giovedì 14 giugno 2012

Istanbul

1 - 4 giugno 2012
il bosforo dal ponte
mar di marmara e kadikoy
Certe volte sembra che i cattivi presagi siano talmente evidenti che ti chiedi se sia il caso di perseverare nel tuo intento; e così sembrava che la trasferta ad Istanbul per il ponte del 2 giugno fosse foriera di disgrazie, ma per fortuna i contrattempi (che ci sono stati eccome) sono stati tutti superabili e non ci hanno impedito di goderci qualche giorno in una città meravigliosa, viva (anche troppo forse!), ed interessantissima grazie ad una moltitudine di aspetti differenti con i quali si mostra al viaggiatore.
sul tram
ponte di galata
Cattivi presagi dunque, come poteva essere il fatto di non riuscire a prenotare il volo perché la carta di credito chiedeva cose mai richieste finora per una prenotazione online; oppure che la Blu Express sopprimesse sia il volo di andata che quello di ritorno spostandoli entrambi al giorno successivo a quello programmato (all'improvviso sono passati da 7 voli settimanali a 4, ma sull'aereo ho poi capito perché: erano semivuoti nonostante la festa e il periodo di tempo buono e inizio estate...vabbè, almeno stavamo comodi) costringendoci a prendere 2 (iki in turco) giorni di ferie anziché 1 (bir in turco).
il tram a istiklal caddesi
chiesa su istiklal caddesi
A tutto ciò va aggiunta l'ora abbondante di ritardo con cui è decollato l'aereo (al ritorno invece sono stati solo 20 minuti) , cosa che ha portato ad atterrare e prendere il conseguente bus per il centro nel pieno dell'ora di punta del traffico, cosa che ha allungato il tragitto dai 45 minuti normalmente richiesti, che sono stati quelli impiegati poi al ritorno, ad un'ora e 50 e fregandoci così la quasi totalità della prima mezza giornata che invece poteva essere spesa per le prime esplorazioni.
Insomma, il tragitto da casa a Genzano, contando anche il fatto di partire presto per evitare il traffico sull'Appia e sul GRA, all'ostello ad Istanbul è durato 11 ore e mezza, neanche fossimo dovuti andare in Cina.

piazza taksim
istiklal caddesi
vicoli di galata









L'aeroporto di Sabiha Gocken, situato nella parte asiatica a quasi 40 km dal centro della città, è nuovo, funzionale...e quasi deserto, tanto da mettere un po' di ansia; è comunque ben collegato grazie a delle linee di autobus. 
torre di galata
galata e il ponte
Se, come me e le mie 2 compagne di viaggio (questa volta niente viaggio in solitaria), avete l'ostello situato nella parte nuova, Beyoglu, vi conviene prendere il bus della Havatas che vi porta fino a piazza Taksim, ovvero il cuore della metropoli turca, come detto però, intorno alle 5 di pomeriggio è l'ora di punta del traffico, e per attraversare il ponte sul Bosforo si crea una fila enorme e lentissima; se invece avete optato per una sistemazione nella zona antica di Sultanahmet, è vincente l'opzione del bus per il porto di Kadikoyl'antica Calcedonia, dal quale raggiungere la meta in traghetto.
Da piazza Taksim, un vecchio e graziosissimo piccolo tram che percorre tutta Istiklal Caddesi, il frequentatissimo corso principale, ci ha permesso di raggiungere facilmente il nostro ostello.

artigiana
sultanhamet
il corno d'oro dal ponte di galata









Il World House Hostel si trova sulla via che dalla fine di Istiklal Caddesi passa sotto alla torre di Galata e, in una picchiata piuttosto ripida, raggiunge il corno d'oro e il ponte di Galata.
ponte sul bosforo
suleymaniye camii e torre dell'università
L'ostello è molto carino e pulito, nuovo negli interni e frequentato da giovani di tutto il mondo, e la colazione inclusa è ottima e abbondante. La camera da tre posti in cui alloggiavamo era impeccabile e il bagno spazioso e pulito; tutto perfetto insomma, se non fosse che la finestra dava sulla via principale, che è rumorosissima, e non a causa del traffico che è quasi inesistente, ma perché tutti i negozietti mettono musica a volume piuttosto alto di giorno  mentre di notte c'è passaggio continuo di persone che fanno casino fino alle sei del mattino ed inoltre arriva rumore anche dalla piazzetta sotto la torre che è luogo di ritrovo notturno per bande di ragazzi. Insomma: struttura e luogo sono molto carini, ma il dormire risulta difficile (ma ho il sospetto che sia così in tutta la città, che è la più rumorosa in cui io sia mai stato!!).


cicek pasaji
nevizade sokak
suonatori al ristorante
aya sofia
moschea blu
moschea blu

La zona a nord del corno d'oro corrisponde alla parte più moderna del centro di Istanbul e comprende lo storico quartiere genovese di Galata, che ora si chiama Karakoy, caratterizzato da ripide stradine che si arrampicano sulla collina dominata dalla torre di Galata, il cui aspetto ricorda un poco la città ligure, e il quartiere di Beyoglu (che nel XIX secolo si chiamava Pera), ovvero il cuore commerciale della città, che comprende piazza Taksim, capolinea dei bus e piazza principale di tutta Istanbul, e l'affollatissima strada dello struscio e dello shopping Istiklal Caddesi. 
sala da tè
aya sofia
Sempre in questa zona si trova il monastero Mevlevi, nel quale avvengono i Sema, ovvero le cerimonie dei dervisci rotanti, spettacolo che, a quanto sembra, avviene anche nell'atrio superiore della stazione dei treni di Sirkeci, a Sultanahmet.
Infine, sempre lungo Istiklal Caddesi, all'altezza di piazza Galatasaray, si trovano il Cicek Pasaji, una galleria commerciale ottocentesca stile impero (i cui ristoranti però hanno tanto l'aspetto di trappole per turisti), e l'ingresso del Balik Pazar, il mercato del pesce, che si sviluppa attraverso un dedalo di vicoletti sovraffollati nei quali vi sono anche parecchi locali notturni dai quali esce musica a un livello inimmaginabile. In uno di questi vicoletti in particolare, Nevizade Sokak, vi è una moltitudine di ottimi ristorantini tipici frequentati abitualmente anche dai turchi, nei quali si mangia molto bene e si spende relativamente poco, sempre se si riesce a trovare posto vista l'immensa quantità di persone che affollano il vicolo in questione.

yeni camii
yeni camii
yeni camii








besiktas da scutari
mar di marmare
sultanhamet

Attraversando il ponte di Galata, costruito su due livelli di cui quello superiore ingombro di persone che pescano ad ogni ora del giorno e quello inferiore pieno di ristorantini, si arriva nella vecchia Istanbul, quella bizantina. Già sull'altro lato del ponte si trova il quartiere di Eminonu, con la Yeni Camii, la moschea nuova, solo di nome perché è del XVII secolo, che è una delle più grandi e interessanti della città, e il fascinoso e coloratissimo Bazar delle Spezie, dove fare acquisti di spezie e tè aromatizzati e magari anche comprare una pozione d'amore, davanti al quale vi sono le banchine dove attraccano i traghetti per le crociere sul Bosforo mentre alle sue spalle un dedalo di stradine animate e piene di negozietti salgono fino a Sultanahmet, ovvero il quartiere bizantino interamente patrimonio UNESCO.
sublime porta
ippodromo
Un comodo tram, dalla stazione davanti al ponte sulla sponda di Beyoglu, permette di attraversare tutto il centro storico, passando davanti alla stazione Sirkeci e, poco dopo, alla Sublime Porta, il portone davanti al quale il sultano accoglieva i dignitari stranieri e che conduceva al suo quartier generale, e il cui nome era usato nell'antichità per indicare anche il governo ottomano,  e costeggiando le mura che racchiudono il bel parco di Gulhane, l'unico vero polmone verde del centro, e il palazzo Topkapi, residenza del sultano fino a quando nel XIX secolo non fu fatta costruire la lussuosissima residenza di Dolmabahce, nel quartiere Besiktas, affacciata sul Bosforo, arrivando infine nella spianata dove sorgono una di fronte all'altra la Moschea Blu e Aya Sofia, a fianco delle quali sia apre lo spazio dell'antico Ippodromo, del quale rimangono però solo alcune vestigia, un obelisco e una colonna bronzea, ma offre comunque un bel colpo d'occhio, per poi proseguire  verso il Gran Bazar e piazza Beyazit, dove c'è la moschea omonima e l'ingresso della cittadella dell'università.

aya sofia
moschea blu
moschea blu
yeni camii
moschea di solimano
moschea di solimano

La Moschea Blu (Sultan Ahmet Camii è il suo vero nome) merita sicuramente una visita per la sua grandiosità e importanza. 
bazar delle spezie
bazar delle spezie

C'è da dire tuttavia che è pienissima di turisti (in tutte le moschee comunque vi verrà fornito un sacchetto per contenere le vostre scarpe, visto che dovete toglierle, e degli indumenti per permettere alle donne di coprirsi, qualora non ne abbiano di adeguati) e personalmente ho trovato che all'interno sia la Yeni Camii che, soprattutto, la Suleymaniye Camii, la moschea di Solimano, situata dietro il Gran Bazar e l'università, risalente al XVI secolo e da molti ritenuta in effetti la più bella di Istanbul, siano più belle e interessanti (è stato curioso però constatare come all'interno delle moschee non ci sia quel rispetto totale che uno si immaginerebbe; ho visto bambini scorrazzare e arrampicarsi  e turisti musulmani entrare nella zona adibita alla preghiera per farsi fotografare accanto a dei fedeli che pregavano).
aya sofia
yeni camii
Imperdibile è invece Aya Sofia, l'antica basilica bizantina riconvertita in moschea e ora museo: infatti, contrariamente alle moschee, l'ingresso si paga, e non poco, ma ne vale la pena e non solo per i suoi famosi mosaici.
Molto interessante e anche piacevole vista la frescura che vi regna è anche la Cisterna Basilica, una grandissima cisterna piena di colonne, fatta costruire da Giustiniano, ancora piena d'acqua e percorribile in tutta la sua lunghezza grazie a delle passerelle di legno.
Il palazzo Topkapi invece non l'ho trovato molto esaltante: alcuni bei padiglioni e alcuni notevoli oggetti contenuti nel ricchissimo tesoro (forse valeva la pena fare la fila e comprare il biglietto aggiuntivo per entrare nella zona dell'harem, che sembra sia la più interessante), ma per il resto forse sarebbe stato più interessante visitare Dolmabahce.
piazza taksim
cisterna basilica
Molto gradevole, ancorché sconosciuto ai più, è invece il quartiere a sud della Moschea Blu. La parte superiore, subito a ridosso della moschea, è molto ben curata e piena di ristorantini; ma via via che si scende verso il mar di Marmara, l'aspetto comincia a cambiare e, a ridosso della ferrovia, sembra di essere in un villaggio di pescatori, con stradine contornate da casette di legno (alcune fatiscenti a dir la verità, altre rinnovate e convertite in hotel) con i balconi a graticcio e qualche localetto tipico dalla cui balconata si può godere della vista sulla ferrovia e sul tracciato della vecchia cinta muraria cittadina che fanno da separazione con il largo lungomare, sprovvisto però di spiaggia, caratterizzato da giardini alberati e dal faro.


quartiere sotto la moschea blu
lungomare, faro, mura e ferrovia
bazar delle spezie

piazza e moschea beyazit
parco gulhane
bazar delle spezie















Infine, se non avete il tempo (come è successo a noi) o la voglia di effettuare la crociera sul Bosforo fino allo sbocco sul Mar Nero, vale comunque la pena di andare al molo di Eminonu e salire su uno dei traghetti, che funzionano come un tram e sono economicissimi, che attraversano lo stretto fino a Kadikoy o a Uskudar (l'antica Crisopoli o Scutari), sulla sponda asiatica. 
mosaici di aya sofia
aya sofia
Il tragitto per quest'ultima dura 20 minuti scarsi, ma permette di godere di alcune bellissime vedute sul mar di Marmara e sul sobborgo di Besiktas, con i grattacieli e il palazzo Dolmabahce, oltre che passare accanto alla Kiz Kulesi, la curiosa torre in mezzo all'acqua. Uskudar non ospita grandi attrazioni, a parte alcune moschee, ma offre comunque un piacevolissimo lungomare pieno di gente e di chioschi, e qualche ristorantino in riva al mare dove mangiare ottimo pesce a poco prezzo.

palazzo topkapi
palazzo topkapi
palazzo topkapi








Una raccomandazione: se andate a Istanbul nel week end (innanzi tutto portatevi i tappi per le orecchie) e ripartite il lunedì mattina, evitate di lasciare per l'ultimo giorno la visita al Gran Bazar per lo shopping, perché la domenica è chiuso (e questo è stato in effetti il problema più fastidioso del viaggio, insieme al fatto che ho smarrito i miei occhiali da vista dannazione!!), come in effetti lo è anche il Bazar delle Spezie; tuttavia le botteghe a ridosso del Gran Bazar e sulla strada che porta fino ad Aya Sofia sono tutte aperte (veramente una furbata chiudere la maggiore attrazione per lo shopping turistico nel giorno in teoria più pieno di turisti!!). 
negozio al mercato delle spezie
colonna della cisterna basilica
Rimane comunque il fatto che tre giorni scarsi sono decisamente insufficienti per visitare tutte le numerosissime attrazioni che questa enorme e magnifica città ha da offrire, ma bastano tuttavia ad avere un'infarinatura sui suoi siti principali e sugli aspetti fondamentali della sua cultura millenaria e della normale vita cittadina che vi si svolge. 


uskudar
sultanahmet e galata
suleymaniye camii

kiz kulesi
besiktas e palazzo dolmabahce
suleymaniye camii



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