lunedì 16 luglio 2012

LatinoAmerica parte 9: il deserto di Atacama

13 - 15 agosto 2011
chiesa di san pedro
interno della chiesa
Il viaggio da Arica a San Pedro de Atacama, tutto in notturna, dura circa 11 ore e, sveglia all'alba per cambio di bus a Calama a parte, è stato piuttosto rilassante (gli automezzi della Tur-Bus sono ottimi e il prezzo, anche se è maggiore di quello degli autobus peruviani, non è elevato, e comunque minore di quelli argentini).
Calama non offre molto di interessante, a parte la miniera di rame di Chuquicamata, la più grande miniera all'aperto del mondo, e si può saltare senza troppi patemi d'animo.
la piazza
calle toconao
Arrivare a San Pedro de Atacama con oltre mezza giornata di anticipo si è rivelato molto comodo; visto che era ancora molto presto ho potuto documentarmi su internet (tutta la piazza centrale del villaggio è coperta dal wifi!!) circa un ostello comodo ed economico (i proprietari del quale mi hanno però dirottato sull'altro loro ostello, in cui c'era posto ed era anche più centrale, peccato fosse ancora in costruzione; ma è comunque risultata una sistemazione ottimale) e trovare una buona agenzia per organizzarmi ben tre escursioni alle principali attrazioni della zona (l'agenzia Colque in calle Caracoles è la stessa, consigliata dalla LP, dove mi ero rivolto a Uyuni e che per mancanza di posti mi aveva presentato ad un altra agenzia, e anche qui si sono rivelati molto seri e affidabili).
Il tempo era chiaramente ottimo, visto che nel deserto non piove quasi mai, e la temperatura perfetta, sopra i 20 gradi, si stava bene in maglietta anche di sera (solo la mattina presto faceva piuttosto fresco).

la piazza
la piazza
chiesa di san pedro
i vulcani juriques, licancabur
e sairecabur
strade del centro
piccolo bazar vicino la piazza

Il centro del villaggio è monumento nazionale e si gira in poche decine di minuti a piedi; è costituito da abitazioni ad un solo piano costruite con mattoni di terra che ospitano molte botteghe, ristorantini e ostelli, e da stradine sterrate sempre piene di turisti provenienti da ogni parte del mondo. 
laguna piedra
laguna cejar
Gli unici monumenti del centro degni di nota sono la chiesa costruita in adobe e il museo archeologico; tuttavia il posto è famoso come base di partenza per le esplorazioni dei numerosi siti archeologici (la Pukarà de Quitor, ovvero i resti di un'antica fortezza, e le rovine vecchie di 3000 anni del villaggio di Tulor, sono raggiungibili anche a piedi o in bici) e naturali che fanno della regione uno dei luoghi più curiosi e interessanti del mondo.

verso sud
ojos del salar
laguna cejar
fumarola al tatyo
geysers del tatyo
laguna tebinquiche


La prima escursione, fatta il pomeriggio stesso, mi ha portato in giro per il Salar de Atacama (che però non ha lo stesso aspetto impressionantemente bianco del suo dirimpettaio a Uyuni) e alle lagune in esso contenute: 
fumarole al tatyo
campo geotermico del tatyo
la Piedra e la Cejar, dal tasso salino molto elevato e in cui è possibile fare un bagno godendosi la sensazione di super-galleggiamento; gli Ojos del Salar, dei piccoli crateri pieni d'acqua dalla profondità sconosciuta; e la Tebinquiche, dove le varie agenzie di viaggio offrono nei loro tour un aperitivo a base di pisco sour mentre ci si gode il tramonto sull'acqua che favorisce degli scenari da sogno sui vulcani della cordigliera andina che dominano la regione (il Licancabur, che sfiora i 6000m dalla forma conica perfetta, e il Sairecabur, ancora più alto,  verso nord; mente a sud il Lascar, famoso per essere il più attivo, e piccolo piccolo in lontananza il maestoso Llullaillaco che raggiunge i 6770m) e sulla più piccola cordigliera De la Sal a ovest.

laguna tebinquiche
laguna tebinquiche
ojos del salar

tatyo
tatyo 
geyser al tatyo

Il mattino successivo la sveglia ha suonato alle 3:30 per poter effettuare l'escursione più impegnativa, quella al Geyser del TatyoUn pulmino dell'agenzia passa fuori agli ostelli a raccattare i partecipanti (cosa che mi ha fatto rimanere quasi 40 minuti fuori al freddo ad aspettare) e in circa 3 ore percorre i quasi 90 km, per oltre la metà sterrati, che permettono di arrivare al maggiore campo geotermico dell'emisfero sud. 
tramonto sulla cordigliera de la sal
machuca
Il fatto di arrivare prima dell'alba combinato con la notevole altura (siamo a 4350m)  giustificava la temperatura rigida (-7 gradi, ma a quanto pare si arriva anche a -15), ma con lo spuntare del sole l'aria diventa più accettabile e lo spettacolo costituito da decine di fumarole e di geysers di acqua bollente è davvero superlativo. Ci sono anche delle pozze di acqua calda dove fare il bagno (nonostante la temperatura molti lo facevano, io non avevo l'attrezzatura necessaria).
Sulla via del ritorno ci si ferma anche nel minuscolo villaggio di Machuca, a oltre 4000 m, dove a parte assaggiare uno spiedino di vigogna e passeggiare guardando i banchetti di cianfrusaglie non c'è molto da fare. Il rientro è giusto in tempo per il pranzo.

fumarole al tatyo
campo geotermico del tatyo
il lascar e il llullaillaco
canyon alla valle della morte
deserto de atacama
machuca










Il pomeriggio l'ho invece impiegato per l'escursione alle vicine Valle della Morte e Valle della Luna, raggiungibili anche in bici (ma trattandosi di deserto pieno è meglio optare per un'escursione organizzata). Il nome della zona dice tutto, le formazioni rocciose in mezzo al deserto danno vita a dei panorami e a dei colpi d'occhio veramente unici. Da non perdere sono la camminata attraverso uno stretto canyon, avventurandosi anche in un percorso di un centinaio di metri dentro una grotta completamente buia, e il tramonto osservato dalla cima di un'enorme duna sabbiosa.

pozze termali al tatyo
geyser
alba al tatyo





 

valle della luna
valle della luna
valle della morte

Per chi ha tempo (cosa che a me purtroppo mancava), escursioni interessanti sono anche quella alle terme di Puritama, circa 40 km a nord della cittadina, e soprattutto alle lagune in altura Miscanti e Menique, situate a oltre 4000 m e dal colore azzurro intenso. 
valle della luna
machuca
In molte delle lagune della zona, in queste ultime in particolare e in quella Chaxa, al centro del salar de Atacama, stazionano spesso stormi di fenicotteri, particolare che ha dato il nome alla Reserva National los Flamencos, che comprende tutta la zona a sud del villaggio. San Pedro de Atacama è inoltre base di partenza per arrivare nella regione boliviana del Lipes e al Salar de Uyuni, che si trovano dall'altra parte della cordigliera. Inoltre attraverso il passo di Jama, a oltre 4200 m, si può arrivare alle città argentine di Jujuy e Salta.


valle della luna
nella grotta (col flash)
grotta nella valle della luna









Dormire e mangiare a San Pedro de Atacama non rappresenta assolutamente un problema.Anche se il paese in agosto è affollato di turisti e per sicurezza si può sempre prenotare un posto letto su internet, il numero di ostelli e alberghetti è elevatissimo, e molti di questi sono anche relativamente economici.
nella valle della luna
duna di sabbia
Le due vie principali del centro poi, calle Toconao e calle Caracoles, che si incrociano poco sotto la piazza, pullulano di ristoranti sfiziosi, e vi si incontra anche qualche negozio di alimentari (dove sono anche riuscito a procurami l'occorrente per cucinarmi un bel piatto di spaghetti in ostello). Curiosando tra le stradine dove la calca è minore ci si può anche imbattere, soprattutto la sera, in qualche locale comunque carino ma più economico (in un bar-ristorantino dagli interni molto piacevoli e dal bancone molto ben fornito ho spuntato un eccellente menu turistico che comprendeva anche un bicchiere di buon vino cileno, il tutto a meno di 9 euro), oppure, soprattutto il giorno, in qualche tavola calda dove mangiare un piatto combinato o del semplice pollo arrosto con patatine (che ha rappresentato il mio pranzo di ferragosto) a prezzi stracciati.


tramonto sulla duna
valle della luna
le tre marie
oasi di san pedro
processione di ferragosto
zona residenziale del centro

L'ultima giornata, ferragosto, è passata in attesa di salire sul bus per affrontare il trasferimento più oneroso dell'intero viaggio: 23 ore fino alla capitale Santiago, distante oltre 1600 km. 
grotte
Poiché la partenza era in serata ho impiegato il giorno per girare a piedi i dintorni del centro abitato; curiosare nelle zone più residenziali e meno turistiche per rendersi conto di come vivono le poche migliaia di abitanti della cittadina; esplorare il letto quasi asciutto del fiume San Pedro, responsabile dell'oasi dove sorge il villaggio, nel tentativo (fallito) di arrivare fino al Pucarà de Quitor, e finire al limitare del deserto, verso la Valle della Luna, per godere appieno del silenzio e di una sensazione di pacifica solitudine davanti agli enormi aspri spazi che mi si paravano davanti; e infine scoprire che in Cile non si può bere per strada grazie ad un irreprensibile poliziotto che mi ha fatto buttare quasi metà della lattina di birra che avevo appena preso al negozio di alimentari. Poi finalmente era ora di montare sul Tur-Bus.


al limitare del deserto
fiume san pedro
calle caracoles

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