martedì 29 ottobre 2013

Kamakura

1 agosto 2013
la campana dell'engaku ji
La città di Kamakura fu capitale del Giappone in epoca feudale per circa 150 anni (tra il 1192 e il 1333), proprio mentre nel paese stava prendendo piede il buddismo, e ciò contribuì ad arricchirla di un gran numero di templi e santuari che ne fanno oggi, insieme ad una lunga e bella spiaggia (cosa rara in Giappone) e alla vicinanza con Tokyo, una delle principali mete turistiche della nazione (anche se per la maggior parte si tratta di turismo interno) e uno dei posti più interessanti da visitare per gli occidentali.

engaku ji
La città si raggiunge facilmente con i treni regionali sia dalla stazione di Tokyo (e dalla zona di Shinbashi) che, più agevolmente e con minor tempo, da Yokohama. Ci sono molte corse dirette, ma nel peggiore dei casi si può scendere alla stazione di Ofuna (che è già territorio comunale di Kamakura) e cambiare treno (le scritte sono anche in caratteri occidentali, non ci sono mai grossi problemi a cambiare treno) per arrivare fino alle stazioni di Kita Kamakura o di Enoden Kamakura, le più comode per la visita delle attrazioni cittadine.

engaku ji
engaku ji
engaku ji









La principale attrazione di Kamakura sono dunque le decine di templi e di santuari che ne fanno (insieme a Kyoto, Nara e Nikko) la principale meta per chi volesse visitare questo tipo di attrazioni. Esse tuttavia sono sparse in un'area piuttosto ampia e la camminata che ne permette la visita è lunga e faticosa (col caldo intenso e umidissimo che c'è in agosto poi è davvero pesante). Vicino alla stazione di Enoden Kamakura c'è un noleggio di biciclette, ma così risulta impossibile percorrere lo stretto e scosceso sentiero di montagna in mezzo al bosco che collega la zona di Kita Kamakura al tempio del Daibutsu (il Buddha gigante), che è uno dei motivi principali per cui si visita la città.
ingresso del tokei ji
La stazioncina di Kita Kamakura è forse il punto di partenza ideale per la visita dell'area, poiché uno dei templi zen più importanti, l'Engaku Ji, ricco di imponenti padiglioni in legno e con la campana più grande della città, si trova nelle immediate vicinanze. Sul lato opposto dei binari rispetto al tempio, se ne trovano altri due: il Tokei Ji, che ospitava le donne divorziate, e il Jochi Ji, a fianco del quale parte appunto il sentiero del Daibutsu.

sentiero del daibutsu
sentiero del daibutsu
jochi ji

Questo percorso, che può essere coperto in un paio di ore scarse, è piuttosto faticoso in estate per colpa del caldo e dell'umidità, ma il sentiero in mezzo al bosco, che permette di scollinare anche un paio di alture, è veramente molto suggestivo. Lungo il percorso si incontrano poi vari piccoli templi e santuari shintoisti, il più importante dei quali è lo Zeniarai Benten, la cui entrata è costituita da una grotta scavata nella roccia che sbuca in uno spazio tra i monti con alcune altre piccole grotte dove si trovano una sorgente e vari altari. Lungo il percorso si incontrano anche alcune fontanelle (ma l'acqua non è molto fresca) e alcune zone di sosta attrezzata per il pic-nic.
sentiero del daibutsu
ingresso dello zeniarai benten
Il sentiero sbuca sulla strada asfaltata a poca distanza dal Kotoku In, il tempio che ospita il Daibutsu, ovvero una mastodontica statua di Buddha alta più di 10 metri che rappresenta il simbolo della città e la meta di pellegrinaggio (turistico e non) più importante della provincia.

zeniarai benten
zeniarai benten
zeniarai benten









Uscendo dal Kotoku In e proseguendo lungo la strada asfaltata si superano le rotaie in corrispondenza della stazione di Hase, per poi attraversare un tranquillo quartiere residenziale e sbucare sulla spiaggia cittadina. La Yuiga Hama è una lunga e bella spiaggia che si affaccia sulla baia su cui sorge la città, e per i canoni giapponesi è piuttosto frequentata (il che significa che per i nostri standard è semivuota), sulla quale si affacciano diversi ristoranti e locali notturni.
daibutsu
kotoku in
Dopo una bella passeggiata sulla spiaggia (della quale un italiano potrebbe sentire la mancanza in Giappone), in corrispondenza della foce del fiume, circa a metà del litorale, si può imboccare lo Wakayama Oji, un viale che taglia tutto il centro cittadino, passando accanto al centro storico e alla stazione di Enoden Kamakura, e arriva fino all'ingresso dello Tsurugaoka Hachiman Gu.

kamakura
yuga hama
yuga hama

Il santuario più importante della città è ad ingresso gratuito e sorge in mezzo ad un parco, in cima ad una collinetta dalla quale si può godere di un bel panorama su tutto il complesso e verso il mare. La struttura principale si trova in cima alla grande scalinata, ma anche in basso vi sono vari padiglioni e un lago con i classici ponticelli rossi.
wakayama oji
tsurugaoka hachiman gu
Proseguendo lungo la strada per ritornare a Kita Kamakura si incontra prima il tampio Enno Ji, seguito poco dopo dal più importante Kencho Ji, il tempio zen più antico di tutto il Giappone, che è una delle maggiori attrazioni cittadine.
Il Kencho Ji è equidistante dalle due stazioni dei treni, ma conviene comunque ritornare verso quella di Enoden Kamakura e verso il centro cittadino per fare una passeggiata in Komachi Dori, la strada pedonale dello shopping e dei ristorantini, che è molto pittoresca.

vista dalla cima della scalinata
tsurugaoka hachiman gu
tsurugaoka hachiman gu

La visita di Kamakura si può completare comodamente in una giornata, soprattutto perché per la quasi totalità riguarda la visita dei numerosissimi templi (oltre a quelli citati ce ne sono decine di altri, alcuni anche importanti e interessanti come lo Hase Dera, l'Anyio In, dove riposa Akira Kurosawa, il Meigetsu In, il Sasuke Inari Jinja, che si trova lungo il sentiero del Daibutsu, e vari altri) e alla lunga si comincia ad essere saturi di templi e santuari (ed inoltre molti sono a pagamento); tuttavia la città è molto piacevole e una sosta di più giorni non è da sottovalutare, anche per visitare i templi con più calma, se siete appassionati e curiosi, e per godersi il mare.
kencho ji
kencho ji
Comunque anche limitandosi alle sole attività imperdibili (cioè, secondo me, la percorrenza del sentiero del Daibutsu, con la visita dello Zeniarai Benten che tanto è gratis, e la vista del Kotoku In, sarebbe stupido venire a Kamakura e non vedere il grande Buddha,  dello Tsurugaoka Hachiman Gu e del Kencho Ji...anche dell'Engaku Ji volendo, ma secondo me è meno interessante degli altri, però è il primo che si visita) la giornata risulta più che soddisfacente.

enno ji
kencho ji
kencho ji

Alcune curiosità riscontrate in Giappone:
  1. la cerimonia del resto e dello scontrino: i commessi dei negozi consegnano il resto tenendolo con entrambe le mani allungando entrambe le braccia in avanti e tenendo la testa leggermente chinata in avanti, un gesto cerimoniosissimo;
  2. i controllori dei treni effettuano un piccolo inchino, rivolto a nessuno in particolrare, ogni volta che entrano e ogni volta che escono da un vagone;
  3. quando esci da un ristorante spesso la cameriera ti segue fino fuori il locale e si profonde in vari inchini alla tua schiena che si allontana;
  4. komachi dori
  5. gli stuzzicadenti sono monopunta;
  6. le biciclette sembra sottostiano alle normali regole dei pedoni, non a quelle di chi cammina sulla strada...infatti camminano sui marciapiedi;
  7. ci sono molti minimarket di varie catene (come per esempio la "7eleven") dove si trova davvero di tutto (anche i cerotti per le vesciche) e a prezzi bassi che infatti vengono chiamati comunemente "convenient store"; vi si trovano anche i bento (i pasti pronti che si vedono anche nei cartoni animati, quelle scatole di legno con tanti piccoli scomparti in ognuno dei quali c'è qualcosa di diverso da mangiare, li si può ordinare anche in qualsiasi ristorante tradizionale, solo che le confezioni dei convenient store sono di plastica) che sono buoni e molto economici;
    komachi dori
  8. le bibite conviene prenderle invece a una delle numerosissime macchinette automatiche sparse per strada, costano come nei convenient store ma sono più fresche;
  9. la Fanta aranciata è rarissima, in compenso sono comunissime quella al gusto di uva e di melone (che ovviamente sanno di gomma da masticare).





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