martedì 26 giugno 2012

LatinoAmerica parte 7: il Cusco e Machu Picchu

7 - 10 agosto 2011
pachacutec
valle dell'urubamba
Da Cusco a Puno c'erano volute 9 ore, il percorso inverso invece ha richiesto "solo" 8 ore e 20 minuti (invece delle 6 segnate sulla guida), ed i bus non erano niente di speciale e sovraffollati (in particolare mi ha colpito l'abbondanza di madri che viaggiavano con i figli piccoli). 
Il terminal terrestre di Cusco, poco dietro al monumento di Pachacutec, è sempre pieno di gente anche di sera, ma trovare un taxi che mi portasse fino in ostello non è stato un problema e mi ha lasciato anche il tempo per una veloce ricognizione della zona in cerca di quella che poi si è rivelata una soddisfacente cena (pagata circa 2,5 euro, birra compresa). 
aguas calientes
vallata dell'urubamba
Il Backpacker Bright Hostel, situato dietro al convento di San Francisco e vicino al mercato centrale (zona che la guida diceva essere non proprio tranquillissima, ma io non ho avuto nessun sentore di pericolo per tutto il tempo che sono stato lì, neanche uscendo di notte) è risultata essere una sistemazione molto gradevole, le camere erano pulite e i letti nuovi, e con un delizioso cortile al centro dove erano sistemati tavolini sedie e divani.

ingresso a machu picchu
aguas calientes
stazione dei treni di ollantaytambo








Per andare a Machu Picchu la maggior parte della gente preferisce fare in modo di arrivare ad Aguas Calientes la sera prima, per evitare altrimenti di svegliarsi alle 3 come ho dovuto fare io.
machu picchu
le montagne
Avendo preso il biglietto per il treno delle Inca Rail (che costa effettivamente meno di quello delle Perù Rail, 70 euro contro 110 circa, però il treno di queste ultime parte dalla stazione di Cusco, mentre il primo da quella di Ollantaytambo, a circa metà strada per Aguas Calientes), ho dovuto attraversare il centro fino a Calle Puente Rosario, di fronte al convento di Santo Domingo, dove verso le 4 di mattina (all'incrocio con Calle Pavitos) cominciano a partire i minibus (economicamente parlando è in effetti conveniente perché questi per il tragitto di andata e ritorno costano al massimo una decina di euro) che in un'oretta circa, inerpicandosi sulle montagne alle spalle della città e attraversando alcuni villaggi segnati su tutte le mappe turistiche di chi va a Machu Picchu, come Chinchero e Urubamba, portano fino alla stazione dei treni intermedia di Ollantaytambo, dove la valle del fiume Urubamba diventa stretta e aspra e la strada finisce.
case di machu picchu
zona urbana di machu picchu
I treni sono lussuosi (con quello che costano, per un tragitto di un'ora al massimo), con comodi sedili in pelle e con la colazione inclusa, e la gola formata dal fiume offre degli scorci molto suggestivi. Arrivati ad Aguas Calientes bisogna attraversare la cittadina per salire sui bus che risalgono la vallata fino all'ingresso del sito archeologico (e il cui biglietto AR costa 18 euro per 20 minuti al massimo di tragitto, che si potrebbe fare anche a piedi volendo, ma è abbastanza lungo e faticoso).
Prima delle 9 di mattina ero dunque davanti all'ingresso di Machu Picchu, e la gente era già parecchia e si era formata una discreta fila per entrare.

cittadella
cittadella e waynapicchu
machu picchu
panorama dall'inca trail
inca trail
terrazzamenti agricoli

Lo spettacolo che appare subito dopo essere entrati è veramente incredibile e magico. Svoltando a sinistra si percorre al contrario l'ultima parte dell' Inca Trail, il famoso percorso da trekking che da Cusco porta fino alla cittadella in tre giorni di cammino (per effettuare il quale è necessario prenotare però con parecchi mesi di anticipo perché i posti sono limitati), dove vi sono anche alcuni punti panoramici per osservare l'insieme archeologico dall'alto.
zona urbana
in cima al waynapicchu
Scendendo a destra invece si passa per i terrazzamenti agricoli, dai quali godere di impressionanti panorami sul fondovalle, per arrivare fino alla zona urbana, la cui visita è resa ancora più suggestiva dai gruppi di lama (molto mansueti, non è vero che sputano, a meno che non gli si tocchino le orecchie, cosa che gli dà fastidio) che scorrazzano tra i vicoli e nelle abitazioni.
Il mio biglietto permetteva anche l'ingresso alla zona del Waynapicchu (zona ad ingressi limitati cui ho potuto accedere grazie al fatto di avere preso il biglietto con largo anticipo; il costo è leggermente superiore rispetto al biglietto normale, sui 38 euro), ovvero la montagna che sovrasta la cittadella e che compare in tutte le foto del sito. Il sentiero che sale fino in cima è molto faticoso e assolutamente non adatto a chi soffre di vertigini visto che in alcuni punti bisogna aggrapparsi anche con le mani, ma la vista che si gode dalla cima e le ulteriori costruzioni situate nei pressi di questa (messe quasi in verticale) valgono lo sforzo. 
strapiombo dal waynapicchu
lama
Un ulteriore sentiero prosegue in mezzo al bosco e attraversa una gola fino ad una piccola grotta con alcune costruzioni dentro, ma le due ore e mezza di camminata faticosissima (almeno a detta della gente che vedevo tornare da tale percorso stravolta dalla fatica) mi hanno fatto desistere dall'avventurarmi per quella via (e anche le foto della grotta, che onestamente non sembrava un granché, hanno contribuito).
Un' attenta esplorazione del sito mi ha permesso di riscendere in paese verso le tre del pomeriggio.



abitazioni
costruzioni sul waynapicchu
lama
abitazioni
machu picchu
cittadella









cristo blanco
lama e waynapicchu
Aguas Calientes è un villaggio totalmente ingombro di ristoranti (ma, soprattutto nei pressi del piccolo mercato centrale, si riesce a mangiare qualcosa anche senza doversi sedere ad un ristorante vero e proprio, i quali tuttavia non sono troppo più cari che a Cusco) e mercatini, tagliato in due dalla ferrovia e da un ruscello che poi si butta nell' Urubamba all'estremità dell'abitato. Per il resto non si segnala niente di particolare, tranne che nel fontanone in piazza invece dei pesci rossi ci sono le trote.


fiume urubamba ad aguas calientes
torre
machu picchu









Sia in paese che nel sito archeologico fa caldo anche in inverno (contrariamente a quanto pensato da molti, anche in cima siamo ben sotto i 3000 metri) e si suda anche in maglietta.

osservatorio
la cittadella
Molta gente preferisce arrivare il giorno prima della vista al sito archeologico, tuttavia mi è sembrato che la cosa migliore sia arrivare direttamente la mattina presto e fermarsi la sera a dormire in paese per approfittare delle terme che si trovano nella parte più alta dell'abitato, che sono economiche e permettono di rilassarsi e riposarsi un poco dopo la visita della cittadella inca che è piuttosto faticosa (cosa che io non ho potuto fare perché dovevo tornare a Cusco in giornata); nei dintorni di queste è anche possibile noleggiare costumi e asciugamani per pochi soldi. 

Il viaggio di ritorno però, benché fossi piuttosto stanco, si è svolto senza problemi e sono potuto rientrare in ostello in tempo per trovare un locale ancora aperto per cenare.



plaza de armas
cattedrale e chiesa dei gesuiti
cusco
quenq'o
quenq'o
puka pukara








Cusco, l'antica capitale del regno inca, è una città estremamente affascinante ed interessante, ma gli ingressi alle attrazioni turistiche sono tutt'altro che a buon mercato (contrariamente al costo di qualsiasi altra cosa che invece è bassissimo). 
quenq'o
cortile dell'università
Sconsiglio di acquistare il boleto turistico, a meno che non abbiate intenzione di andare a visitare alcune rovine inca sparse nella regione, poiché molte delle attrazioni cittadine il cui ingresso è compreso in tale biglietto sono di poco conto (non è che ci tenessi poi tanto a salire sulla capoccia della statua di Pachacutec) e il costo è importante. Si può invece acquistarne una versione ridotta che permette l'ingresso ai siti della "passeggiata archeologica" il cui percorso si snoda per circa 8 km sulle alture subito sopra il centro abitato.

saqsaywaman
saqsaywaman
Prendendo un minibus con su scritto "Cristo Blanco" (sempre strapieni) e cambiandolo al capolinea, si arriva al più lontano di questi siti, Tambomachay, una costruzione a blocchi squadrati che ospita una fonte. Con una breve camminata tornando verso la città si arriva poi a Puka Pukara, dove ci sono i resti di un antico fortino che ospitava una guarnigione a difesa della città e fungeva anche come dogana per i viaggiatori. Il tragitto più lungo (che io ho effettuato in minibus, tanto costava pochissimo) riporta vicino al luogo dove si era cambiato il primo minibus, dove sorge Quenq'o, un santuario religioso costituito da uno spiazzo con un grande monolite e un roccione nel quale sono stati scavati dei percorsi e delle nicchie con piccoli altari.

formazioni rocciose a saqsaywaman
saqsaywaman
L'ultimo breve tratto in mezzo ai prati porta alla fortezza di Saqsayvaman, che da sola vale il prezzo del biglietto. Gli impressionanti resti della fortezza e della cittadella costruite con degli enormi blocchi di pietra, sono anche contornati da cunicoli nella roccia e resti di costruzioni secondarie su una collinetta, nonché da una balconata panoramica sulla città e da una grande statua bianca di Cristo (Cristo Blanco appunto). 

Molto piacevole è la discesa dal sito archeologico verso il centro passando per i vicoli dei quartieri di San Cristobal e Santa Ana abbarbicati sulla montagna.


quenq'o
puka pukarà
tambomachay

saqsayvaman
saqsayvaman
saqsayvaman

Il centro di Cusco è molto interessante, in particolare perché, oltre alle costruzioni di aspetto coloniale tipiche di molte città del Sudamerica, salta agli occhi la contrapposizione tra l'architettura cattolica propria della moltitudine di chiese sparse per la città e quella incaica, le cui testimonianze sono visibili un po' ovunque, principalmente sotto forma di pietroni squadrati con cui sono costruiti vari palazzi o le piccole costruzioni dei cortili. 
saqsaywaman
tram
Il luogo simbolo di questa contrapposizione è il convento di Santo Domingo, o Qoricancha in lingua quechua, ovvero un convento cattolico costruito sui resti dell'antico tempio del sole inca, di cui riutilizza i materiali e ingloba alcune parti, come per esempio i muri a blocchi squadrati intorno al cortile centrale oppure i terrazzamenti usati come giardino. È conveniente comprare il biglietto che consente anche l'ingresso al convento di Santa Catalina, molto interessante perché all'interno è ancora tutto sistemato come quando ci vivevano le monache di clausura e dà un'idea molto chiara su come fosse la vita monastica dell'epoca coloniale.

cusco
cusco
saqsaywaman










saqsayvaman
quenq'o
Purtroppo molte delle belle chiese sparse per la città sono a pagamento (e non proprio a buon mercato), e non esiste un biglietto cumulativo, quindi mi sono limitato a visitare il grandioso complesso della cattedrale (molto bello ma piuttosto caro, e con la proibizione di fare le fotografie all'interno) tralasciando le altre (tranne quelle in cui si entrava gratuitamente come la Merced), alcune a malincuore come per esempio la chiesa dei gesuiti che, insieme con la cattedrale, impreziosisce lo scenario della grande Plaza des Armas, la piazza principale della città, per metà circondata da portici.



interno della merced
calle loreto
san francisco

Per il resto, è molto piacevole la visita al quartiere di San Blas, caratterizzato da casette basse bianche con porte e finestre colorate e abbarbicate sul fianco della montagna e vicoletti strettissimi, pieno di ostelli e localini dove bere qualcosa di sera e ascoltando un po' di musica, e con una piazzetta molto carina e ben frequentata di sera.
cusco
calle santa clara
Per arrivarci bisogna attraversare un altro quartierino caratteristico e passare davanti al museo di arte religioso, una costruzione nei cui muri, costruiti riutilizzando le pietre inca, è incastonato un curiosissimo pietrone con 12 lati, che è uno dei simboli della città.

Il quartiere intorno al Mercado Central e alla stazione di San Pedro (da dove partono i treni della Perù Rail per Machu Picchu) sembra che di notte non sia molto raccomandabile (anche se io non ho notato niente di strano) però di giorno e di sera è pieno di gente e di botteghe caratteristiche e si può trovare anche da mangiare a prezzi bassissimi. 

santo domingo
plaza regocijo
piazza san blas


santo domingo
la merced
Un'altra zona piena di localini per mangiare (anche la sera), economici ma meno spartano di quelli del mercato centrale, è quella tra l'Avenida el Sol (la strada principale del centro) e l'Avenida Tullumayo, fino al convento di Santa Catalina (attenti a provare una zuppa di carne di maiale, è buona ma dal sapore molto forte dato dai peperoni e dalle cipolle, ed è piccantissima; lo stomaco potrebbe faticare).


la pietra con 12 angoli
vicoli di san blas
piazza san blas

san blas
calle triunfo
santa cataline

Concludendo, Cusco è una città piacevolissima e molto bella, che, se contrariamente a me volete fare le cose con calma, richiede e merita una sosta di vari giorni per essere visitata bene (visti anche i numerosi siti interessanti che si trovano nella regione, nel raggio di un centinaio di km, Machu Picchu a parte). 
san francisco
piazza san blas
Probabilmente la zona più bassa, quella dopo l'aeroporto (3-4 km a est del centro), non è sicurissima (ma nemmeno interessante), ma il centro storico si può girare tranquillamente anche di notte. Il clima è sempre abbastanza gradevole visto che la combinazione tra l'altitudine non esagerata (poco sotto i 3400 mslm) e la latitudine tropicale impediscono alla temperatura di abbassarsi troppo (contrariamente a quello che succede a Potosì o sul lago Tititcaca) e una semplice giacca permette di godersi appieno anche una bella passeggiata notturna.

La visita a Machu Picchu invece è chiaramente imperdibile, tenete presente però che per una giornata, contando il tragitto e gli ingressi, bisogna programmare una spesa di almeno 150 euro a persona.

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qoricancha
qoricancha
mercado central

interno della cattedrale

santa catalina

cortile di qoricancha



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