giovedì 17 maggio 2012

LatinoAmerica parte 3: Sucre e Potosì

26-28 luglio 2011
quebrada de humahuaca
quebrada de humahuaca
Una cosa che mi ha molto colpito del sudamerica sono le comitive di adolescenti sia americane che europee, tipo gite scolastiche, in giro per ostelli (ovviamente accompagnate da qualche adulto). Le ho incontrate praticamente ovunque; e a Salta ho avuto la prima esperienza. Ho dovuto infatti condividere la camerata con 5 ragazzine inglesi...vabbè, ma tanto la sveglia è stata prestissimo che era ora di raggiungere la Bolivia.

cattedrale di sucre
cattedrale di sucre
villazon
tilcara










Il trasferimento in bus da Salta a Sucre è piuttosto impegnativo: tra frontiere da passare e bus da cambiare richiede, se si è fortunati con le coincidenze, oltre 24 ore, anche se i chilometri percorsi non sono poi tantissimi (cioè poco meno di 1000). La prima tranche, fino a La Quiaca, alla frontiera con la Bolivia, è molto interessante; passata infatti San Salvador de Jujuy (città probabilmente piacevole e interessante, da ciò che ho potuto vedere dal bus, ma che non ho potuto esplorare) si entra nella Quebrada de Humahuaca, una stretta valle andina (patrimonio UNESCO) caratterizzata dalla presenza di cactus e dal suggestivo aspetto desertico, le cui maggiori attrattive si trovano nelle vicinanze della cittadina di Tilcara, dalle basse casette costruite con mattoni di terra e con un sito archeologico costituito da un'antica fortezza di epoca inca. 

paesaggi boliviani
alba tra sucre e potosì
piazza di sucre
plaza cochabamab e san filippo neri










Arrivati a La Quiaca (a oltre 3400 metri di quota) bisogna scendere dal bus e percorrere a piedi un chilometro circa per arrivare al posto di frontiera. Il passaggio in Bolivia, fila per i controlli a parte, non è difficoltoso e, sempre a piedi, si può poi attraversare la colorata cittadina boliviana di Vilazon fino alla stazione dei bus, dove salire su quello per Potosì. Lungo la strada principale di Vilazon ci sono molti negozi e posti di cambio valuta, ma attenzione: non tutti prendono gli euro e poi alle 6 di sera chiudono, e nella cittadina non ci sono bancomat (fortuna che avevo con me 100 dollari e ho fatto in tempo a cambiarli). 
piazza di sucre
piazza 25 de mayo
strade di sucre
La strada per Potosì è sterrata per una buona metà del tragitto, che infatti richiede 9 ore abbondanti nonostante siano al massimo 400km. Non posso esprimere giudizi sui panorami poiché il viaggio è avvenuto tutto in notturna; ricordo però di non essermi mai trovato nel nero così profondo come quello della notte boliviana, così come ricordo lo squallore della cittadina dove ci siamo fermati in piena notte per una pausa-toilette (credo fosse Tupiza, ma non sono sicuro; sembrava bombardata!).

strade di sucre
casa de la libertad a sucre
casa de la libertad a sucre
mercato di sucre

Arrivare a Potosì, a 4090 metri di quota, alle 5 di mattino in pieno inverno non è piacevole, il freddo è intensissimo e la grande e modernissima stazione dei bus dal soffitto a cupola altissimo non aiuta il riparo; fortuna che già alle 6 partono i bus per Sucre. Adesso la strada è abbastanza buona, asfaltata e con dei colpi d'occhio notevolissimi impreziositi dall'alba. Le 3 ore che occorrono per arrivare nella capitale costituzionale della Bolivia (anche se poi il governo risiede a La Paz) sono piacevoli e volano via in un attimo.

casa de la libertad a sucre
san francisco a sucre
mercato di sucre
mercato di sucre










Succede talvolta che in un viaggio dove c'è una città che catalizza tutte le nostre attese (nel qual caso Cusco), quella che invece si rivela essere la più bella e piacevole, quella che ti rimane nel cuore, alla fine sia un'altra; ed in questo caso è stata Sucre.
museo militare
università di sucre
cortile dell'università di sucre
La capitale boliviana è infatti un vero paradiso: il clima è ottimo (si girava in maglietta anche di notte nonostante gli oltre 2800 metri di quota), l'atmosfera che si respira è piacevolmente accogliente (è una città sicura, si può girare tranquillamente anche da soli e di notte), e l'aspetto che ha il centro storico è decisamente accattivante.
La stazione dei bus non è proprio centralissima, ma brulica di addetti degli ostelli che cercano di accaparrarsi qualche cliente, cui forniscono anche un passaggio in macchina. E così mi sono comodamente ritrovato al Quechua Inn, un ostello confortevole, pulito ed economico, con un polacco (che è colui che mi ha abbordato alla stazione) e un francese come compagni di stanza.


interno della cattedrale
piazza di potosì
piazza centrale di potosì
sucre


Il centro della città è patrimonio UNESCO, ed è caratterizzato da una griglia di stradine, piccole piazze e giardini, sulle quali si affacciano case ed edifici vari di colore bianco in stile coloniale. In particolare sulla bella Plaza 25 de Mayo, si affacciano la grandiosa cattedrale barocca, la Casa della Libertà (dove è stata firmata la costituzione boliviana) e altri palazzi istituzionali. Particolare importanza riveste l'architettura religiosa, vista la moltitudine di chiese artisticamente rilevanti presenti (San Francisco, con il museo militare a fianco, Santo Domingo, Santa Clara, San Filippo Neri sono solo le più importanti). 


san francisco a sucre
congresso
plaza de la libertad

Da segnalare sono anche Plaza de la Libertad,  con il teatro, la corte suprema e il vecchio Ospedale di Santa Barbara; dietro alla piazza c'è poi l'accesso al bel parco cittadino; il palazzo dell'università, dal bellissimo cortile con colonnato (dove tutti scattano la foto più rappresentativa della città); e il piccolo museo di storia naturale, con animali impagliati ma anche con alcuni resti fossili di animali preistorici.
compagnia de jesus a potosì
compagnia de jesus a potosì
casa de la moneda a potosì
Imperdibile è  il coloratissimo mercato centrale, nei cui comedores (quelli del pranzo e quello della cena si trovano in due aree distinte del mercato) si può mangiare piuttosto bene e spendendo cifre veramente ridicole (meno di mezzo euro a pranzo per un'ottima zuppa con carne patate e verdure, poco più di un euro a cena per un piatto misto di carne e wurstel alla piastra con verdure, patate, riso, insalata e banane fritte, pailita la chiamavano).
A pochi chilometri da Sucre, infine, si trova Cal Orcko, un sito dove c'è il più grande insieme mondiale di orme di dinosauro fossilizzate. Per raggiungerlo basta prendere i pulmini che partono dalla piazza principale della città.


potosì
strade del centro di potosì
casa de la moneda potosì
casa de la moneda
potosì
potosì dal tetto di san francisco










Una dritta utile che mi hanno dato i miei compagni di stanza quando mi hanno riaccompagnato alla stazione dei bus per tornare a Potosì, è stata quella di non scendere al nuovo terminal, perché è lontanissimo dal centro, ma di scendere alla fermata precedente, quella vicino al cimitero, che in effetti distava dal centro meno di un chilometro, peccato che l'altitudine (Potosì si trova a 4090 metri di quota) e la strada tutta in salita con il bagaglio in spalla abbiano reso il tragitto faticosissimo. Un'affannosa ricerca mi ha condotto da un affittacamere molto centrale che per l'equivalente di 3 euro mi ha affittato una singola (il letto e la porta di ingresso erano vecchiotti, il bagno era in fondo al corridoio, la stanza era molto spoglia, però era pulita e aveva anche un piccolo televisore!).

chiostro della cattedrale di potosì
calle padilla
san francisco a potosì

Potosì anche si fregia del titolo di patrimonio UNESCO, vista anche l'importante storia che la riguarda e che l'ha vista essere una delle più ricche ed importanti città del Sudamerica nel XVI secolo, grazie alle miniere d'argento, prima di decadere e diventare una delle più povere. 
potosì
centro e cerro rico dal campanile
della cattedrale
chiese in notturna a potosì
Il centro storico è molto caratteristico, in particolare nella pedonale Calle Padilla e nella sua parallela Calle Tarija (che porta dalla piazza principale al convento di San Francisco), con le case in stile coloniale e i balconi di legno a graticcio, e una moltitudine di chiese con i muri di pietra a vista. Gli edifici più interessanti sono: la cattedrale gotica, purtroppo interessata da decennali lavori di restauro che però dovrebbero terminare entro il 2012 (ma la visita è valsa comunque la pena per il meraviglioso panorama che si vede dalla cima del campanile, che abbraccia tutta la città, la montagna che la domina, chiamata Cerro Rico, e la vallata sottostante); la Casa de la Moneda (che ospita un museo, ma è importante soprattutto per la sua architettura); il convento di San Francisco, dove è anche possibile salire sul tetto; e la torre della Compagnia de Jesus, che ora ospita un ufficio informazioni; ma comunque passeggiando per il centro si incontrano una moltitudine di scorci pittoreschi e chiese interessanti.
scorci notturni a potosì
la cattedrale
L'attrazione principale della zona è però la visita guidata alle miniere che si trovano a pochi chilometri dalla città (e che purtroppo non ho potuto fare per mancanza di tempo). Per effettuarla basta affidarsi ad una delle numerose agenzie sparse per il centro.
Nonostante l'altitudine, se di giorno splende il sole, come spesso accade anche in inverno, la temperatura è abbastanza mite, ma appena arriva il tramonto la temperatura subisce un forte e repentino calo e bisogna coprirsi immediatamente. La notte si può scendere anche sotto zero, tuttavia l'aria secca (e un buon maglione) permette anche delle gustose passeggiate serali; le strade principali, i monumenti e le varie chiese sono ben illuminati e la città risulta abbastanza sicura.

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plaza 10 de novembre
vallata dal tetto del convento di
san francisco
convento di san francisco



2 commenti:

  1. La Bolivia è un nostro sogno da sempre e ne abbiamo anche parlato sul nostro blog. La montagna, le altitudini così "spropositate" ci sono sempre piaciute. Un bel racconto il tuo! Ciao! dueingiro.blogspot.it

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    1. Si, la Bolivia è davvero un posto magnifico. Grazie mille per i complimenti e per essere passati, ciao ^_^

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