martedì 2 ottobre 2012

Transmongolica parte 1: Mosca

18 luglio e 9 agosto 2012
san basilio
museo storico di stato
La Transiberiana esercita un grande fascino su un gran numero di persone; rimane tuttavia per molti un sogno irrealizzabile, a meno di avere abbastanza tempo per percorrerla tutta e un buon budget per i biglietti delle varie tratte (che presi singolarmente sono relativamente economici, ma il numero di tratte da effettuare è piuttosto alto) e per l'aereo di ritorno da Vladivostok; inoltre passare parecchie giornate intere sopra un treno alla lunga può risultare oltremodo noioso.
teatro bolshoy
Abbinando invece a qualche tragitto in treno l'esplorazione di una o più regioni e di alcune città, il viaggio che ne deriva può risultare assolutamente piacevole ed interessante. Così è balenata l'idea nella mia mente di accoppiare la visita al lago Baijkal e l'esplorazione della Mongolia, regioni non lontane tra loro e comodamente unite da due spezzoni delle ferrovie Transiberiana e Transmongolica; e la base di partenza ideale è risultata essere il capoluogo della Siberia: Irkutsk. Da Roma è tuttavia impossibile raggiungere direttamente Irkutsk in aereo senza uno scalo a Mosca, e dato che gli scali del viaggio di andata e di quello di ritorno sono stati rispettivamente di 8 e 11 ore, ho avuto il tempo di fare un giro veloce, ma soddisfacente, nella capitale russa.

mausoleo di lenin
piazza rossa
cattedrale di kazan










Il volo Aeroflot Roma-Mosca (e viceversa) impiega circa tre ore e mezza ed atterra nel principale aeroporto moscovita (ve ne sono altri tre), ovvero quello di Sheremetyevo, dove un comodo, moderno, e neanche troppo esoso treno in tre quarti d'ora scarsi vi deposita nella centrale stazione Belorusskaya.
La metropolitana di Mosca, oltre a portarvi in qualsiasi luogo della città, vista l'immensa rete di linee, merita essa stessa un'attenta visita poiché alcune stazioni sono delle vere opere d'arte, ricche di marmi, lampadari e sculture (le stazioni che ho trovato più belle sono state la Mayakovskaya, la Kievskaya e la Komsomolskaya).
stazione komsomolskaya
stazione mayakovskaya
Emergendo in superficie nella stazione Teatralnaya, ci si ritrova in una bella piazza dominata dalle facciate di tre teatri, dei quali quello al centro è il famoso Bolshoy; per attraversare il largo viale che costituisce il primo anello (Mosca è caratterizzata da vari anelli stradali, tutti molto larghi) e dirigersi verso la Piazza Rossa però bisogna fare un giro del cavolo (o provare a trovare la strada nella stazione della metro). Tuttavia sbucare in Revoljucii Ploschad (piazza della Rivoluzione), trovandosi davanti l'angolo settentrionale delle mura del Cremlino, a destra i vasti giardini di Alessandro, e a sinistra i portali d'ingresso della Piazza Rossa, provoca una certa emozione, che diventa immensamente più intensa nel varcare tali portali e sbucando in quella che è forse la più famosa (e certamente una delle più belle, grandi e impressionanti) piazza del mondo.
la moscova
veduta del cremlino dal ponte
Il colpo d'occhio che ci si ritrova davanti appena entrati nella vasta spianata è davvero incredibile: in fondo il famoso profilo della cattedrale di San Basilio, a destra le alte mura del Cremlino con il mausoleo di Lenin, a sinistra la piccola e bella cattedrale di Kazan seguita dalla grande mole dei GUM (i grandi magazzini del popolo), mentre alle spalle si ha il sontuoso palazzo che ospita il  museo storico di stato.
Percorrendo tutta la piazza e superando San Basilio, si arriva al fiume Moscova, dal cui ponte (si dice) si può godere della migliore veduta panoramica del Cremlino (e non solo).

la moscova
interno dei GUM
grandi magazzini del popolo










Alle spalle dei GUM, si entra nel quartiere di Kitaj Gorod, ovvero la città antica, che ora ha un aspetto piuttosto elegante, con tutti palazzi signorili e la presenza di vari ristoranti, ma non ospita però nessuna attrazione particolare. Tuttavia il colpo d'occhio che offre Ulica Varvarka, una stradina caratterizzata da un susseguirsi di piccole chiese (tutte di poco conto, e qualcuna anche fatiscente in realtà; ma è la successione di esse che è curiosa), è gradevole; come gradevole è passeggiare per le stradine fino a sbucare sul primo anello stradale in corrispondenza di una piazza nella quale campeggia la famigerata Lubjanka, ovvero la sede di quello che era il KGB.
piazza rossa al tramonto
la lubjanka
L'altro lato del Cremlino è invece caratterizzato dai bei giardini di Alessandro, circa a metà dei quali spicca la grande torre Kutafja, che funge da ingresso principale al famoso complesso (purtroppo durante il mio primo scalo era sera, mentre al ritorno era giovedì, giorno nel quale l'ingresso al Cremlino è interdetto ai turisti). Camminando lungo quel lato, oltre ai giardini, si incontrano vari palazzi monumentali come il Maneggio, l'Università, la Biblioteca Nazionale, il museo Pushkin, fino ad arrivare alla moderna Cattedrale Ortodossa del Cristo Redentore, la più grande della città, che sorge in riva al fiume ed è caratterizzata da interni ricchissimi e vari percorsi attraverso l'intero complesso, con scale che portano anche nelle cripte.
piazza della rivoluzione
fuori la stazione belorusskaya
Da entrambe le strade che costeggiano i lati della biblioteca nazionale, con una breve camminata si può arrivare all'imbocco della pedonale Ulica Arbat, la via più famosa di Mosca, piena di bancarelle, negozi, bar e ristoranti (un po' più cari che nel resto della città) alcuni dei quali molto curiosi, e frequentata a tutte le ora da una moltitudine di persone e di artisti di strada, rappresenta la meta ideale per una piacevole passeggiata.

maneggio
portali di ingresso alla piazza rossa
giardini di alessandro

Non avendo trascorso neanche una notte in città, non posso esprimermi su ostelli e affini, mentre per quello che riguarda il cibo, mi sono servito solo in locali dove le pietanze erano a portar via. Comunque, come detto, l'Arbat è piena di ristoranti (ma per un pasto veloce non è molto indicata); stesso discorso vale per Kitaj Gorod (poco oltre la cattedrale di Kazan però c'era un buco che serviva piadine ripiene e roba simile a portar via, parecchio interessante), dove la maggior parte dei locali si trova però a ridosso di Revoljucii Ploschad
torre kutafja
cattedrale del cristo redentore
Molto carino, e pieno sia di ristorantini che di bar e locali dove consumare un pasto poco impegnativo, è invece il quartiere che da Kitaj Gorod e dalla Lubjanka arriva fino al Bulvar (ovvero il secondo anello stradale). Vicino alla fermata della metro Cistye Prudy ci sono anche vari fast food, ed inoltre il Bulvar si allarga ospitando nel centro un piccolo parco cittadino nel quale spicca la presenza di un laghetto.

giardini di alessandro
biblioteca lenina
moscova

La grande capitale dello stato russo ha sicuramente molto altro da offrire e richiede molto più tempo per essere visitata che qualche ora durante uno scalo aereo, ma un piccolo giro per il centro come quello che ho effettuato io permette comunque di farsi un'idea dell'aspetto che ha la città e dello stile di vita (piuttosto altolocato)
ulica varvarka
dei suoi abitanti, ma soprattutto mette una gran voglia di ritornarci per scoprire tutte le meraviglie che nasconde. 
Una curiosità: i treni che percorrono la ferrovia Transiberiana partono dalla stazione Yaroslavskiy, situata in Komsomolskaya Ploshchad (la grande piazza che ospita le facciate anche di altre due stazioni: la Leningradskiy e la Kazanskiy); e per arrivare fino ad Irkutsk ci vogliono circa 78 ore (ma io sono andato in aereo). 

laghetto a cistye prudy
tavola calda sull'arbat
ulica arbat


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