domenica 2 settembre 2012

LatinoAmerica parte 10: Santiago

16 - 19 agosto 2011 
23 ore di bus sono decisamente molte (da San Pedro de Atacama a Santiago sono oltre 1600km), e il paesaggio da solo (che in generale è abbastanza aspro e fascinoso, con dei suggestivi scorci sull'oceano) non è sufficiente a farle passare. 
il primo scorcio di oceano pacifico
dalle parti di la serena
Comunque la prima metà è stata in notturna e i sedili reclinabili e spaziosi del bus della Tur-Bus hanno contribuito ad un buon sonno, che però mi ha fatto perdere tutta la costa pacifica della zona di Antofagasta, rimandando l'appuntamento con la mia prima vista dell'Oceano Pacifico aperto a qualche ora più tardi, poco a nord di La Serena, dove c'è stata una prima sosta, abbastanza lunga da permettermi di passeggiare un po' per la periferia della città e avere la sensazione che si trattasse di un bel posto, ma non per poter arrivare fino in centro e averne la conferma. 
Durante la seconda sosta, a Los Vilos sono riuscito anche ad avvicinarmici, all'oceano, e a pranzare; ma poco dopo la strada piega verso l'interno, e purtroppo il tempo è cominciato a farsi brutto, nascondendo quasi interamente le vette innevate e i fianchi boscosi delle montagne che circondano la capitale.

barrio bellavista e cerro san cristobal
dal cerro santa lucia
la chascona
barrio bellavista e cerro san cristobal










L'arrivo a Santiago è in serata, il tempo è bruttino ma non piove; l'ostello (della catena HiHostel) in compenso è perfetto: grande, moderno e comodo da raggiungere, con delle camerate pulite e ben tenute, belle zone comuni e servizi di buona qualità (e con il solito gruppone di adolescenti quasi tutte femmine, stavolta tedesche, oltre che un buon numero di brasiliani caciaroni). 
statua della madonna
la merced
La zona dell'ostello, quella di Plaza Brasil, è molto piacevole; è prevalentemente di stampo residenziale e non ospita attrazioni di rilievo, ma è comunque una zona molto centrale e vi sono molti localetti, soprattutto intorno alla piazza che dà il nome al quartiere (molto carina, con dei giardini al centro), dove mangiare a prezzi bassi e dove bere qualcosa. Sul lato sud della piazza c'è anche una specie di centro sociale dove stavano facendo un concerto ed era pieno di giovani che stazionavano anche sulle panchine davanti all'ingresso; purtroppo a mezzanotte l'ostello chiudeva.

il centro dal cerro san cristobal
parque metropolitano
la chascona

Santiago del Cile è una città molto grande, ma molto piacevole, moderna, ben tenuta, vivibilissima (si dice che sia la città con la migliore qualità della vita di tutto il Sudamerica, e non faccio fatica a crederlo), e facile da girare nonostante le dimensioni grazie a 5 linee di metropolitana; ma in effetti da vedere per un turista non è che ci sia moltissimo. 
verso la chascona
quartiere di plaza brasil dall'ostello
Imperdibili sono: La Chascona, la pittoresca casa di Pablo Neruda, consistente in un piccolo complesso di edifici con un bel giardino, situata a ridosso delle alture che sovrastano il quartiere Bellavista, ora trasformata in un museo che, oltre a mostrare gli interni originali, conserva anche molti reperti inerenti la vita e il lavoro del poeta (tra cui l'attestato e la medaglia del premio Nobel) ed è la  sede della fondazione che porta il nome del poeta; e il Cerro San Cristobal, un'alta e ampia collina la cui cima si raggiunge in funicolare (la cui stazione inferiore è situata proprio nei pressi della Chascona) e che ospita il grande Parque Metropolitano, un vero  e proprio bosco, e dalla cui zona dei belvedere, nella quale c'è anche un statua della vergine Maria alta più di 20 metri, si può godere di un ampissimo panorama sulla metropoli; mentre la zona più bassa della collina ospita lo zoo cittadino.
zona pedonale
mercado central
Il grande viale dedicato al Libertador General Bernardo O'Higgins (un'altro dei Libertdores, padre della patria per i cileni) taglia in due tutto il centro ed è il fulcro della vita cittadina poiché su di esso, o nelle sue vicinanze,  si affacciano i palazzi governativi, come il palazzo presidenziale de La Moneda (teatro del famigerato golpe del 1973) e vari ministeri, molti grattacieli (che danno alla città un aspetto da tipica metropoli occidentale), e le sedi delle due importanti università cittadine (davanti alle quali c'era molto movimento in quanto si era nel pieno di un periodo di protesta sfociato anche in disordini e cariche della polizia).
catedral metropolitana
la chascona
Dopo la Moneda, le vie a nord del vialone formano una zona pedonale piena di gente e di attività commerciali, in particolare le due via perpendicolari tra loro Paseo Ahumada e Paseo Huerfanos, che attraversa la vecchia zona finanziaria, con il vecchio palazzo della Borsa, per arrivare  alla Plaza de Armas, la bella piazza principale della città, sulla quale si affaccia anche la Cattedrale Metropolitanae proseguire fino al fiume Mapocho, sul quale c'è un bel lungofiume fatto di giardini (chiamato non a caso Parque Forestal, dove sorgono anche un paio di musei).
sulla strada per l'aeroporto
In questa zona ci sono anche il Mercado Central, dove all'ora di pranzo si può mangiare nei bei ristoranti al suo interno (molti specializzati in pesce) o in uno dei localetti adiacenti, più spartani ma molto economici, e la vecchia Estacion Mapocho, che ora ospita un centro culturale.
Da segnalare infine, sempre nella zona del centro, le chiese coloniali di Santo Domingo, San Francisco e della Merced.

parque o'higgins
giardino tibetano
campo di marte e palasport
vaduta dal cerro san cristobal
veduta dal cerro san cristobal
barrio bellavista

Un altro posto molto gradevole è il Cerro Santa Lucia, una collinetta dalla cima rocciosa che ospita dei bei giardini  e delle costruzioni in stile classico, e dalla cui cima si gode di un bel panorama sui quartieri centrali.
barrio bellavista
barrio bellavista
A sud del vialone invece si trova il parque O'Higgins, un vasto spazio verde che ospita anche il palazzetto dello sport e il Campo di Marte, ma pure un laghetto e un bel giardino in stile tibetano.
Il posto più piacevole di Santiago è però sicuramente il quartiere Bellavista, situato ai piedi del Cerro San Cristobal, che, Chascona a parte, offre molti scorci di caratteristiche casette colorate, ma soprattutto è il ritrovo serale della movida cittadina grazie alla massiccia presenza di ristoranti di ogni fascia di prezzo e locali vari inseriti in cortili, patii e piazzette, oltre che lungo la calle Pio Nono e le stradine adiacenti. 
providecia dal cerro san cristobal
las condes dal cerro san cristobal
Altri quartieri importanti per quello che riguarda le attività commerciali, lo shopping e la vita notturna sono il quartiere Providencia, che inizia subito dopo il Parque Forestal, dove c'è Plaza Italia (con belle fontane, è il luogo dove si assembrano gli abitanti per le celebrazioni delle feste), e il quartiere Las Condes, situato all'estremità nord-orientale della città, dall'aspetto più moderno, con grattacieli, grandi parchi e centri commerciali, e che ospita anche il nuovo distretto finanziario.

plaza de armas
manifestazioni davanti alla
universidad de chile
palacio de la moneda











cerro santa lucia
ingresso del cerro santa lucia
cerro santa lucia

In pieno inverno, come è ad agosto, il tempo non è molto bello, anzi, se i primi due giorni è stato bruttino, il terzo è stato pessimo, con pioggia battente e la temperatura intorno ai 9-10 gradi (Santiago si trova a soli 500 metri di quota, quindi pur essendo circondata da alte montagne la temperature non scende mai troppo ed è difficile che la neve arrivi fino in città); per cui ne ho approfittato per una gita giornaliera a Valparaiso
providencia dal cerro santa lucia
estacion mapocho
Le alture sopra la città vengono costantemente ricoperte di neve e può facilmente succedere, come in effetti è capitato al sottoscritto, che il passo andino che permette di raggiungere la città argentina di Mendoza rimanga chiuso al traffico (per ovviare al problema, visto che non si poteva prevedere per quanto il passo sarebbe rimasto chiuso, ho anche provato ad andare all'aeroporto, facilmente raggiungibile con i bus che partono dai terminal Alameda e San Borja, situati nella zona ovest del centro e vicini tra loro, ma i voli per Mendoza erano molto costosi, molto meno invece lo erano quelli per Buenos Aires) e ci si ritrovi così a vagare senza meta per la città senza sapere bene cosa fare poiché in un paio di giorni (prendendosela comoda) si possono facilmente visitare tutti i luoghi interessanti. 
cerro santa lucia
cattedrale metropolitana
Ho dunque passato un giorno in più nella capitale cilena, visitando il parco Quinta Normal, segnalabile solo per un museo ferroviario all'aperto, e vagando per la zona pedonale e commerciale in mezzo ad un mare di gente e di manifestazioni organizzate dagli studenti in rivolta (in particolare davanti alla Universidad de Chile c'era un presidio permanente con un palco con gruppi che suonavano e molti studenti che ballavano, e per la città era pieno di gruppi di persone che avanzavano sbattendo delle padelle di metallo per manifestare; ci sono stati anche degli scontri con la polizia davanti alla Moneda) e da gruppi di lavoratori in sciopero.
palazzi lungo avenida o'higgins
museo ferroviario al parque quinta normal
Fortunatamente poi è uscito il sole e, dopo solo una giornata necessaria per ripulire le strade montane dalla neve, sono potuto partire alla volta di Mendoza (pare che il passo fosse chiuso da una settimana abbondante, e che tale situazione sia tutt'altro che infrequente durante l'inverno).

Post successivo: Valparaiso

concerto di lavoratori in sciopero
zona pedonale
avenida o'higgins
giardino tibetano
plaza italia
la merced

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