mercoledì 5 dicembre 2012

The Road to Nordkapp parte 4: Inari

14-15 agosto 2008
Una sveglia alle sette quando si è in vacanza non è mai gradita, ma purtroppo necessaria per affrontare un lungo trasferimento in macchina di oltre 900 km che dalla regione dei laghi ci avrebbe portato fino alla parte più settentrionale della Lapponia. 

strada verso nord
le prima renne
strada verso nord









circolo polare artico
Quindi lasciata Kuopio, e con lei gli ultimi tratti di autostrada, abbiamo assistito ad un lento quanto inevitabile cambiamento del paesaggio. Innanzi tutto la diminuzione drastica del numero di laghi incontrati, fino ad arrivare alla quasi sparizione di questi una volta superata la città di Kaijani e il grande lago Oulujarvi; il cambiamento del terreno da piatto a ondulato, cosa estremamente gradevole in quanto l'assenza della terza dimensione dopo un po' comincia a farsi sentire; l'apparizione degli abeti a soppiantare le fino ad allora onnipresenti betulle, e con loro i primi incontri sulla strada con dei simpatici animali cornuti conosciuti col nome di renne; e poi un cielo che mano a mano che la latitudine sale tende a sembrare sempre più "basso", dandoti la sensazione di poter quasi toccare i batuffoli nuvolosi che lo riempiono.

braccio del lago inari
tra ivalo e inari
La strada è tanta, le cittadine incontrate molto poche, fino ad arrivare a Rovaniemi, cui si accede passando per un grosso ponte su un largo fiume, e al cartello che indica il passaggio per il circolo polare artico, con tanto di area di servizio, negozi e, nelle vicinanze, il parco tematico dedicato a Babbo Natale; ma non c'è il tempo di fermarci, tanto qui si dovrà ripassare nel viaggio di ritorno al sud. 
Quindi si va avanti ancora verso nord; contrariamente alla parte confinante con la Svezia però, leggermente più abitata, la strada che porta ad Ivalo è molto più selvaggia, le alture cominciano a sfiorare i 500 metri e le stazioni sciistiche non sono rare, le renne cominciano ad essere molto comuni ed ad osservarti dal centro della strada incuranti del fatto che la tua vettura dovrebbe passare, e gli agglomerati di case sono piccoli e lontanissimi tra loro. 
crepuscolo quasi a mezzanotte
lago vicino al campeggio
Uno di questi ultimi, Sodankyla, forse il più grande della zona, ha ospitato l'ultimo pit-stop, al fine di fare la spesa: una chiesa, tanti esercizi commerciali e supermercati vari, case basse moderne squadrate e abbastanza distanziate; in generale abbastanza piacevole per una sosta visto l'ottimo modo in cui è tenuta la cittadina e vista la parvenza di vita che emana al viaggiatore che arriva da alcuni centinaia di chilometri di boschi, ma assolutamente insignificante dal punto di vista turistico. Poi altri 150 km di nulla fino a destinazione. 
visite al mokki al campeggio
il campeggio
Alcuni numeri forse rendono l'idea di dove eravamo arrivati: la municipalità di Inari ha una superficie paragonabile a quella della Campania, ma una popolazione totale che supera di poco i 7000 abitanti. Due sono i centri principali, distanti una quarantina di chilometri tra loro ed entrambi adagiati sulle sponde del grande lago Inari (da entrambi però è impossibile osservare il lago nella sua interezza poiché si trovano in corrispondenza di due bracci), il terzo del paese per ordine di grandezza (circe tre volte il lago di Garda). Il primo di questi due in ordine di apparizione, Ivalo, conta circa 4000 abitanti ed è il centro principale dell'intera Finlandia del nord. 


sala del SIIDA
strada tra ivalo e inari 
sala del SIIDA

La cittadina è abbastanza piacevole ma si segnala solo per una curiosa chiesa dalla facciata di metallo, dal fatto che da qui parte la strada per Murmansk, e, cosa tutt'altro che trascurabile, che qui ci sono gli ultimi grandi supermercati dove fare spesa, l'ultimo negozio di alcolici (in Finlandia la distribuzione di alcolici è molto regolamentata, si possono acquistare solo in una catena di negozi dal nome Alco, molto probabilmente monopolio di stato, e costano parecchio), e gli ultimi distributori di carburante prima dello sconfinamento in Norvegia (in realtà ce ne sono altri due, ma a prezzi notevolmente superiori, quindi il consiglio è di fare il pieno ad Ivalo).
Importante è anche che una trentina di km prima di Ivalo c'è l'insediamento di Saariselka, una delle stazioni di sport invernali più importanti dell'intero stato, grazie anche alla vicinanza di una collina che raggiunge i 700 metri di altezza. 

saamelaismuseo
saamelaismuseo
saamelaismuseo







La maggior parte delle attrazioni sono però situate nel secondo centro principale della municipalità, quello che da il nome a tutto. Inari è infatti un villaggio di circa 1000 abitanti, moderno ma caratteristico (strano ma vero), ed è il paradiso dei pescatori (il porticciolo è pieno di barche e motoscafi vari di privati che accorrono qui per pescare e di battelli che offrono giornate di pesca in mezzo al lago a chi non ha un'imbarcazione propria) e dei cacciatori di tutta Europa, grazie al pescosissimo enorme lago ed alle sconfinate distese boscose e montagnose (monti di poche centinaia di metri, ma data la latitudine l'aspetto e la vegetazione sono quelli di alta montagna).
saamelaismuseo
saamelaismuseo
La strada che unisce i due paesi è davvero stupenda e caratterizzata da una moltitudine di curve e scorci incantevoli, laghetti di montagna e punti panoramici (peccato il tempo orribile), abeti a coprire tutto e una quantità impressionante di renne. Proprio a metà tra le due cittadine abbiamo trovato alloggio (visto che i due campeggi di Inari erano completi) in un complesso in mezzo al bosco in posizione magnifica su un braccio interno del grande lago, anche qui un mokki (un bungalow se preferite), economico e pulito ma con bagni e docce esterni, ma sempre in riva al lago e con un panorama magnifico reso ancora più magico dal fatto che alle undici e mezza di notte c'era ancora la luce del crepuscolo.

nel bosco
nel bosco
nel bosco







La maggiore attrazione puramente turistica della zona è il SIIDA, ovvero un centro di cultura e tradizione del popolo Sami. Il complesso ospita, oltre ad un ristorante, un bar ed un negozio di souvenir, delle sale tematiche con delle esposizioni permanenti che illustrano come le popolazioni locali si siano adattate al clima rigido di queste latitudini, grazie a manufatti e comportamenti particolari, e l'evoluzione della società Sami nei secoli. Lo spazio è anche un luogo di incontri culturali e ospita anche mostre temporanee di ogni tipo ed eventi speciali come concerti e festival.
saamelaismuseo
sentiero nel bosco
Parte del tutto è anche il Saamelaismuseo, un museo all'aperto dove un percorso in mezzo al bosco permette di visitare le ricostruzioni delle tipiche abitazioni lapponi, una per ogni periodo storico a partire dall'età della pietra o giù di lì (questa è stata une delle prime zone abitate dall'uomo), e vari sistemi per catturare gli animali selvatici o convogliare l'acqua di un ruscello.
Non lontano dal SIIDA, ma comunque esterno al complesso, quindi senza biglietto d'entrata, parte un sentiero segnato di circa 6 km, che passando attraverso i boschi, scavalcando alcuni rilievi montuosi e costeggiando alcuni stagni minori, porta ad un'antica chiesetta in riva al grande lago; una passeggiata consigliatissima a chi abbia voglia di immergersi nella natura e nel silenzio assoluto della regione; unica controindicazione: si viene assaliti dalle zanzare che qui, contrariamente a quanto si possa pensare, non solo sono presenti ma anche piuttosto aggressive (la loro puntura però è meno fastidiosa di quelle delle nostrane e soprattutto di quella delle tigri).
Da segnalare che non lontano vi sono i parchi nazionali di Lemmenjoki e di Urho Kekkonen (per metà in territorio norvegese) che sono le due aree protette più grandi d'Europa, che meriterebbero una visita zaino in spalla di qualche giorno. 

sentiero nel bosco
canalizzazione del ruscello
Anche in questo caso purtroppo il poco tempo a disposizione ci ha impedito di investigare ulteriormente circa le meraviglie del luogo; bisognava ripartire verso il vicino confine norvegese e dunque verso la meta (nonché la metà) principale del viaggio, ovvero Capo Nord. Inari comunque, a conti fatti, è stato forse il posto più bello e più magico dell'intero viaggio e più di tutti gli altri ci ha lasciato la voglia di ritornare per un'esplorazione più approfondita, anche in inverno, quando, nonostante le temperature polari (a gennaio la media è -15, con punte di -30) e le poche ore di luce solare a disposizione, la magia del luogo sommerso di neve e la presenza di un aeroporto ad Ivalo attirano un buon numero di cacciatori, naturalisti e sportivi vari, desiderosi di battere i boschi o provare i percorsi da fondo con tratti che attraversano anche il grande lago ghiacciato.

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