martedì 23 settembre 2014

Silkstan parte 2: Khiva

1-3 agosto 2014
Un viaggio in Uzbekistan è imprescindibile dalla visita delle sue tre principali città storiche (Khiva, Bukhara e Samarcanda) situate sulle antiche tratte della via della seta e inserite dall'UNESCO tra i patrimoni dell'umanità. 
urgench
canale shavat a urgench
Queste sorgono lungo una linea immaginaria, distanti però varie centinaia di chilometri l'una dall'altra e separate dal deserto, che unisce Tashkent con Khiva, che si trova circa un migliaio di chilometri a ovest della capitale. Visto che le strade non sono sempre in condizioni ottimali, una buona idea è quella di coprire la distanza che separa queste due città con un volo interno, per poi visitare anche le altre due spostandosi via terra (o viceversa arrivare a Khiva via terra e poi tornare nella capitale in aereo).
medresse minori a khiva
nell'ichon qala di khiva
Il Terminal 3 dell'aeroporto di Tashkent, quello dei voli interni, si trova ad alcuni chilometri dal Terminal internazionale; c'è un bus che li unisce, ma la soluzione ottimale per raggiungerlo rimane il taxi (gli hotel e gli ostelli organizzano tutti i trasferimenti in taxi). L'aereo della Uzbekistan Airlines che mi ha portato a destinazione era un Airbus nuovo e in ottime condizioni e l'ora e quaranta del volo è filata via che più liscia non si può.

scorci dell'ichon qala
ichon qala dall'ostello
medressa amir tora
palazzo isfandiyar
fuori dalla porta occidentale
fuori dalla porta occidentale

L'aeroporto di arrivo si trova a Urgench, il capoluogo della regione di Corasmia, una moderna ma piacevole città in puro stile sovietico, con palazzoni moderni e grandi spazi verdi, attraversata dal canale Shavat proveniente dal vicino grande fiume Amu Darya, e inserita in una grande e verdeggiante oasi circondata da centinaia di chilometri di deserto (ben visibile dai finestrini dell'aereo). 
mura vicino al palazzo isfandiyar
palazzo isfandiyar
Fuori dall'aeroporto stazionano parecchi taxi diretti per Khiva (che dista circa 35 km), ma se riuscite a raggiungere il centro città, nella zona nord-ovest di questo c'è la stazione di partenza di un filobus che vi porterà a destinazione per 1/50 del prezzo (anche se è affollatissimo e lento e con i tassisti è possibile contrattare) nonché, a poche decine di metri di distanza, dei taxi collettivi che costano 1/10 di quelli dell'aeroporto.
mura dell'ichon qala
porta occidentale
La città vecchia di Khiva, detta Ichon Qala (quella nuova invece è la Dishon Qala), è un rettangolo di circa 600 metri per 300 interamente circondato da un'alta, massiccia e splendidamente conservata cinta muraria in fango secco; i mezzi pubblici fermano nei pressi della sua porta settentrionale, ma l'ingresso principale è invece quello della porta occidentale. Nei pressi di quest'ultima ci sono già i primi hotel e ostelli, ma tutta la cittadella brulica di alloggi di ogni tipo. 
hotel orient star
minareto kalta minor e medressa
Il B&B Mirzaboshi si trova proprio lungo la direttrice principale che collega le porte occidentale e orientale, ma la sua sede centrale ospita principalmente il ristorante (e una camerata) mentre le camere si trovano nel suo Annexe, situato nella zona nord-orientale della cittadella, in una graziosissima costruzione nuova ma in stile tradizionale (e con un bel panorama visibile dalla terrazza), ed è una sistemazione veramente ottimale, con camere pulite e ben attrezzate, personale gentile e accogliente e ottima colazione (inoltre chi ci alloggia ha il 10% di sconto sul ristorante).

nell'ichon qala
piazzetta del kuhna ark
pahlavon mahmud
sulle mura
dalle mura
porta settentrionale

L'Ichon Qala di Khiva è stato il primo, meritatissimo, sito uzbeko inserito dall'UNESCO tra i patrimoni dell'umanità; dentro le mura (ma alcune attrazioni si trovano anche fuori di esse), soprattutto in una fascia larga circa 200 metri tra le porte occidentale e orientale, c'è un'altissima concentrazione di piccole moschee, grandi e stupende medresse, minareti e palazzi nobiliari antichi, mentre casette costruite in fango secco e mattoni, sia vecchie che nuove, riempiono la zona nord e sud della cittadella; il tutto è inserito in un fitto reticolo di stradine per la gran parte sterrate.
ichon qala dalle mura
vicoli dell'ichon qala
Tutte le attrazioni di Khiva, tranne tre, sono visitabili con un biglietto cumulativo (piuttosto economico e che dura due giorni), acquistabile nei pressi della porta occidentale (l'ingresso alla cittadella è comunque libero), che è anche il punto migliore da dove cominciare la visita.
medressa allakuli khan
nell'ichon qala
Già nell'ampia spianata subito all'esterno della porta occidentale si possono ammirare, oltre alla porta stessa, uno stagno artificiale e una moschea, ma appena varcate le mura e imboccata la via principale  piena di bancarelle, Pahlavon Mahmud (l'unica pavimentata, insieme alla sua parallela, che taglia in due l'Ichon Qala), ci si ritrova subito davanti all'impressionante minareto Kalta Minor, splendidamente decorato con tessere turchesi e blu, con alle spalle la facciata di una grande medressa che ora ospita l'hotel Orient Star (viene comunque permesso ai turisti di accedere al cortile interno).
palazzo tosh hovli
palazzo tosh hovli
Svoltando verso nord si costeggia un palazzotto antico (che ospita tra l'altro un ufficio informazioni dove trovare anche una cartina turistica della città) e si sbuca in una scenografica piazza dominata a est dalla facciata della medressa Muhammad Rakhimkhan, una delle maggiori della città, e a ovest dal palazzo-fortezza del Kuhna Ark, al cui interno si passeggia tra cortili decorati e antichi padiglioni che una volta ospitavano harem, prigioni, una moschea, arsenali o sale private e ora sono adibiti a museo, e si può anche salire sulla torre di guardia (che è uno dei tre posti per cui ci vuole il biglietto apposito, gli altri due sono il minareto Islom Hoja e il mausoleo Pahlavon Mahmud).

palazzo tosh hovli
palazzo tosh hovli
palazzo tosh hovli
medressa qutlug murod inoq
medressa qutlug murod inoq
medressa qutlug murod inoq

Proseguendo invece lungo la strada principale si superano un paio di spiazzi con qualche albero, costeggiando alcune altre antiche medresse, piccoli mausolei (tra i quali spicca quello di Said Alauddin, del 1300, poco a sud della strada) e altri palazzotti antichi, per arrivare alla Moschea Juma, la più grande della città, caratterizzata dall'alto minareto con decorazioni in verde smeraldo e dall'interno riempito da centinaia di colonne di legno.
moschea e porta orientale
kuhna ark
Tra la moschea e il mausoleo, svoltando verso sud si accede ad un percorso molto suggestivo che dapprima costeggia una fila di antiche abitazioni tradizionali, con dei graziosi cortili centrali, che ora ospitano principalmente negozi di souvenir, ma anche delle botteghe artigiane. In fondo a questo vicolo, girando a sinistra, si intravede il magnifico minareto Islom Hoja, per raggiungere il quale bisogna prima percorrere la stradina, ancora costeggiata da botteghe antiche e piccole medresse, dove ad un certo punto si fronteggiano la maestosa medressa Shergozi Khan e l'ingresso dell'imponente mausoleo di Pahlavan Mahmud dalla grande cupola verde, visibile quasi da ogni parte della città, preceduta da un bellissimo cortile (cui si può buttare un occhio anche senza pagare l'ingresso).
bazar e caravanserraglio
medressa allakuli khan
La stradina sbuca in una suggestiva piazzetta dominata appunto dalla medressa Islom Hoja e dalla mole del suo bellissimo minareto (il più alto della città) cerchiato di azzurro, fronteggiata da un piccolo museo e dalla quale si può ritornare sulla via principale costeggiando il mausoleo e altre tombe minori che lo circondano (da qui si possono forse scattare le migliori foto al mausoleo).

ingresso kuhna ark
piccolo minareto e moschea (a dx) 
medressa minore nell'ichon qala
kuhna ark
medressa mohammed rakhim khan
medressa mohammed rakhim khan

Nella parte finale della via principale, a ridosso della porta orientale, c'è forse la piazzetta più suggestiva dell'Ichon Qala, nella quale si fronteggiano le facciate delle due grandi medresse di Allakuli Khan e di Qutlug Murod Inoq, il lato settentrionale è chiuso dalla fiancata del palazzo Tosh Hovli mentre quello meridionale è caratterizzato dalla presenza di un'altra piccola medressa con a fianco la piccola moschea  Oq (ora usata come magazzino per i tappeti e per la merce esposta nelle bancarelle della piazzetta, ma nella quale si può comunque entrare) e la porta orientale all'angolo affiancata dagli antichi hammam di Anushakhan.
moschea nel kuhna ark
kuhna ark
Fuori dalla porta orientale c'è il nuovo bazar cittadino, dove nei capannoni centrali e nelle vie adiacenti si possono trovare generi alimentari, tessuti e oggetti di vario tipo (molto utile per comprare l'acqua a prezzi inferiori che nella cittadella, oltre che il cibo da strada) e durante il giorno c'è sempre molto movimento; risalta inoltre la presenza, nella zona addossata alle mura, del caravanserraglio di Allaqulikhan, mentre al lato della strada che esce dalla porta c'è un'interessante moschea antica ma ancora funzionante.
kuhna ark
cortile del kuhna ark
Nella parte subito a nord della porta orientale, all'interno della cittadella, c'è una pittoresca zona caratterizzata da vicoletti stretti tra le alte mura di cinta e le pareti del palazzo Tosh Hovli e da alcune altre medresse, oltre che l'unica altra strada pavimentata che suggestivamente segna il confine tra le costruzioni più antiche, religiose o nobiliari, con una fila di medresse minori o altri palazzi storici sul suo lato meridionale, e le casette di fango a un piano dove risiedono gli abitanti della cittadina, in quello settentrionale. L'ottocentesco palazzo Tosh Hovli poi è una delle attrazioni più importanti della città, grazie ad un esteso labirinto di decine di stanze, alcune con dei sontuosi interni ancora perfettamente conservati, e alcuni eccezionali cortili decorati da maioliche azzurre.

mausoleo di said alauddin
piccola moschea nell'Ichon qala
kuhna ark
medressa minore
botteghe
botteghe

Benché i palazzi, le medresse e la moschea della fascia centrale della cittadella rappresentino la quasi totalità delle attrazioni, anche passeggiare senza meta per i vicoli delle zone settentrionale e meridionale dell'Ichon Qala è molto piacevole, perché ci si ritrova tra le basse abitazioni tradizionali in fango secco, che offrono degli scorci molto suggestivi, potendo anche interagire con la popolazione locale (nessuno manca mai di salutarti o addirittura di attaccare bottone) e scoprendo magari anche qualche chicca, come altre piccole medresse (come quella nella zona sud-ovest dove c'era un gruppo di ragazze, tra cui una giapponese, che facevano scuola di cucito, o quella vicino all'ostello, la Amir Tora, dove c'erano i tappeti esposti) o moschee secondarie, una delle quali con un piccolo graziosissimo minareto.
scuola di cucito
cimitero
Vi è da segnalare poi che ai lati della porta settentrionale ci sono due rampe di accesso al percorso sulle mura che copre tutta la metà nord di esse e permette una lunga, suggestiva, soprattutto al tramonto, e panoramica passeggiata (che, insieme al terrazzo dell'ostello rende abbastanza superfluo pagare il biglietto per la torre di osservazione del Kuhna Ark e per il minareto Islom Hoja); mentre nell'angolo sud-occidentale delle mura c'è un piccolo ma pittoresco cimitero tradizionale islamico.
porta meridionale
ichon qala
Fuori dalle mura, la Dishon Qala non offre grandi motivi per andarci; la zona a nord dell'Ichon Qala è prevalentemente di stampo residenziale moderno, tuttavia verso l'angolo nord-ovest delle mura, superato un piccolo canale (dove non è raro vedere bambini che fanno il bagno) sorge il palazzo Isfandiyar, il cui ingresso è compreso nel biglietto cumulativo e ha degli interessanti e sontuosamente decorati interni, con alle spalle qualche altra costruzione tradizionale, un altro tratto di mura in fango secco e un gradevole parchetto pubblico (e, a poca distanza, anche una ruota panoramica).
hammam di anusha khan
moschea fuori la porta orientale
La zona a sud-est fuori dalla cittadella invece, pur essendo piuttosto malandata e decadente, è abbastanza interessante perché molto "ruspante", con vicoletti sterrati e pieni di buche, casette di fango a un piano e bambini che giocano per strada; una buona occasione per una breve passeggiata alla ricerca della vita reale della città fuori dalla "campana di vetro" rappresentata dall'Ichon Qala.

ichon qala
ichon qala
ichon qala
moschea juma
moschea oq
palazzo tosh hovli
pahlavon mahmud
pahlavon mahmud
moschea juma

La città non dispone di un gran numero di ristoranti, molti hotel e guesthouse hanno il loro, e usufruirne non è una cattiva idea (soprattutto se, come per quello del Mirzaboshi, si trovano sulla via principale, dispongono di una magnifica terrazza e i clienti dell'hotel hanno anche lo sconto). 
botteghe
minareto islom hoja
Comunque nella cittadella, soprattutto lungo Pahlavan Mahmud, ce ne sono vari, tutti con il loro cortile o terrazza (ce n'è uno che sfrutta la terrazza della medressa Allakuli Khan) e c'è anche qualche casa da tè, e sono tutti abbastanza economici; mentre nella città nuova c'è sempre la possibilità di cercare qualche caratteristica chaikana dove trovare spiedini (shashlik) o altri piatti tradizionali e stare in compagnia degli abitanti (una si trova proprio nel piazzale fuori dalla porta occidentale), l'inglese però non è garantito; per pranzo tuttavia è una buona idea andarsene al nuovo bazar e provare un po' di cibo da strada in una delle tante bancarelle (da provare i samsa, sfoglie ripiene di carne e cipolle, o patate), da segnalare inoltre che nella stradina che costeggia il lato nord dei capannoni del bazar ci sono alcuni localetti tipo fast food dove pranzare a poco prezzo.
ichon qala
botteghe
La città è una delle punte di diamante del turismo uzbeko, quindi è abbastanza facile trovare chi parla almeno un po' di inglese; gli abitanti sono abituati ai turisti (tuttavia, nonostante l'estrema varietà della loro provenienza, i turisti non sono poi tantissimi, o almeno molti meno di quanto ci si immaginerebbe per un sito di tale bellezza e importanza storica,  e si riesce a passeggiare per la cittadella in completa libertà e senza ressa...anzi, in alcuni angoli è facile ritrovarsi da soli) e, come notato un po' per tutto l'Uzbekistan, sono gentilissimi, simpatici e affabili.
verso l'islom hoja
medressa shergozi khan
La vita notturna è praticamente inesistente (anche se una sera subito fuori la porta settentrionale c'era una festa di paese con musiche e balli, la gente era poca, quasi tutta molto giovane, ma il rumore era parecchio), e la gente in giro di notte è pochissima (strano che ci fossero anche così pochi turisti a godersi la città vecchia in notturna), tuttavia, benché non tutte le zone della cittadella siano illuminate, sia l'Ichon Qala che la Dishon Qala mi sono sembrate sicurissime.
mausoleo pahlavon mahmud
mausoleo pahlavon mahmud
Khiva è un posto meraviglioso, un gioiello eccezionale, e vale la pena visitarla prima che il turismo di massa scopra che non è poi così difficile, scomodo o costoso arrivarci; la città è piuttosto piccola, e in una giornata piena si può visitare tutto, ma anche un soggiorno di due giorni e due notti è estremamente godibile e anzi, consigliabile; in estate infine la temperatura è molto alta, tuttavia la secchezza dell'aria e gli spazi stretti e ombrosi della cittadella la rendono abbastanza sopportabile.

medressa e minareto islom hoja
piazzetta islom hoja
medressa islom hoja
medressa muhammed rakhim khan
medressa muhammed rakhim khan
piccoli mausolei
mausoleo pahlavon mahmud
nella dishon qala
nella dishon qala


1 commento:

  1. We want to say thnx to you 4 creating this cool weblog and keep going the good work!
    hotel valona mare

    RispondiElimina

Lasciate un commento, sarà un piacere per me leggerlo e rispondere il prima possibile.