lunedì 23 dicembre 2013

Nagasaki

15-17 agosto 2013
nakashima gawa
kofuku ji
Anche il nome di Nagasaki, come Hiroshima, è inevitabilmente legato alla catastrofe nucleare del 9 agosto del 1945; tuttavia, come e anche più della sua compagna di sventura, questa bellissima città ha da offrire al turista innumerevoli siti interessanti, molti dei quali testimoniano la sua storia di unico punto di congiunzione che  per secoli l'impero del Sol Levante ha avuto con il mondo esterno.
suwa jinja
kofuku ji
Poiché l'ipocentro dell'esplosione atomica si trova qualche chilometro a nord del centro storico, nella zona di Urakami, e le colline che circondano la vallata protessero i quartieri più lontani, gran parte di queste testimonianze sono giunte in buone condizioni ai giorni nostri e concorrono a fare di Nagasaki la città di maggiore rilevanza turistica del Kyushu e una delle più importanti dell'intera nazione.
In città non arrivano i treni delle linee shinkansen, ma con un normale intercity è possibile raggiungerla da Fukuoka in un paio di ore.
Il centro non è particolarmente esteso ed è visitabile comodamente a piedi, tuttavia data la presenza di zone turisticamente molto rilevanti sia a nord di questo (Urakami appunto, il quartiere del parco della pace e dei memoriali della bomba) che a sud (la zona dei Glover Garden), risultano molto utili le 4 linee di tram che coprono l'intera area cittadina.
cimiteri sul fianco della collina
case tradizionali a teramachi
Ampia e diversificata è l'offerta di alloggio, ma ottima si è rivelata essere l'esperienza nell' Akari Hostel: situato in pieno centro, vicino al Nakashima Gawa (il più piccolo dei fiumi cittadini), e in stile tipico giapponese (ma con letti e bagni alla occidentale); l'ostello è pulito e accogliente, e il personale è gentile e professionale. L'ostello fornisce inoltre una tessera che dà diritto a parecchi sconti sui biglietti d'ingresso alle principali attrazioni cittadine e alla reception è anche possibile acquistare i biglietti giornalieri del tram.


suwa jinja
suwa jinja
scalinata del suwa jinja
shofuku ji
museo di storia e della cultura
suwa jinja

Appena usciti dalla stazione (che si trova nella zona nord del centro, accanto alla foce del fiume Urakami), la prima cosa che colpisce di Nagasaki è la sua posizione, stesa intorno all'estremità di una stretta insenatura marina circondata da colline con le case che ne risalgono i fianchi; la città è una delle poche in Giappone dove l'abitato e il mare non sono separati alla vista e dove è possibile anche fare una passeggiata in riva all'acqua.
fukusai ji kannon
panorama da sopra lo shofuku ji
Un buon punto di partenza per la visita è proprio l'ostello Akari: il fiume Nakashima è attraversato da 10 pittoreschi ponti di pietra, il più famoso dei quali è il Megane Bashi; e il quartiere subito ad est, Teramachi, è una fascia di casette basse (all'estremità nord del quartiere c'è anche qualche stradina con le tradizionali casette di legno) adagiate sul fianco della collina delimitata da una fila ininterrotta di templi (io ne ho contati 12). Questi luoghi di culto sono tutti ancora funzionanti e, tranne il Sofuku Ji dalla bella porta monumentale rossa e il Kofuku Ji (il più antico della città, situato vicinissimo all'ostello), non sono molto rilevanti dal punto di vista architettonico, ma la vista del fianco della collina ricoperto dai templi e dalle centinaia di tombe dei loro cimiteri è molto suggestiva.
shofuku ji
monumento ai 26 martiri
La stradina che attraversa tutto il quartiere, Alcoa Dori, è pedonale e piena di negozietti di artigianato, e alla sua estremità meridionale si trasforma in una galleria commerciale che segna l'ingresso nel quartiere dello shopping e dei divertimenti di Shianbashi.

seaside park e zona dei glover garden
lungomare
porto
shinchi chinatown
dejima
dejima

Qui, ai lati della larga Harusame Dori, si sviluppa un dedalo di stradine  ricche di negozi, ristoranti e locali notturni, molto frequentato sia di giorno che in ore serali e notturne.
megane bashi
parco della pace
A sud e a est di Shianbashi, seguendo il corso del Nakashima, si trovano: il quartiere cinese, consistente in due strade perpendicolari zeppe di ristoranti e negozi e delimitate dai caratteristici archi; il vecchio quartiere cinese, ora zona residenziale ma con scorci caratteristici e qualche costruzione antica; e il sito storico di Dejima, un'ex isola artificiale dove per due secoli sono stati confinati i mercanti stranieri (in massima parte olandesi)  ora inglobata nell'area urbana, che presenta diversi caratteristici edifici in legno colorato in stile occidentale che formano un interessante museo e una delle attrazioni turistiche più importanti della città.
statua della pace
cattedrale di urakami
Subito a ovest di Dejima c'è un breve ma piacevole lungomare con ristoranti e una bella vista sul porto e sulla baia.
A nord di Teramachi invece si attraversa il fiume e la sua stretta vallata per ritrovarsi davanti a una lunga scalinata che conduce al Suwa Jinja, il santuario shintoista più importante della città, dal cui ingresso si gode di un bel panorama sulla città.
Anche il fianco di queste altre colline è caratterizzato da un susseguirsi di piccoli templi zen e una stradina, dopo aver sorpassato il bel Museo di Storia e della Cultura di Nagasaki, permette di toccarli tutti. 
monumento della pace
sala di meditazione
Tra questi si distinguono lo Shofuku Ji, dietro al quale un cimitero si arrampica sulla collina e dai suoi vialetti è possibile ammirare uno dei panorami più ampi e spettacolari sulla città e sulla baia, e il Fukusai Ji Kannon, dalla curiosissima forma che rappresenta una grande tartaruga con sopra una statua della dea Kannon alta 18 metri con all'interno un lungo pendolo di Foucault.
Proseguendo ci si riavvicina alla stazione, nei pressi della quale si trova il monumento ai 26 Martiri, dedicato alle vittime di una repressione contro i cristiani alla fine del XVI secolo.

museo della bomba atomica
museo della bomba atomica
museo della bomba atomica
ipocentro dello scoppio
urakami
museo della bomba atomica

La zona di Urakami, quella dove è scoppiata la bomba, si trova circa 3 km a nord della stazione. Per raggiungere le attrazioni che vi si trovano basta prendere il tram e scendere alla fermata di Matsuyama Machi. Scesi dal tram ci si trova subito all'imbocco del Parco della Pace, abbellito da varie sculture provenienti da tutto il mondo ed in fondo al quale c'è la grande Statua della Pace in bronzo.
fat man
torii a un pilastro
Con una passeggiata di 10 minuti si raggiunge la cattedrale cattolica di Urakami, che prima di venire distrutta dalla bomba era la più grande di tutta l'Asia, ricostruita nel 1959 su una piccola altura.
Un po' più a sud sorge invece il Monumento e Memorial della Pace, sotto al quale si trova una sala di meditazione e dove sono documentate tutte le vittime dell'esplosione. Nella stessa struttura è anche ospitato un piccolo museo della storia e della tradizione della città (l'ingresso è gratuito).
A fianco del monumento si trova il Museo della Bomba Atomica, dove vengono ricostruiti i fatti che hanno portato alla catastrofe nucleare e mostrati vari reperti ritrovati tra le macerie (oggetti appartenuti alle vittime, vestiti strappati, bottiglie fuse...). Nel complesso è ospitata anche una mostra  sugli sforzi che si stanno compiendo per abolire le armi nucleari.
sofuku ji
sofuku ji
Anche qui, come per il museo gemello di Hiroshima, la visita è doverosa ma le immagini cui ci si ritrova davanti sono piuttosto forti e tristi, e le sensazioni che si provano sono deprimenti.
Lungo il tragitto per tornare alla fermata del tram si passa attraverso il Parco dell'Epicentro, dove un monumento in pietra nera e liscia indica il punto esatto dello scoppio di Fat Man.
Scendendo alla fermata Mori Machi si può ammirare un torii sorretto da un solo pilastro, l'altro è stato spazzato via dalla bomba.

glover house
chiesa cattolica di oura
dejima
walker house
glover garden
glover house

Poco meno di un paio di chilometri a sud del centro c'è la zona dei Glover Garden, dove nel XIX abitavano i commercianti europei; che presenta anch'essa un buon numero di siti interessanti.
Risalendo la collina dalla fermata del tram si incontrano la chiesa cattolica di Oura, ora trasformata in museo, fronteggiata da un'altra chiesa ancora funzionante.
alt house
glover garden
Poco a monte c'è l'ingresso ai famosi giardini che danno il nome a tutta la zona: questo parco che risale il fianco della collina è abbellito da statue e fontane, ma il suo tratto più caratteristico sono le abitazioni in legno in stile europeo ottocentesco. Alcune di queste case ospitano delle mostre, ma molte di loro conservano ancora gli arredamenti originali; da segnalare tra queste la Walker House, la Alt House, la Ringer House, la Glover House (appartenuta al commerciante scozzese Thomas Glover, che dà il nome al parco) e la Mitsubishi n2 Building (dalla cui terrazza al secondo piano si gode di una delle mgliori viste sul porto e sulla città).
mitsubishi n2 building
nagasaki
Dall'uscita secondaria del parco, sulla cima della collina, si può riscendere lungo la Glover Sky Road, con panorami sui quartieri interni della città, o anche usare un ascensore, per tornare sulla Oura Ishibashi Dori, la strada percorsa dal tram, attraversarla e visitare l'altro versante dove c'è un tempio confuciano che ospita il museo storico cinese, ma soprattutto i celeberrimi Declivi Olandesi, un piccolo quartiere dalle vie lastricate in pendenza sulle quali si affacciano delle case olandesi in legno colorato perfettamente restaurate nelle quali si può anche entrare

declivi olandesi
quartieri interni di nagasaki
il porto e la baia
walker house
tempio confuciano
declivi olandesi

La visita di Nagasaki richiede almeno due giorni pieni. Una curiosità: l'obiettivo primario designato della seconda bomba atomica era la città di Kokura (ora inglobata nella metropoli di Kitakyushu), ma le cattive condizioni di visibilità di quel 9 agosto 1945 hanno costretto il pilota del bombardiere a ripiegare sull'obiettivo secondario; anche Nagasaki era però coperta a sprazzi da una coltre di nubi, quindi la bomba, la cui potenza era quasi il doppio di quella di Hiroshima, mancò il bersaglio designato (una fabbrica di armi) per esplodere sopra Urakami. Questo fatto fece si che l'esplosione e gli incendi che ne seguirono distrussero circa un terzo della città invece di raderla al suolo completamente come preventivato e come successo ad Hiroshima.

ex quartiere cinese
ex quartiere cinese
ex quartiere cinese
shianbashi
shinchi chinatown
shianbashi








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