martedì 5 giugno 2012

LatinoAmerica parte 6: Puno e il lago Titicaca

2 - 6 agosto 2011 
Già a Sucre ero stato informato che trovare un biglietto per Machu Picchu non sarebbe stato facile, poiché ricorreva il centenario della scoperta del sito e l'afflusso turistico era decisamente maggiore che negli anni precedenti, a meno che di non arrivare in loco con parecchi giorni di anticipo rispetto alla data nella quale si era intenzionati ad effettuare la visita. Quindi ho deciso, seppure a malincuore, di saltare la città di Copacabana e la sponda boliviana del lago Titicaca, e di prendere un bus che da La Paz mi avrebbe portato direttamente a Cusco (dove c'è l'ufficio di prenotazione dei biglietti per Machu Picchu). 
sponda boliviana del titicaca
sotto al passo a oltre 4300 metri
Il viaggio, di oltre 13 ore, è stato in effetti il migliore, visto lo spazio abbondante assegnato ad ogni poltroncina e il fatto che il bus fosse semivuoto, nonostante una piccola disavventura alla frontiera di Desaguadero, dove io e alcune altre persone siamo dovuti tornare di corsa nell'ufficio della frontiera boliviana perché si erano dimenticati di farci timbrare l'uscita. Poi, il lungo tratto di strada in Perù è passato tutto in notturna, e quindi l'ostica strada che mi avrebbe fatto molto penare nei giorni successivi questa prima volta non ha causato grossi danni. 

un alpaca vicino al sonesta posada
puno titicaca
puno
puno titicaca
il battello yavari









Poiché all'arrivo erano le 4 di mattina (c'è un'ora di fuso tra Bolivia e Perù), mi sono dovuto stendere in stazione ad aspettare il giorno, ma, nonostante il luogo fosse piuttosto affollato, si stava abbastanza bene visto che la temperatura era più che accettabile (d'altronde, anche se era inverno, Cusco si trova a metà strada tra il tropico e l'equatore, e poi è a "soli" 3300 metri di quota) e il terminal  è al chiuso. 
interno di san antonio
interno della cattedrale
Lasciati i bagagli in deposito in un'agenzia di viaggi nella stazione, è stato facile e veloce raggiungere con una passeggiata il centro della città e trovare l'ufficio turistico, dove senza grandi problemi ho acquistato un biglietto d'ingresso a Machu Picchu per l'8 agosto, e poi, dietro consiglio degli impiegati di tale ufficio, trovare l'ufficio delle ferrovie Inca Rail (sembra siano leggermente più economiche delle Perù Rail) per prenotare il treno (per entrambe le cose è necessaria una carta di credito, e i prezzi sono altissimi...ne parlerò nel post successivo). 
plaza parque pino
san juan
Poi, visti i 6 giorni di attesa, ho deciso di tornare indietro verso il lago Titicaca; e qui sono cominciati i problemi. Il bus delle 10:15 per Puno si va a rompere dopo che tutti eravamo saliti, quindi siamo dovuti riscendere, riprendere i bagagli e aspettare quello delle 11:30, che ovviamente poi era strapieno; poi il viaggio, che sarebbe dovuto durare 6 ore, si è dilatato fino a 9 a causa di delle soste forzate dovute principalmente a dei lavori sulla strada (delle quali una di quasi un'ora poco sotto il passo, alto 4385 metri, che separa le due regioni). Fortunatamente, nonostante l'arrivo a ora piuttosto tarda, sono riuscito a trovare subito sia un taxi, dividendolo con una coppia francese, che un ostello nella via pedonale del centro (la singola senza bagno era decisamente malmessa, ma quella con bagno era ottima e comunque economica).

puno titicaca
plaza de armas
laguna umayo
sillustani








La città di Puno è molto gradevole e si gira comodamente a piedi. Il centro storico è sostanzialmente formato da due piazze, la prima grande e dominata dalla mole della cattedrale, mentre la seconda più raccolta e caratterizzata da dei giardinetti al centro (questa seconda piazza mi è sembrata più frequentata dagli abitanti della città, vi si svolgono tutte le manifestazioni cittadine), unite, oltre che da una bella strada pedonale, da un dedalo di stradine molto animate, anche la sera, e ricche di attività commerciali; tuttavia di punti di interesse non ve ne sono molti, a parte la cattedrale e alcune altre chiesette in stile coloniale. Il vero richiamo turistico della zona è rappresentato dalle escursioni che si possono fare sia nei dintorni della città, sia dalle gite in battello che permettono di esplorare il lago.

sillustani e lago umayo puno titicaca
sillustani
lago umayo
sillustani e laguna umayo








Una prima semplice escursione consiste nel prendere un minibus verso nord (per circa 5 km) sulla grande Avenida el Sol  fino al Sonesta Posada Hotel, di fronte al quale è attraccato il vecchio battello a vapore d'epoca Yavari (visitabile con una donazione a piacere e dal quale si ha anche un bella vista dall'acqua della città).
Molto più interessante è la visita alla necropoli di Sillustani (per raggiungerla è conveniente affidarsi ad una visita organizzata, io l'ho prenotata, insieme alla visita all'isola Taquile, direttamente nel mio ostello che era convenzionato con un'agenzia, fatto comune da queste parti).

lago, villaggio e laguna
sillustani e lago umayo puno titicaca
lago umayo
donna aymara con cucciolo di vigogna

Con una mezz'ora in pulmino si raggiunge dunque il luogo dove delle antiche tombe a forma di semicono rovesciato, di origine sia inca che aymara, dominano da un'altura un villaggio e una laguna. Dall'altro lato del costone poi si apre una magnifica veduta panoramica sul lago Umayo, sulla cui isola è stata istituita una riserva interdetta all'uomo per favorire la riproduzione delle vigogne. Sulla via del ritorno c'è stato anche il tempo di fermarsi a visitare una fattoria di campesinos e osservare il loro stile di vita (oltre che stare a un po' a contatto con i loro lama).


nella fattoria
fattoria campesino
nella fattoria








Dal centro di Puno, con una camminata di circa 20 minuti si arriva al porto, da dove partono i battelli per le varie escursioni sul lago Titicaca; i biglietti in molti casi si possono fare sul posto. Così la mattina del secondo giorno, nonostante il brutto tempo, ho visitato le isole Uros. Queste isole sono in realtà degli enormi zatteroni costruiti con le canne di una particolare pianta acquatica (la totora; gli indios delle isole la usano per tutto: ci fanno le case, le barche, se la mangiano anche) e ancorati al fondo del lago. L'insieme di 40 isole, dette appunto isole galleggianti (islas flotantes), ospita una comunità di circa 3000 persone, e rappresenta forse la maggiore e più curiosa attrazione della zona.
isole uros titicaca
isole uros
una delle uros principali
Il battello, in circa 40 minuti, porta in una prima isola minore (sempre diversa ad ogni viaggio), dove la piccola comunità di indios Uros spiega come funziona la loro vita e mostra le loro abitazioni e le loro attività; poi per un piccolo extra vi trasportano su un'imbarcazione di giunchi in una delle isole principali, dove c'è qualche negozietto e un ristorante e, tramite un insieme di passerelle che unisce più isole, si riesce anche a camminare un po'. In realtà la visita di entrambe le isolette non richiede molto tempo, e poi non resta che aspettare il battello per il ritorno a Puno.

isole uros titicaca
isole uros
isole uros titicaca
isole uros
isole uros titicaca
una delle uros minori

Se per andare alle Uros si può comodamente acquistare il biglietto del battello in porto e scegliere quindi l'orario che più aggrada, per l'escursione all'isola Taquile conviene affidarsi all'agenzia. C'è anche la possibilità di effettuare un'escursione di due giorni, visitando anche la vicina isola Amantani, e dormendo nelle pensioncine familiari di una delle due isole (la mia visita di un giorno prevedeva invece una prima tappa alle isole Uros, quindi conviene informarsi prima di visitarle per conto proprio).
isla taquile titicaca
isla taquile
salita al villaggio
Il tragitto in battello richiede 2 ore e mezza abbondanti (e la sveglia quindi deve essere alle 6 circa, però al porto ti ci portano in pulmino), e, dato che si esce dalla baia di Puno, permette di ammirare il lago Titicaca in quasi tutta la sua grandezza (che è approssimativamente uguale a quella dell'Umbria).
L'isola Taquile in realtà non contiene chissà quali meraviglie, ma il suo aspetto caratteristico e ruspante la rende comunque molto gradevole. Dall'attracco (perché chiamarlo porto è esagerato) si deve affrontare una salita lunga e faticosa, principalmente a causa dell'altitudine (il lago è a oltre 3800 metri di quota), che porta fino alla graziosa piazzetta del villaggio, circondata da casette basse caratteristiche, anche se moderne, e con vari negozietti e ristorantini, e qualche banda musicale. 
lama
cuy
L'attrazione principale è però la balconata da dove lo sguardo può spaziare su tutta la riva settentrionale del lago fino alla cordigliera reale ammantata di neve, regalando panorami indimenticabili. Dopo una lunga pausa pranzo (con trote del lago e zuppa di quinoa, ad un prezzo non alto ma superiore a quasi tutti i posti in città), si scende lentamente a prendere il battello sul versante opposto a quello in cui si era attraccato, potendo così ammirare altri scorci deliziosi sull'imboccatura della baia di Puno e sulla vicina isola Amantani.

isla taquile titicaca
panorama dal belvedere del villaggio
isla taquile titicaca
approdo sull'isla taquile
isla taquile titicaca
piazzetta del villaggio
 
Il viaggio di ritorno è lungo e noioso (fortuna che l'ho passato chiacchierando con una sudafricana coi genitori italiani e due catalani uno dei quali aveva fatto l'erasmus a Padova!), e nel tardo pomeriggio si  ritorna in città.


prodotti della fattoria
isla amantani
bande







isole uros
isole uros
isole uros

Puno dunque è una meta molto interessante, soprattutto per i suoi dintorni, e piacevole; il suo centro storico è molto accogliente e pieno di locali di ogni tipo e fascia di prezzo dove mangiare e passare il tempo. In particolare, nelle stradine intorno a quella pedonale, si riesce a mangiare bene e con pochissimi soldi (mentre dall'altra parte di Avenida el Sol, andando verso la stazione dei bus vi sono locali, frequentati dagli abitanti, con menu a poco più di un euro). Il clima però è piuttosto ostico, fa freddo anche di giorno ed è stato l'unico posto di tutto il mio percorso andino dove ha piovuto, e lo ha fatto anche in abbondanza. 
banco di patate al mercato di puno
canale tra le uros
Una curiosità: il Perù è il paese delle patate, ve ne sono centinaia di qualità differenti, e facendo una passeggiata per il mercato cittadino (lungo l'Avenida Simon Bolivar e dintorni, andando sempre verso il terminal dei bus) è possibile rendersene conto ammirando i banchi che le vendono; ve ne sono di tutte le forme e le grandezze, ma soprattutto di tutti i colori (ne ho viste bianche, gialle, marroni, rosse e nere).

isole uros
titicaca
titicaca
villaggio taquile
isla taquile
lago dall'isola taquile

2 commenti:

  1. Wow, che luogo meraviglioso!!! Complimenti per le belle foto..che darei per partire subito!:)

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    1. Ciao ^_^ Si, sono luoghi davvero stupendi. Grazie mille per i complimenti e per essere passata a leggermi.

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