martedì 10 dicembre 2013

Okayama e l'isola di Shikoku (Takamatsu e Matsuyama)

10-12 agosto 2012
okayama
okayama jo
L'isola di Shikoku è la quarta in ordine di grandezza dell'arcipelago giapponese, separata dallo Honshu dal placido mare interno, e presenta in piccolo tutte le caratteristiche che rendono piacevole un viaggio nel paese del Sol Levante: una grande quantità di magnifici templi (l'isola è famosa per il pellegrinaggio degli 88 templi, il più importante della nazione, che sono sparsi su tutta la sua superficie, che è poco maggiore di quella del Lazio) montagne verdi, coste puntellate di isolette (quella rivolta verso il mare interno, mentre quella rivolta verso l'Oceano Pacifico è più selvaggia e battuta dalle onde), città belle, moderne e piacevoli, e una cucina più che goduriosa.
asahi gawa e okayama jo
kenroku en
Per raggiungere l'isola da Osaka è tuttavia necessario fare scalo a Okayama per cambiare treno, visto che nello Shikoku non ci sono le linee shinkansen, ed è quindi consigliabile una sosta in questa città in modo da visitare uno dei luoghi più belli e affascinanti di tutto il Giappone.

kenroku en e okayama jo sullo sfondo
padiglioni nel kenroku en
bambù al kenroku en

Okayama è una città piuttosto grande e di stampo prevalentemente moderno. La stazione JR si trova nella zona occidentale del centro ed è il fulcro di una zona commerciale. Di fronte alla stazione parte ll  largo viale Momotaro Odori, sul quale si affacciano dei palazzoni con banche , uffici e centri commerciali. La città in sé non è molto interessante, ma prendendo il tram che percorre tutto il viale fino alla sua estremità orientale si arriva al fiume Asahi Gawa e a due attrazioni di primissimo livello.
kenroku en
piantagione di tè al kenroku en
Sulla sponda occidentale del fiume infatti, al centro di un parco che ne riempie un' ansa, domina la scena il castello cittadino, l' Okayama Jo, dal particolare colore nero con doccioni dorati, che offre dei colpi d'occhio davvero spettacolari. Essendo stato ricostruito dopo la II guerra mondiale, durante la quale è stato completamente distrutto, non presenta però degli interni di particolare rilievo.
susini al kenroku en
kenroku en
Un ponte pedonale permette poi di accedere alla sponda opposta del fiume (in realtà si tratta di un'isola) e al meraviglioso Koraku En, uno dei tre giardini tradizionali più belli di tutto il Giappone (gli altri due sono il Kenroku En di Kanazawa e il Kairaku En a Mito). Conservato magnificamente dall'epoca feudale, il giardino presenta una zona centrale costituita da prati nei quali spuntano laghetti, piccoli canali di irrigazione, padiglioni del periodo Edo, e una collinetta artificiale; mentre la cintura è costituita prevalentemente da zone boscose o con piantagioni di riso, tè, alberi di susino e ciliegio.
In alcuni punti il castello fa da sfondo al parco creando un insieme paradisiaco. La visita, assolutamente imperdibile, richiede al massimo un paio di ore.

momotaro odori a okayama
okayama
kenroku en
ritsurin koen a takamatsu
ritsurin koen a takamatsu
dal treno sul ponte seto ohashi

Da Okayama un treno della JR (non shinkansen però) attraversando il ponte Seto Ohashi e alcune piccole isole, e permettendo di godere di bellissimi panorami sul mare interno costellato di isolotti, arriva in circa un'ora a Takamatsu.
takamatsu
padiglioni nel ritsurin koen
La seconda città dello Shikoku è un posto molto gradevole e pieno di vita, pur non presentando delle attrazioni di livello eccelso; tuttavia nonostante la profusione di ristoranti e locali notturni, l'offerta di alloggi non è molto vasta.
Il Golden Time è un capsule hotel che si trova in pieno centro (un po' difficile da trovare perché si trova ai piani superiori di in palazzo e non ci sono scritte in italiano...per fortuna che per strada si ferma sempre qualcuno e si offre di aiutarti a trovare il luogo desiderato; mi è successo varie volte di dover chiedere aiuti di questo tipo in Giappone, perché se le mappe sono imprecise, cosa non infrequente, si rischia di girare intorno alla destinazione voluta all'infinito) 
padiglioni nel ritsurin koen
ritsurin koen
e, a parte la "particolare" esperienza di dormire in un loculo, che comunque è meno claustrofobico di quanto si possa pensare, mette a disposizione molti servizi aggiuntivi, come un bar-ristorante e un bel onsen con varie vasche a temperatura diversa.
La città è abbastanza grande ma si può girare anche a piedi, comunque la linea JR dei treni e soprattutto quella privata Kotoden, che arriva fino alla villaggio di montagna di Kotohira, fungono un po' anche da metropolitana.

ritsurin koen
ritsurin koen
ritsurin koen

ritsurin koen

Assolutamente da vedere a Takamatsu sono i bellissimi giardini Ritsurin, ricchi di alberi e laghetti e impreziositi dal profilo di un monte boscoso sullo sfondo. Da segnalare inoltre nelle immediate vicinanze del porto (Takamatsu è una delle poche città giapponesi dove vedere il mare non è tanto complicato), il Tamamo Koen, il parco dove sorgeva il castello cittadino, di cui rimangono solo alcune rovine, le mura e il fossato riempito di acqua marina (con le chiuse ancora funzionanti per regolarne il livello), e una torretta.
santuario alla stazione del treno
takamatsu al tramonto
Poco a sud della stazione e del castello sorge il quartiere dei divertimenti di Kawaramachi, attraversato per tutta la sua lunghezza da una bella galleria commerciale, e ricco di negozi e locali dove provare la vera attrazione principale della città: gli udon. Non è infrequente trovare piccoli ristoranti dove in vetrina si notano i cuochi intenti a preparare i taglioloni a mano, e vale assolutamente la pena entrare ed assaggiarli; la guida lonely planet ne indica alcuni, e non è facile trovarli perché non ci sono scritte in caratteri occidentali, ma il piatto di curry udon è stata probabilmente la cosa più buona in assoluto che ho mangiato in Giappone.

tamamo koen
fossato e mura del castello
tamamo koen
galleria commerciale di kawaramachi
porto di takamatsu
la torretta di guardia del castello

In poco più di paio di ore di treno da Takamatsu è possibile raggiungere la bella città di Matsuyama, la più grande dell'isola, dall'aspetto moderno e curato e con varie attrazioni di primo livello.
ristorantino di udon fatti a mano
curry udon
Essendo uno dei luoghi turisticamente più rilevanti dell'isola l'offerta di alloggi è imponente e diversificata; in particolare nella zona est del centro, nei pressi dei famosissimi Dogo Onsen, ricca anche di negozietti e ristoranti (in quanto è la parte più turistica della città), vi sono molte guesthouse dal prezzo abbordabilissimo. oltre che molti hotel di lusso con gli stabilimenti termali annessi, e dai servizi più che discreti: io ho alloggiato all'ostello Eco Dogo.
Il centro urbano è abbastanza vasto e girarlo a piedi risulta piuttosto faticoso, ma cinque linee di tram coprono tutta l'area risolvendo completamente il problema. Da segnalare la presenza tra le motrici dei tram di alcuni trenini del XIX secolo: sono pochi ma ancora in servizio su alcune tratte.

ishite ji
verso l'ishite ji a matsuyama
mare interno
uscita del tunnel dell'ishite ji
santuario-astronave kitsch
galleria sotto la montagna all'ishite ji

Proprio al centro dell'area urbana c'è un ampio parco caratterizzato da una collina boscosa, chiamata Katsuyama, in cima alla quale sorge il Matsuyama Jo, il castello più importante dell'isola e uno dei più belli del paese; in particolare questo castello è uno dei pochi a presentare parte degli interni originali essendo scampato (anche se ha subito danneggiamenti, ma non si è dovuto ricostruirlo interamente come la maggior parte dei castelli giapponesi) alla seconda guerra mondiale. Il castello si raggiunge grazie ad una comoda funivia, ma anche il sentiero che risale la collina è molto suggestivo e il panorama è bellissimo.
ishite ji
dogo onsen
L'altra grande attrazione cittadina sono i Dogo Onsen, i bagni termali pubblici più antichi della nazione, ospitati in una costruzione tradizionale tutta in legno. Il bagno in queste sorgenti termali è una delle attività imperdibili per chi si trova in questa città, visto anche il costo abbastanza ridotto del biglietto d'ingresso, tuttavia un surrogato di questo è rappresentato  dalle nove vasche con pediluvio (caldo) sparse intorno allo stabilimento termale (ce n'è una proprio di fronte alla stazione capolinea del tram, con a fianco un curioso orologio).
A poca distanza dai Dogo Onsen si trova il piccolo e piacevole parco Dogo Koen, che ospita anche un paio di musei; mentre alle spalle dello stabilimento termale, nel quartiere delle guesthouse, una lunga scalinata permette di salire all' Isaniwa Jinja, un santuario shintoista dichiarato patrimonio nazionale.
gruppi folcloristici nella
galleria commerciale
gruppi folcloristici per il festival
Nei dintorni di Matsuyama infine, si trovano  7 degli 88 templi del pellegrinaggio, tra i quali l' Ishite Ji, il più grande del circuito, raggiungibile anche con una camminata di poco meno di  mezz'ora dalla zona dei Dogo Onsen (è un po' fuori dal centro, e io avevo una "guida" locale che mi accompagnava, ma comunque non dovrebbe essere particolarmente difficile da trovare). Molto particolare è il fatto che questo tempio ha anche un percorso sotterraneo scavato nella montagna alle sue spalle che sbuca in piena campagna nei pressi di un curiosissimo santuario che sembra un'astronave kitsch.

matsuyama jo
matsuyama jo
collina di katsuyama
interno del matsuyama jo
panorama sulla città dal castello
matsuyama jo

Due giorni e mezzo bastano appena per rendersi conto di cosa può offrire lo Shikoku e le sue città principali. Tutta la regione merita un soggiorno molto più lungo in modo da scoprire ed esplorare il gran numero di attrazioni e di luoghi interessanti presenti su quest'isola.
fuochi artificiali nel parco
ingresso dei dogo onsen
Da segnalare che anche se qui sono state toccate le temperature più alte del mio soggiorno giapponese (si sono sfiorati i 40 gradi), l'aria leggermente meno umida ha reso il caldo meno opprimente rispetto alle metropoli del Kanto e del Kansai.
Il fine settimana che precede il ferragosto infine, a Matsuyama si tiene il festival cittadino, con sfilate di gruppi folcloristici nel centro della città che poi si riuniscono tutti nel parco sotto al castello per la chiusura con fuochi d'artificio; in questa occasione il castello è in via eccezionale aperto anche in notturna.

scalinata dell'isaniwa jinja
isaniwa jinja
isaniwa jinja
pediluvio e orologio
sala relax dei dogo onsen
stazione del tram e trenino










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