno spettacolo musicale. Nella parte settentrionale della piazza invece, l'attenzione viene catalizzata dalla grande statua equestre di Mikhail Frunze (un generale bolscevico dell'armata rossa, nato in questa città, al cui confronto Gengis Khan era un chierichetto) affiancata da un enorme bandiera della nazione (che quando si alza il vento sventola emettendo schiocchi che sembrano dei tuoni), ma soprattutto dalla mole marmorea del Museo Storico di Stato.
parco dubovy
una via di bishkek
Alle spalle di quest'ultimo si trova un piccolo parco che ospita una delle poche statue di Lenin rimaste nell'ex URSS, cui fanno da sfondo la facciata neoclassica del Teatro di Arte Drammatica e il palazzone che ospita il Parlamento. Proprio a fianco di quest'ultimo, sulla destra, sorge la casa natale di Frunze, ora trasformata in un museo.


giardini lungo chuy prospektesi
memoriale alle vittime della WRII
victory square

Subito a destra e a sinistra della piazza ci sono degli spazi verdi: a ovest il parco Panfilov, coperto dalla mole del Palazzo del Governo che si affaccia su Chuy Prospektesi, mentre a est c'è il bel parco Dubovy, con alberi di quercia e aiuole e vialetti abbelliti da piccole sculture, che è uno dei posti preferiti dalla popolazione per una passeggiata in mezzo al verde.
chuy prospektesi
erkindik prospektesi
Proseguendo verso est si supera la facciata neoclassica del teatro dell'Opera per raggiungere un'altra piazza monumentale: Victory Square. Questo vastissimo spazio completamente pedonale è ricco di alberi e giardini, e al suo centro si staglia il monumento Memoriale alle Vittime della Seconda Guerra Mondiale, formato da tre strutture ricurve che si incontrano a formare una yurta stilizzata, con una fiamma sempre accesa al centro.
molodaya gvardia
osh bazaar
Un altro posto interessante è il viale pedonale che unisce la piazza dove c'è la Filarmonica, abbellita anche dai palazzi del Municipio e dell'Università Internazionale, al sito dove sorge l'Università Statale: percorrendolo da nord verso sud in una bella giornata di sole si rimane colpiti dalle vista delle guglie dei palazzi istituzionali dominate alle spalle dalle vette imbiancate delle montagne.
osh bazaar
osh bazaar
La seconda imperdibile attrazione della città si trova però all'estremità occidentale della via Kiev ed è l'Osh Bazaar, un affascinante e coloratissimo mercato (il maggiore del centro cittadino, anche se in periferia sembra ce ne sia uno ancora più grande). La zona principale del mercato è adibita principalmente ai generi alimentari, ma sul lato opposto della via ci sono una serie di magazzini e un dedalo di bancarelle che vendono vestititi e accessori vari; in particolare è curiosa la zona in cui vengono venduti oggetti inerenti l'ippica e l'allevamento di cavalli. 
Da segnalare inoltre che in questa parte del mercato si trovano anche parecchie bancarelle con vestiti e copricapi tradizionali e alcuni negozi di souvenir più economici rispetto a quelli situati lungo Chuy Prospektesi (molto belli, ancorché parecchio cari rispetto agli standard nazionali,  sono i quadri fatti in lana grezza).

osh bazaar
osh bazaar
osh bazaar
via pedonale e montagne innevate
università statale
una via di bishkek

La città è piena di ristoranti, caffè e fast food, situati in gran parte lungo Chuy Prospektesi, ma girando un po' lungo le vie laterali si può trovare qualche altro buon posto dove cenare a prezzi decisamente convenienti. In particolare io ho provato il Derevyashka, una grande birreria nascosta in un vicolo dove ho gustato un ottimo stufato di capra (consigliato dal cameriere al quale avevo chiesto aiuto visto che il menu era solo in russo), e l'Arzu Style, un ristorante più "di livello" (ma sempre abbordabilissimo per i nostri standard) con cortili con fontane e padiglioni all'aperto (dove l'inglese è anche più di casa).
via pedonale
via pedonale
In effetti Bishkek non racchiude grandi opere d'arte o siti storici di primaria importanza, e l'unico motivo per cui ci si viene è che rappresenta la porta d'accesso e la base di partenza migliore per chi voglia avventurarsi alla scoperta delle meraviglie naturalistiche del Kyrghizstan, come il grande lago Issik-Kull o i trekking sulle montagne del Tian Shan o sui monti Fan, o infine le suggestive vedute dei laghetti di montagna (dei quali il Song Kol sembra essere il più famoso); la verità è però che dopo aver passato alcune settimane tra le bellissime ma polverose e decadenti città storiche dell'Uzbekistan e le ordinate città sovietiche del sud del Kazakhstan, che danno però la sensazione di trovarsi un po' fuori dal mondo, un soggiorno in una città vivace e sorprendentemente cosmopolita come Bishkek (dove l'aspetto è si sovietico, ma che strizza molto l'occhio all'occidente e, anche se non proprio scontato, non è poi così raro riuscire a comunicare in inglese) rappresenta davvero una boccata d'aria fresca per il viaggiatore, soprattutto se poi ci si va a infilare nei paesaggi di aspra montagna del resto del paese (oppure magari si è appena ritornati da questi).
università internazionale e municipio
filarmonica
Da sottolineare poi che in estate, finalmente, qui si finisce di boccheggiare per il caldo e che la città, come un po' ovunque in questa parte di mondo, è estremamente sicura e permette di essere girata e goduta in completa libertà; un consiglio tuttavia va dato: quando camminate per le strade secondarie fate attenzione a dove mettete i piedi, perché i marciapiedi (se così si possono chiamare) sono sconnessi e camminando distrattamente ai lati dalla strada asfaltata si potrebbe finire dritti dritti dentro un tombino aperto.

palazzo del governo
piazza ala-too
museo storico di stato

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