mercoledì 6 febbraio 2013

Indocina parte 4: Siem Reap

30 dicembre 2012 - 2 gennaio 2013
Come detto, le città della Cambogia non hanno una stazione degli autobus, ma vari piccoli terminal appartenenti alle varie compagnie di trasporti; quindi per avere informazioni sugli orari e acquistare un biglietto bisognerebbe andare a cercare questi terminal, ma fortunatamente quasi tutti gli hotel e le guesthouse sono convenzionati e si possono effettuare tutte le operazioni direttamente alla reception. 
pub street
ponti pedonali in notturna
In molti casi si viene prelevati direttamente in hotel da un pulmino che vi porta alla partenza del bus, cosa comoda ma che normalmente causa dei tremendi ritardi alle partenze.
Quindi poiché il terminal da me scelto era abbastanza vicino alla guesthouse dove alloggiavo e il biglietto l'avevo comprato per conto mio e sempre per conto mio mi ero recato alla partenza, sono dovuto rimanere un'ora buona nel bus fermo al lato della strada per aspettare i ritardatari.
La strada che porta da Phnom Penh a Siem Reap regala delle vedute decisamente accattivanti sulla campagna cambogiana ricca di acqua e sulle pittoresche abitazioni in legno e frasche, spesso rialzate dal livello del terreno come palafitte (probabilmente durante la stagione delle piogge il livello dell'acqua sale parecchio), poste ai lati della via e al limitare del bosco. 
pub street a capodanno 
fiume siem reap a nord del centro
Purtroppo il ritardo accumulato in partenza, unito al fatto che nella prima parte dei 300 km che separano le due città, fino circa alla città di Kampong Thom, la strada era in rifacimento e il lavori la rendevano paragonabile ad una pista sterrata, cosa che ha allungato la durata del viaggio a 6 ore abbondanti, ha fatto si che all'arrivo (che tra l'altro era in uno spiazzo sperso in mezzo ai campi, per fortuna frequentato da vari conducenti di tuk-tuk ai quali sono potuto ricorrere per arrivare in centro) fosse già buio, tardi quindi per godere del tramonto in uno dei vari luoghi presenti nei dintorni della città particolarmente pittoreschi al calar del sole.

psar chaa
psar chaa
psar chaa

Siem Reap è la seconda città della Cambogia per importanza, e quella con il maggiore tasso di sviluppo e la maggiore affluenza turistica,  ma in effetti non è nient'altro che il centro servizi associato alla più importante attrazione turistica di tutta l'Indocina: le rovine di Angkor (che meritano senz'altro un post dedicato).
fiume siem reap in centro città
La città in sé non vanta grandi attrazioni, poiché, a parte un piccolo villaggio risalente al XVI secolo, è nata con la riscoperta delle rovine da parte dei francesi all'inizio del XX secolo; ciò nonostante grazie alla sua posizione tra la giungla nella quale si trovano le rovine a nord e il lago alluvionale Tonle Sap a sud, e grazie anche al grande numero e alla buona qualità dei servizi e delle strutture turistiche, è una meta molto piacevole a prescindere dalla presenza di Angkor.
centro storico
Il centro cittadino è in stile coloniale ed è tagliato a metà dal fiume che dà il nome alla città. Sulla sponda orientale, lungo Ph Wat Bo (la parallela al lungofiume) e soprattutto nella traversa più vicina all'incrocio con la National Highway 6 (che non è un'autostrada, ma una statale), c'è una grande concentrazione di guesthouse, tutte molto carine, pulite e ben attrezzate, nonché molto economiche (io ho scelto la Home Sweet Home e non ho nulla di cui lamentarmi); lungo la strada vi sono inoltre vari ristoranti e negozi, un piccolo supermaket e vari esercizi dove affittare biciclette (per gli scooter, così come per i biglietti degli autobus, conviene chiedere alla reception della guesthouse).

royal gardens e gran hotel d'angkor
museo nazionale d'angkor
centro storico

Nella parte situata a ovest del fiume invece ci sono il centro storico e tutte le maggiori attrazioni turistiche cittadine, a partire dal Psar Chaa, il vecchio mercato, dove fare acquisti di vestiti, souvenir e spezie e dove pranzare spendendo pochissimo in uno dei banchi di gastronomia (vi è anche un mercato più nuovo e più grande, lo Psar Leu, situato lungo la NH6, un paio di km a est del ponte sul fiume, dove probabilmente gli acquisti sono più convenienti, ma è un po' fuori mano e meno scenografico dello Psar Chaa). 
royal gardens e residenza del re
wat in centro città
Dietro il mercato inizia un reticolo di stradine piene di ristoranti dall'aspetto più raffinato rispetto a quelli sull'altra sponda del fiume (è più cari, ma non molto) e di locali notturni, tanto che la più centrale di queste strade è stata ormai ribattezzata "Pub Street". Questa zona di sera è sempre strapiena di gente, turisti e non solo, e la notte di capodanno letteralmente scoppiava di persone per strada ad attendere la mezzanotte.
Di fronte al mercato vecchio, sull'altra sponda, raggiungibile con due scenografici ponti pedonali, c'è anche un mercato notturno e l'Hip Hop Club, il locale notturno più famoso della città.
scalinata per il phnom krom
Sempre dal mercato, seguendo il bel lungofiume verso nord, si incontrano un tempio (l'unico situato in pieno centro), vari hotel di buon livello, e i Royal Gardens, dei piacevoli giardini situati tra la residenza reale (incredibilmente modesta) e lo storico Gran Hotel d'Angkor (il primo hotel di livello sorto in città dopo la scoperta delle rovine).
Proseguendo verso nord lungo la strada che porta all'Angkor Wat, si incontra anche il Museo Nazionale d'Angkor, nel quale sono conservati molti reperti ritrovati durante gli scavi nell'area archeologica.

case sul fiume...
...lungo la strada...
...per chong kneas

Avere a propria disposizione un mezzo di locomozione, qui anche più che altrove, è particolarmente comodo perché i veri punti di forza di Siem Reap non si trovano in centro, bensì sparsi nel giro di alcuni chilometri (tuttavia se non siete discretamente allenati come il sottoscritto vi sconsiglio la bici poiché nell'arco di un'intera giornata sono arrivato a percorrere anche 50 km; meglio lo scooter).
phnom krom
panorama dalla collina del phnom krom
Potete anche ricorrere ai tuk-tuk per coprire i circa 10 km che separano la città dall'insediamento di Chong Kneas, sulle sponde del Tonle Sap, ma vi perdereste l'assolutamente pittoresco spettacolo costituito dai piccoli villaggi di case di legno e frasche lungo la riva del fiume, godibile in particolar modo dai piccoli ponti che lo attraversano.
Lungo la strada che porta al lago vi sono anche alcuni templi minori dei quali (se effettuate l'escursione il giorno dopo aver visitato Angkor e aver quindi fatto indigestione di templi) potete tranquillamente tralasciare la visita; prima di inoltrarvi dentro a Chong Kneas però è consigliabile salire lungo la scalinata di pietra che si arrampica sulla collina e andare a visitare il Phnom Krom.
phnom krom
phnom krom
La zona nuova di questo tempio, quella aperta al culto, non è diversa da quella della maggior parte dei templi buddisti dell'Indocina, mentre i resti archeologici, seppure notevoli, non raggiungono il livello dei più importanti templi di Angkor (di cui in effetti il Phnom Krom fa parte), ma la sua posizione sulla cima di una collina è veramente unica. Dal tempio e dai suoi dintorni si può godere infatti di un ampissimo panorama sulla verde pianura cambogiana e sulla pianura alluvionale del Tonle Sap, cosa che tra l'altro lo rende uno dei punti preferiti dai turisti per osservare il tramonto (c'è da dire che l'ingresso è compreso nel biglietto per la zona archeologica di Angkor, circa 20 km più a nord, e che, se avete un biglietto valido solo per un giorno, quello precedente, come il sottoscritto, non vi sarebbe possibile entrare, ma è bastato allungare un paio di dollari al guardiano e il problema si è risolto).

tonle sap
panorama dalla collina del phnom krom
phnom krom

Chong Kneas è un villaggio situato sulle sponde del lago Tonle Sap, ed è il punto di arrivo (e anche quello di partenza) dei battelli provenienti da Phnom Penh e da Battambang. La maggior parte dell'abitato, costituito interamente da palafitte (deve essere sicuramente molto più suggestivo alla fine della stagione delle piogge, quando il livello del lago è molto più elevato; a gennaio invece, che è il periodo in cui il livello è al minimo, queste palafitte sono tutte in secca), molte delle quali ospitano piccoli esercizi commerciali, si dispone ai lati della strada principale. 
palafitte a chong kneas
villaggio di chong kneas e collina
Superando l'abitato si arriva al terminal dei battelli (dovrebbe essere parecchio interessante effettuare il viaggio fino a, o da, Phnom Penh o Battambang, peccato che che vi sia solo una partenza al giorno e alle sei di mattina) dove si può noleggiare un'imbarcazione per una minicrociera sul lago (nonostante siano gestite da una cooperativa, le imbarcazioni che effettuano le crociere sono private, quindi io che ero da solo avrei dovuto affittare una barca da decine di posti solo per me; va da sé che ho dovuto rinunciare...non sono molto furbi).
palafitte a chong kneas
Andando ancora avanti, la strada diventa molto dissestata e attraversa prima una specie di mercato per poi arrivare al villaggio galleggiante di Chong Kneas, costituito da abitazioni costruite su barconi, che regala degli scorci piuttosto interessanti (in gennaio però l'insieme era abbastanza sporco e fatiscente; anche in questo caso probabilmente il posto è molto più bello nel periodo di massimo livello dell'acqua).

strada a chong kneas
battelli per il tonle sap
villaggio galleggiante di chong kneas

In conclusione, Siem Reap è la tappa obbligata che chiunque si reca in Cambogia è tenuto a fare, e una permanenza minima di tre giorni è necessaria per poter effettuare una veloce visita delle attrazioni più importanti. Essendo però la base di partenza ideale sia per escursioni sia a gruppi di templi  situati fuori dal classico parco archeologico di Angkor (che da solo può richiedere anche parecchi giorni per essere visitato attentamente), sia per l'esplorazione del bacino del Tonle Sap, delle sue meraviglie naturali  e dei villaggi su palafitte e/o galleggianti che vi si affacciano, come Kompong Phluk e Kompong Khleang (che sono però difficili da raggiungere con mezzi propri, conviene affidarsi a un agenzia o comunque farcisi portare da qualcuno), la città può essere la base per una permanenza anche molto più lunga.

villaggio galleggiante di chong kneas
villaggio galleggiante di chong kneas
villaggio galleggiante di chong kneas

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