sabato 14 giugno 2014

Girona

giugno 2007
Il nome di Girona è ormai piuttosto ricorrente, soprattutto però a causa del fatto che la Ryanair ne ha fatto uno dei suoi aeroporti di riferimento, con conseguenti frotte di persone che vogliono andare a Barcellona (anche se ormai da qualche tempo, da alcune città la compagnia irlandese porta direttamente a El Prat) o scatenarsi nelle famose località balneari della Costa Brava, che hanno dunque in questa città il loro punto di arrivo. Vi è poi anche una sparuta minoranza di gourmet che conosce questa città per il suo status di ospite dei famosi ristoranti dei fratelli Roca e di Ferran Adrià (situato in provincia), che le classifiche mondiali di qualità mettono sempre tra le prime posizioni.
fiume onyar, barri vell e pont des
peixateries vells
Nonostante quindi la gente di passaggio nei dintorni di Girona sia parecchia, non sono però molti quelli che si fermano a visitarla, essendo quasi tutti presi dalla fretta di raggiungere la destinazione principale del loro viaggio o troppo stanchi (e un po' depressi) al momento del ritorno.
Forse anche a me sarebbe successa la stessa cosa (anche se la voglia di vederla c'era sempre stata), ma il caso ha voluto che arrivassi alla stazione degli autobus (provenendo da Tolosa) alle due di pomeriggio, mentre l'aereo per tornare a Roma c'era alle dieci e mezza di sera, dandomi così la possibilità di fare una lunga passeggiata in questa città sorprendentemente bella e interessante.


fontana d'or (dal web)
piazza della cattedrale e bagni arabi
barri vell

Girona è il capoluogo dell'omonima provincia della Catalogna, ha radici romane e una storia travagliata e interessante, e negli ultimi anni è risultata essere la città con la migliore qualità della vita di tutta la Spagna, cosa che l'ha portata a raddoppiare gli abitanti negli ultimi venti anni (ora ne ha oltre 90 000). É sede di un'importante università (a quanto pare molto ambita come sede erasmus) situata nella parte nuova (uffici principali a parte) che la rende molto attiva e con una vivace vita notturna. É infine molto ben collegata al resto d'Europa, vista la presenza della ferrovia, dell'aeroporto internazionale, e di un importante snodo per gli autobus (visto che è la prima città importante che si incontra provenendo dalla Francia).
fiume onyar e case colorate
barri vell (dal web)
Uscendo dalla stazione dei treni e degli autobus ci si ritrova nella parte moderna della città, che si segnala solo per una grande e moderna piazza (Plaza de la Constituciò) ai cui estremi ci sono la chiesa del Mercandal da una parte e una curiosa moderna costruzione cilindrica (tipo mausoleo di Augusto a Roma) che dovrebbe essere la sede del governo provinciale. Superando la chiesa si arriva sulla sponda del fiume Onyar (che a poca distanza si congiunge al fiume Ter, quindi la città si trova in una posizione molto suggestiva alla confluenza di due fiumi) davanti ad un suggestivo ponte di pietra.
E qui la prima sorpresa: la vista che si gode dal ponte è spettacolare, infatti la riva ovest del fiume ospita su una collinetta tutta la parte antica e caratteristica della città, sulla quale domina la mole imponente della cattedrale. Si vedono anche alcuni ponticelli pedonali dai quali si può godere di un'altro delizioso scorcio sulle pittoresche casette colorate a graticcio sul fiume, che sono uno dei simboli della città.

chiostro della cattedrale (dal web)
cattedrale (dal web)
cattedrale (dal web)

Entrando quindi nella città vecchia, il Barri Vell, si ha una seconda sorpresa: questa conserva infatti testimonianze di tutte le dominazioni subite dalla città, ovvero romana, araba, visigota e carolingia. Il colpo d'occhio che si ha è tuttavia quello di una tipica città medievale catalana (pensate al Barrio Gotico di Barcellona) con le case fatte di blocchi di pietra grigia e un'infinità di portici sotto i quali vi sono bar e negozietti vari. Nella via principale del centro storico, caratterizzata sempre da affascinanti portici, ci si trova a costeggiare prima il museo diocesano (che non ho visitato ma che dovrebbe contenere molte sculture ed oreficerie di età romanica) accanto al municipio, e poi la Fontana d'Or, ovvero un palazzo gotico caratterizzato da trifore con colonnine sottili e capitelli.
bagni arabi (dal web)
Poi la strada si inerpica sulla collina e, tra un congruo numero di scorci caratteristici di vicoletti, archi e scalinate strettissime, costeggiando il suggestivo quartiere di El Call (il ghetto ebraico), si arriva alla bellissima piazza della cattedrale, interamente circondata di palazzi antichi, che si trova alla base di una grossa scalinata sulla cui cima si trova la Cattedrale gotica (con entrata a pagamento e museo annesso insieme al chiostro), dall'interno a navata unica e ampissima (caso più unico che raro per basiliche di queste dimensioni), e dalla quale si può ammirare un bellissimo panorama sul borgo antico e sul palazzo dei Bagni Arabi, risalenti alla fine del XII secolo e ispirati alle terme romane, poco distante.

ponte di pietra (dal web)
el call (dal web)
barri vell (dal web)








Passando sul lato destro della cattedrale ci si può avventurare in un vicoletto sotto un arco e proseguire per una stradina che dà l'impressione di stare uscendo dalla città, ma si arriva in realtà in un parco sulla collina, dentro il quale vi sono dei bellissimi giardini incastrati dentro alcuni ruderi di abitazioni antiche.
giardini sopra la cattedrale
Proseguendo nella stessa direzione si incontra l'ennesima sorpresa: la città infatti conserva in ottimo stato un'antica cinta muraria, presente fin dall'epoca romana e poi modificata durante il medio evo, sulla quale è possibile compiere un'interessante e panoramica passeggiata, che passando sopra a tutto il borgo antico e costeggiando l'antico convento di Sant Domenec, a cui sono annessi gli uffici principali dell'università (contrasto tra nuovo e antico non proprio gradevolissimo alla vista in realtà), ci permette di riscendere dalla collina fino a poco oltre la Plaza de Catalunya (costruita sul fiume) e al ponte di pietra.
percorso sulle mura e
monastero di sant domenec
A questo punto, costeggiando il fiume senza ri-inerpicarsi per le varie salitelle, si passa in un'altra via caratteristica piena di bar e negozietti per turisti e portici (dall'evocativo nome di Rambla de la Libertat), da cui il fiume non è però visibile, tranne che nelle aperture tra i palazzi da dove partono i ponti pedonali, uno dei quali, in ferro verniciato di rosso, è stato costruito da Gustave Eiffel (e porta il nome di Pont de Peixateries Velles), e da dove si possono osservare degli scorci magnifici. Proseguendo si arriva ad una piazza dove c'è la grande chiesa romanica di San Feliu, la più antica della città, dal curioso campanile sormontato da una guglia tronca visibile da ogni parte della città.

panorama dalle mura (dal web)
san feliu (dal web)
sant pere de galligans (dal web)









la devesa (dal web)
Oltre ai due già citati fiumi, in città è da segnalare la presenza di altri due fiumiciattoli entrambi sfocianti nell'Onyar: il primo, Rio Galligans, è situato dopo San Feliu e delimita una quartiere, antico ma fuori dalle mura, nel quale sono presenti anche le interessanti chiesette di Sant Pere de Galligans (inserita in un bel monastero romanico risalente al XII secolo nel cui chiostro è ospitato un piccolo museo archeologico) e San Nicolau; il secondo invece, Rio Guell, si trova nella parte nuova della città e corre a fianco dei binari del treno. 
La zona nuova di Girona infine, che giace sulla riva sinistra dell'Onyar, è di stampo residenziale ma piacevole, è contiene alcuni siti molto interessanti, come la bella Plaza de la Indipendencia, tutta porticata e con al centro il monumento ai caduti della dominazione napoleonica (lo stile ricorda chiaramente la Plaza Reial di Barcellona), che è il centro della vita notturna della città e nelle cui vicinanze sorgono numerosi locali; e il grande parco della Devesa, il cuore verde della città, situato in corrispondenza della confluenza dei fiumi Ter, Onyar e Guell.

percorso sulle mura (dal web)
plaza indipendencia (dal web)
panorama (dal web)











NB: avendo fatto pochissime foto al tempo, sono dovuto ricorrere in buona parte al materiale libero (commons) trovato in rete.

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