giovedì 9 ottobre 2014

Silkstan parte 4: Samarcanda

6-9 agosto 2014
spianata dei mausolei
toshkant kochasi pedonale
Il nome di Samarcanda stuzzica la fantasia di chiunque, suggerendogli di carovane di cammelli lungo la via della seta, di racconti da mille e una notte, di palazzi sfarzosissimi, di guerrieri armati di sciabole e di principesse dalla pelle olivastra con nomi che richiamano quello di Sherazade. 
Molti rimarranno delusi dal sapere che tale nome che evoca tanta poesia e suggestione appartiene ora ad una città prevalentemente moderna e di stampo sovietico; ma nonostante ciò è bellissima, curata e con molte attrazioni di importanza e maestosità uniche nel loro genere.
moschea di bibi khanym
moschea hazrat hizr
Samarcanda era già famosa vari secoli prima di Cristo, quando Alessandro Magno rimase impressionato dalla sua magnificenza; purtroppo di quell'epoca non è rimasto praticamente nulla perché Gengis Khan rase al suolo tutto in un raggio di centinaia di chilometri. Grazie però all'altro grande condottiero conquistatore (e non meno distruttore) centroasiatico,  quel Tamerlano nato nella poco distante Shakhrisabz, che ne fece la sua capitale, verso la fine del medioevo riacquistò il suo antico splendore e ne ha conservato varie testimonianze fino ad ora.

museo di afrosiab
moschea, mausoleo e siob bazar 
moschea hazrat hizr
afrosiab
museo di afrosiab
affreschi nel museo

Arrivare a Samarcanda da Bukhara tuttavia non è comodissimo, poiché la stazione dei treni di quest'ultima si trova in realtà nella città di Kagan, circa 15 km a est del centro (raggiungibile con taxi o marshrutka), mentre i taxi collettivi portano solo fino alla città di Navoi, in cui bisogna cambiare taxi. Il mezzo più facile da prendere è il bus, visto che la stazione si trova solo 4 km a nord del centro ed i marshrutka che la raggiungono partono dallo spiazzo a fianco della medressa Kukeldash, tuttavia anche i bus (così come i marshrutka e i taxi collettivi) partono solo quando sono completamente pieni e quindi ho dovuto aspettare  per due ore e mezza seduto nel bus (sotto a un sole fortissimo) prima che questo si decidesse a partire. Inoltre la stazione di arrivo a Samarcanda si trova piuttosto fuori città, lungo l'autostrada, e bisogna quindi contrattare con i tassisti per farsi portare in centro.
afrosiab e fiume siob
mausoleo del profeta daniele
Per andare a Tashkent invece conviene prendere il treno (ve ne sono di diverse velocità, comodità e prezzi, ma in ogni caso conviene acquistare il biglietto in anticipo perché si riempiono facilmente), visto che la moderna e bella stazione di Samarcanda, che si trova circa 5 km a nord-ovest del Registan, si raggiunge comodamente in marshrutka.
Grazie al notevole afflusso turistico che caratterizza la città, è possibile trovare un buon numero di sistemazioni di buona qualità e a prezzi piuttosto bassi. La maggior parte di queste si trovano a ridosso del vecchio quartiere ebraico. 
tomba del profeta daniele
cimitero ebraico
Due possibili scelte sono il B&B Bahodir e l'Hotel Abdurahmon, gestite, separatamente, da due fratelli. La seconda è preferibile perché più moderna, in buone condizioni e solo di poco più costosa della prima, che invece, benché consista di una struttura molto graziosa e con un bellissimo cortile centrale ombreggiato dagli alberi (con divani e tavoli dove viene servita la colazione e la cena), è più vecchia e un po' decadente (io, pur avendo prenotato nella seconda, ho finito per un disguido ad alloggiare nella prima struttura, perché su alcuni siti di prenotazione l'Hotel Abdurahmon è erroneamente indicato col nome di Hotel Abdu-Bahodir 2, il tassista sentendo quel nome mi ha portato al B&B e qui ho il sospetto che il gestore abbia fatto qualche impiccio per tenermi lì per evitare di mandarmi dal fratello; comunque sono stato molto bene anche lì).

shah-i-zinda
sala dello shah-i-zinda
cimitero ebraico e musulmano
shah-i-zinda
interno di un mausoleo
shah-i-zinda

A due passi dalla zona degli hotel sorge l'attrazione più importante di tutta l'Asia Centrale: il Registan. La piazza dominata su tre lati dalle facciate, ricchissimamente decorate da maioliche colorate e mosaici, di tre enormi e stupende medresse offre un colpo d'occhio impressionante e unico al mondo.
shah-i-zinda
shah-i-zinda
Già solo fermarsi ad ammirare l'ensemble dalla balconata lungo la strada è emozionante, ma è ovviamente obbligatorio pagare il biglietto d'ingresso alla guardiola per addentrarsi nella spianata ed entrare a visitare le tre medresse. Quella occidentale, la Ulugbek, è la più antica (del 1420) e forse anche la più interessante grazie al bel cortile centrale, alla moschea situata nella parte posteriore e alle stanze espositive dedicate al nipote di Tamerlano che le ha dato il nome, che era un grande astronomo. Quella centrale, la Tilla Kari (finita nel 1660) si segnala invece per la bellissima moschea situata sul lato sinistro del cortile, sormontata da un cupolotto turchese ma soprattutto dai ricchissimi interni dorati e dal soffitto ultra-decorato. La medressa orientale infine, la Sher Dor (del 1636), è caratterizzata da due belle cupole laterali e da decorazioni che ricordano forme feline.
shah-i-zinda
afrosiab
Intorno all'ensemble ci sono bei giardini, molto curati, con aiuole, monumenti e alberi, e poche altre costruzioni minori. In particolare sul lato orientale un largo viale pedonale, Toshkent Kochasi, attraversa tutti i giardini, passa a fianco della zona degli hotel, e, fiancheggiato da due file ininterrotte di negozi, costeggia tutto il vecchio quartiere ebraico (ma non ci sono però accessi diretti a quest'ultimo dal viale, bisogna ripassare davanti all'hotel) arrivando fino ad un larghissimo viale che segna il confine con la zona su cui sorgeva l'antichissima città di Afrosiab.
cortile della moschea di bibi khanym
mausoleo di bibi khanym
Proprio nella parte finale del viale si fronteggiano la mastodontica moschea di Bibi Khanym (la moglie cinese di Tamerlano), caratterizzata dal grande cortile interno alberato, un alta cupola e una grandiosa facciata, e il piccolo mausoleo della stessa Bibi. A fianco della moschea infine sorge il moderno Siob Bazar, che vende principalmente generi alimentari, ottimo quindi per comprare acqua o qualche snack, ma vi si possono trovare anche alcuni articoli di vestiario o souvenir.

mausoleo dell'imam al-matruidiy
moschea mubarak
vecchio quartiere ebraico

il registan
medressa tilla kari

il registan

Dall'altro lato della superstrada che si trova alla fine del viale pedonale giace il sito dell'antica Afrosiab, ovvero l'antica Samarcanda, abitata dal I millennio avanti Cristo fino alla sua distruzione per mano delle orde di mongoli. Al momento la vasta area è priva di costruzioni, tranne che per le zone che ora ospitano i cimiteri ebraico e musulmano, aspra e selvaggia; esplorarla a piedi, nella speranza di imbattersi in qualche resto archeologico, potrebbe essere anche interessante ma in estate il caldo intenso rende la cosa davvero molto faticosa.
cortile della medressa di ulugbek
medressa ulugbek
Proseguendo però lungo il viale Toshkent (qui non più pedonale) si ha la possibilità di vistare vari siti interessanti, il primo dei quali è la piccola ma graziosa moschea Hazrat Hizr, ricostruita uguale a come era prima della distruzione mongola, dietro la quale c'è uno dei punti di acceso alla selvaggia area archeologica.
Proseguendo lungo la via si incontrano vari altri siti, tutti a distanza di quasi un chilometro l'uno dall'altro, a cominciare dall'interessante Museo di Afrosiab, che contiene molti reperti trovati nell'area archeologica e degli interessanti affreschi di epoca sogdiana; per proseguire col mausoleo che contiene la tomba (un sarcofago lungo 18 metri) del profeta Daniele, che si trova sulle rive del fiume Siob in cima ad una piccola altura alle spalle dell'area archeologica (sembra che ce ne sia un altro uguale a Susa, in Iran); e finire (ma è davvero troppo lontano per arrivarci a piedi) con le rovine dell'antico Osservatorio Astronomico di Ulugbek (vicino al quale c'è la stazione principale dei bus).
medressa ulugbek
medressa sher dor
Nell'angolo sud-occidentale dell'area si trova il secondo sito per ordine di importanza della città (e forse di tutto l'Uzbekistan): lo Shah-i-Zinda.  Questo consiste in un viale fiancheggiato da decine di mausolei, costruiti principalmente all'epoca di Tamerlano e di Ulugbek per ospitare i parenti di questi, splendidamente decorati con mosaici e maioliche blu, azzurre e turchesi, che portano fino a una serie di costruzioni che dovrebbero ospitare la tomba di Qusan-ibn-Abbas, cugino di Maometto che ha portato l'Islam in questi luoghi (motivo per il quale il sito è anche un importante meta di pellegrinaggio).
medressa tilla kari
cortile della medressa tilla kari
Entrando dall'ingresso del cimitero musulmano che si trova su Toshkent Kochasi (poco dopo la moschea Hazrat Hizr), sono entrato nel sito dal retro evitando così, inconsapevolmente, di pagare il biglietto di ingresso, ma credo che sia stato solo per caso che nessuno mi abbia fermato prima.

medressa tilla kari
medressa tilla kari
medressa tilla kari
medressa di ulugbek
medressa sher dor
cortile della medressa sher dor

Il vecchio quartiere ebraico e la città vecchia che si trova a sud del viale che passa davanti al Registan (e che ne porta anche il nome) nascondono parecchie altre chicche.
spianata dei mausolei
città vecchia
Dalla strada degli hotel nel vecchio quartiere ebraico ci si può immediatamente inoltrare in uno stretto dedalo di vicoletti, in molti casi sterrati, e, anche se quasi tutte le abitazioni sono moderne, ma in stile tradizionale, ci si può trovare davanti a degli scorci davvero pittoreschi. In particolare c'è una piazzetta molto graziosa con lo sfondo dato dalla piccola moschea Mubarak; interessante e piacevole è anche il parchetto in mezzo al quale sorge il mausoleo dell'Imam al-Matruydiy.
Prendendo invece le due stradine che si trovano davanti al Registan e a Toshkent Kochasi ci si inoltra nella città vecchia e, anche qui in un tripudio di casette e vicoletti, ci si può imbattere nelle due piccole moschee Imon e Hoja Nisbatdor.
mausoleo gur-e-amir
mausoleo rukhobod
Percorrendo invece Registan Kochasi verso ovest si raggiunge una rotatoria, dominata da una grande statua di Tamerlano, che rappresenta il punto di accesso alla città nuova. Prima di questo però si costeggia una grande spianata con aiuole, ai margini della quale si trovano il mausoleo Rukhobod (sembra sia il monumento più antico della città) e il mausoleo Ak Saray, ma soprattutto, davanti a quest'ultimo, si trova il mausoleo Gur-e-Amir, una costruzione più grande e importante, caratterizzata da una grossa cupola blu, che ha l'onore di ospitare la tomba dello stesso Tamerlano. Il complesso è stato da poco restaurato, e merita una visita non solo per vedere la bara del grande condottiero, circondata da quelle dei suoi figli e nipoti (tra cui anche Ulugbek), ma anche per i sontuosi interni decorati.
tamerlano
bulvar universitat
Il quartiere a ridosso del mausoleo fa parte della città vecchia di cui sopra (inoltrandosi tra i vicoletti ci si può ritrovare tra le due piccole moschee), e proprio nelle vicinanze del mausoleo ospita un gran numero di guesthouse e di ostelli, un altro punto comodo e centrale per trovare alloggio in città.

strade intorno al parco navoi
parco navoi
parco navoi
moschea imon
samarcanda nuova
mustakilliq maydoni

A ovest e a nord della rotatoria con la statua comincia la città nuova, di stampo sovietico. In questa zona non ci sono attrazioni particolari, ma il posto è davvero piacevole e ben messo, e con tutta probabilità è la "città nuova" più bella del paese. 
città vecchia
moschea hoja nisbadtor
Proprio dalla rotatoria parte il largo Bulvar Universitet, pieno di alberi e con dei giardini al centro, che porta appunto all'Università ed è un'ottima meta per una passeggiata. 
Molto bello è anche il Navoi Park (cosa comune a tutti i parchi sovietici del resto), con aiuole curate,  padiglioni neoclassici, alberi e vialetti immersi nel verde. La zona che circonda il parco è inoltre quella con più negozi e ristoranti, e vi sono anche molti bar all'aperto; il luogo ideale per passeggiare godendosi la città e i suoi abitanti evadendo per un po' dal contesto archeologico.
mausoleo gur-e-amir
mausoleo gur-e-amir
Da segnalare anche, a nord della rotatoria, la grande e verdissima piazza (sembra quasi un parco più che una piazza) Mustaqillik Maydoni, circondata dai monumentali palazzi delle amministrazioni cittadine e regionali.
La zona orientale del centro, quella moderna, è il posto migliore per andare a cena fuori, perché nella città vecchia i ristoranti sono pochissimi (molti hotel e guesthouse ne hanno tuttavia uno), mentre nella città nuova ve ne sono svariati, anche buoni, sparsi un po' dappertutto.
tomba di tamerlano
mausoleo gur-e-amir
Tuttavia il posto più piacevole si è rivelato essere il Cafè Labig'or, proprio davanti al Registan, dove mangiare piatti tipici, principalmente shashlik (gli spiedini, di vari animali), spendendo pochissimo. Altri ristoranti testati sono stati l'Alt Stadt Laghman Centre, a ridosso del parco, un po' decadente ma anche questo molto economico e poi ho provato 
i tipici noodles di origine uigura che erano ottimi, e il ristorante Platan, più moderno ed elegante, uno dei più celebrati della città, con una bella terrazza e piatti di cucina internazionale, più caro ma neanche tantissimo.
mustaqillk maydoni
dietro al registan
Samarcanda è una tappa obbligata di un viaggio lungo la tratta centrale della via della seta; anche qui la temperatura in estate è molto elevata (ma non raggiunge i livelli assurdi di Bukhara, e inoltre ci sono molti più alberi ed è più facile stare all'ombra), ma si gira molto piacevolmente anche di sera e di notte, visto che è sicura e inoltre, soprattutto lungo la via pedonale, si trovano persone a passeggio anche dopo l'ora di cena. Tre giorni sono anche abbondanti per la visita di questa città, ma si possono integrare facilmente con una visita di poco più di mezza giornata alla non lontana Shakhrisabz.

mustaqillik maydoni
mausoleo ak saray
dietro al registan
mustaqillik maydoni
stazione di samarcanda
intorno al parco navoi

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